Il comico Luca Bizzarri è il nuovo presidente di Palazzo Ducale a Genova

Dalle Iene alla presidenza di Palazzo Ducale: è Luca Bizzarri, volto noto della tv, il nuovo presidente della più importante istituzione culturale genovese. Scelto, tra le polemiche, da un accordo tra Comune e Regione che puntavano su un genovese famoso capace di attrarre sponsorizzazioni. Bizzarri che non percepirà stipendio succede a Luca Borzani.  

Genova, piazza Leopardi, Le cicale. Luca Bizzarri. Foto di Marco Balostro, freaklance
Genova, piazza Leopardi, Le cicale. Luca Bizzarri. Foto di Marco Balostro, freaklance

Se la nomina avvenuta appena un mese fa di Carlo Antonelli come curatore di Villa Croce ci aveva lasciato più di qualche perplessità, la notizia della designazione di Luca Bizzarri (Genova, 1971), volto noto della TV, famoso per aver partecipato a numerosi programmi di successo in coppia con Paolo Kessisoglu, come presidente di Palazzo Ducale a Genova ci incuriosisce ancor di più. Genova fa cretinate o Genova sperimenta nuovi modelli?

LA NOMINA

Il nome di Bizzarri per la presidenza della più importante istituzione culturale genovese (una delle piattaforme culturali più importanti d’Italia per la verità) ha iniziato a circolare qualche giorno fa e all’inizio nessuno credeva potesse essere una valida alternativa a Luca Borzani (Genova, 1955), professore universitario ed ex assessore alla Cultura del Comune di Genova. L’ipotesi è diventata via via più concreta nel momento in cui Bizzarri ha dichiarato di essere disponibile a rivestire l’incarico. Cosa che ha fatto storcere il naso sia a destra che a sinistra e ha fatto dichiarare ufficialmente a Vittorio Sgarbi, dato da più parti come possibile futuro presidente, di non essere interessato all’incarico con un post ironico sulla sua pagina Facebook per non essere accomunato all’”affare Modigliani”. Nelle ultime settimane la ricerca dell’uomo giusto a cui affidare le chiavi di Palazzo Ducale ha tenuto impegnati il sindaco Marco Bucci, l’assessore comunale alla Cultura e alle politiche giovanili Elisa Serafini e l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo, giornalista in quota Mediaset. La sfida era trovare un genovese famoso, con un nome di risonanza nazionale, capace di convogliare sponsorizzazioni sul Ducale e di mantenere alto il livello della Fondazione. La nomina di Bizzarri sarà formalizzata al più presto, in occasione dell’assemblea dei soci. Va detto che per questo incarico, l’attore non percepirà stipendio.

LA DICHIARAZIONE DEL NEO PRESIDENTE

È lo stesso Bizzarri a rendere nota la nomina, cui segue il comunicato ufficiale dell’istituzione, con un lungo post sulla sua pagina Facebook. “Che sfida. Che onore. Mi mangeranno vivo. Un sacco di gente godrà se le cose andranno male. Accetto”, sono queste le prime parole di Bizzarri, “Ho mandato questo messaggio, poche ore fa, a chi mi chiedeva di prendermi un impegno così serio e coinvolgente come quello di assumere la Presidenza di Palazzo Ducale. Ho detto sí, alla fine di mille pensieri, per un motivo soltanto: perché sono genovese e qualsiasi genovese, davanti alla possibilità concreta di impegnarsi per la propria città, avrebbe detto si. Palazzo Ducale è la sala più importante e bella della nostra casa, soprattutto per merito di chi si è assunto la responsabilità di averne cura fino ad ora e per prima cosa tengo particolarmente a ringraziare Luca Borzani, che ha lavorato in maniera davvero egregia, sperando anche di trovare in lui preziosi consigli e la solidarietà di cui avrò bisogno in futuro per continuare a fare bene. Parto per questa avventura conscio dei miei limiti, convinto che se nella mia vita mi fossi fermato davanti a “forse questo non lo so mica fare” non avrei fatto nulla delle cose che ho fatto e che mi hanno portato fino a qui. Userò la fantasia, l’esperienza che ho accumulato negli anni, la passione che mi lega a tutte le forme di spettacolo, intrattenimento e cultura e conterò su l’aiuto di tutti, a partire dal nuovo Direttore che avrà le competenze specifiche a me mancanti. Palazzo Ducale continuerà ad essere luogo di cultura, mostre e spettacoli, sarà la casa dei genovesi aperta anche a chi a Genova sarà ospite. Posso e voglio promettere entusiasmo ed impegno, ringrazio il Comune di Genova e la Regione Liguria che mi hanno proposto questa avventura, spero che avrò nel Sindaco Bucci, nel Presidente Toti (che continuerò a perculare, lo giuro) e soprattutto in Ilaria Cavo e Elisa Serafini degli alleati sicuri ed affidabili, così come spero di poter contare sull’appoggio e sulla critica costruttiva di chi ora è all’opposizione. La mia non è e non sarà una scelta di campo, ma semplicemente un impegno per partecipare alla crescita e al rilancio della città che amo. A Genova, troppo spesso, si gode più delle disgrazie altrui che delle proprie gioie. Io mi auguro che Palazzo Ducale sia una gioia di cui essere fieri tutti insieme.“

Palazzo Ducale, Genova
Palazzo Ducale, Genova

LE DICHIARAZIONI DI TOTI E DI BUCCI

La scelta di Luca Bizzarri fatta dall’amministrazione regionale risponde all’esigenza di individuare una persona capace e competente, ma anche in grado di portare innovazione e fantasia in Istituzioni che hanno bisogno di guardare al futuro e non cullarsi nel proprio passato”, dichiara ufficialmente il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti sul sito ufficiale della Regione, al termine di un incontro in Piazza De Ferrari a cui ha preso parte insieme all’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi e al sindaco di Genova Marco Bucci. “La nostra scelta” continua Toti “portata avanti anche insieme all’assessore alla Cultura Ilaria Cavo, risponde all’esigenza di individuare una personalità indipendente dai partiti, con una formazione di tipo teatrale, ma anche televisiva e giornalistica, legata ai più moderni network nazionali e caratterizzata da modernità e innovazione. Per questo auguriamo a Luca Bizzarri buon lavoro, sicuri che saprà valorizzare al meglio non solo Palazzo Ducale ma l’intero territorio”. E sul valore del territorio punta anche Marco Bucci, sindaco di Genova. “Si tratta di una svolta strategica tesa al recupero delle tradizioni della Fondazione di Palazzo Ducale“, dichiara Bucci, “alla conferma dello sviluppo ottenuto negli ultimi anni e delle nuove tendenze della cultura e dello spettacolo. Genova tornerà ad essere la prima città del Mediterraneo anche per merito della sua offerta culturale e artistica”.

Modigliani Palazzo Ducale
Modigliani Palazzo Ducale

L’AFFARE MODIGLIANI

Il neo presidente dovrà, tra le altre cose, affrontare la strada del riposizionamento di Palazzo Ducale, duramente colpito nella reputazione dalla querelle scoppiata la scorsa primavera per la mostra di Amedeo Modigliani. Come è noto, 21 sono state le opere messe sotto accusa (la metà di quelle in mostra) e sequestrate dalla procura di Genova, mentre tre sarebbero stati (tutte figure professionali esterne a Palazzo Ducale) gli indagati, tra cui il curatore Rudy Chiappini. Nel frattempo erano emersi dubbi ed incertezze anche su alcune opere di Moisé Kisling (1891 – 1953), pittore polacco del quale la mostra di Palazzo Ducale dedicata a Modì esponeva i quadri. A denunciare il fatto Marc Ottavi, catalogatore ufficiale dell’opera. Chiappini, di contro, aveva presentato come prova, poi pubblicata dal Secolo XIX, le expertises per le opere di Kisling fatte dal figlio Jean e le immagini pubblicate in catalogo. “Palazzo Ducale”,  questo il commento apparso sul sito web dell’istituzione che era stata costretta a luglio a chiudere la mostra anticipatamente, , “prende atto dell’iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione. In conseguenza del procedimento in corso e indipendentemente dalle sue evoluzioni e da come si concluderà, Palazzo Ducale ha subito consistenti danni d’immagine e materiali (e rischia di subirne ulteriori) e si configura esclusivamente come parte lesa. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre “Frida Kahlo” e “Da van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, quarta mostra italiana per numero di visitatori nel 2016”. Sarebbe molto facile, per concludere, derubricare la nomina come la prima caricaturale conseguenza del deciso passaggio a destra della città di Genova e della Regione Liguria. Visto che le cose facili non ci piacciono aspettiamo e valutiamo a partire dai primi provvedimenti del neo presidente. Certo la sensazione non è delle migliori e non vorremmo essere nei panni di chi ha studiato e si è impegnato per decenni per formarsi come manager culturale e che oggi si vede passare avanti da giornalisti e guitti.

Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
Spazio espositivoPALAZZO DUCALE DI GENOVA
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 9 - Genova - Liguria
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.
  • LUCA ROSSI

    Effettivamente serviranno soldi per fare la novantaquattresima mostra sugli Impressionisti. La divulgazione e la critica d’arte hanno completamente abdicato in favore del curatore-organizzatore di eventi. La gente in fondo è stanca di fare il pubblico, vuole essere lei gli impressionisti.

  • Simone

    Evviva finalmente si ride un poco seriamente

  • Luca Rossi

    Su #Bizzarri: se leggete hit makers viene dimostrato come i blockbuster in ogni settore non dipendono dalla facilità di capire qualcosa o dal intrattenimento. Dipendono soprattutto dalla distribuzione e dalla ripetizione. Nel contemporaneo in Italia negli ultimi vent’anni non abbiamo avuto divulgatori capaci di individuare, valorizzare e promuovere un valore condiviso dell’opera d’arte.

    Quindi oggi capita che spesso vengono fatte nomine nel settore dell’arte e della cultura che dipendono semplicemente da quanto pubblico puoi attirare, anche a costo di banalizzare l’offerta culturale. L’arte contemporanea non è difficile, ed esiste inoltre l’arte contemporanea di valore e la fuffa. Il grande pubblico parla con disinvoltura di scienza, politica internazionale, politica interna, economia, immigrazione, ecc ecc. Cose molto più noiose e difficili dell’arte moderna e contemporanea.

    La nomina di Bizzarri è giusta in un contesto culturale e artistico che è un deserto. Come ha detto Alessandra Mammì sarebbe ancora meglio Belen o Vasco Rossi per attirare sponsor e pubblico.

    Ma i veri responsabili sono i curatori , critici , giornalisti, direttori di museo che hanno lavorato nel contemporaneo in Italia negli ultimi vent’anni. Negli ultimi otto anni ho fatto nomi e cognomi.