L’ex direttore di Art Basel Hong Kong lancia Taipei Dangdai. Nuovo format di fiera a Taipei

Nasce Taipei Dangdai, una nuova fiera d’arte contemporanea, fondata dall’ex direttore di Art Basel Hong Kong nella capitale di Taiwan. L’obiettivo? Diventare la seconda fiera più importante in Asia, guarda caso, proprio dopo Hong Kong…

Che questa sia “The Art Fair Age” per parafrasare il famoso saggio di Paco Barragàn è un dato di fatto incontrovertibile. Mai così tante fiere come negli ultimi dieci anni, mai con una diffusione che, pur nelle dovute differenze, potremmo definire globale. E non è solo una mera questione di numeri. Nuovi format nascono continuamente per cercare di ridiscutere il modello di partenza. Arriva dall’Asia l’annuncio di una nuova tipologia di fiera, immaginata da uno che di fiere se ne intende sul serio: Magnus Renfrew, ex direttore di Art Basel Hong Kong, che lancerà Taipei Dangdai nel 2019.

IL FORMAT

La prima edizione della nuova fiera d’arte di Renfrew è fissata per il gennaio 2019 e ha come sponsor UBS, main partner anche di Art Basel Hong Kong. Taipei Dangdai coinciderà con l’undicesima Biennale di Taipei, che si svolgerà dal 17 novembre 2018 al 10 marzo 2019 e sarà curata da Mali Wu e Francesco Manacorda. Un evento che nasce con ottime premesse e che ha grandi potenzialità di crescita in un mercato che, Art Basel Hong Kong a parte, non conosce vette di grandi qualità. In primis, la grande esperienza di Renfrew, tra i fondatori di Hong Kong International Art Fair, lanciata nel 2008 e poi direttore della fiera dopo la sua acquisizione da parte di Art Basel nel 2011, è garanzia di successo e di interesse internazionale. Rispetto alle altre realtà della regione, Taipei Dangdai punterà quasi esclusivamente sull’arte contemporanea – “dangdai” in cinese vuol dire appunto “contemporaneo” – limitando al minimo lo spazio dell’arte moderna che, invece, traina il mercato delle fiere minori in Asia. Si punterà sulla qualità piuttosto che sulla quantità: saranno solo 80 le gallerie che parteciperanno alla prima edizione tra asiatiche ed internazionali, quest’ultime ammesse solo se già con un mercato orientato sull’Asia. Poco male: anche la prima edizione di Art Basel Hong Kong contava un centinaio di gallerie ed ora i numeri sono più che raddoppiati.

IL MODELLO ART BASEL HONG KONG

Appena si è diffusa la notizia della nascita della nuova fiera, Renfrew, che ha diretto Art Basel Hong Kong dal 2011 a settembre 2014, ha voluto immediatamente specificare, tramite un’intervista ad ARTnews, che non intende competere con la fiera madre. È chiaro, però, che rappresenti il suo modello di riferimento. Da quando è stata acquisita da Art Basel sette anni fa, Hong Kong International Art Fair, ora Art Basel Hong Kong, è diventata la principale fiera d’arte in Asia. Fondata nel 2007 con una prima edizione nel 2008, Hong Kong International Art Fair è sempre stata una fiera dai grandi numeri sia in termini di vendite che di visitatori ma pensata e sviluppata quasi esclusivamente per il mercato cinese ed asiatico. Fino all’acquisto da parte di Art Basel, non ha riscosso, infatti, grande interesse da parte dei dealers e delle gallerie occidentali nonostante tutte le potenzialità in essere. L’ingresso di Art Basel nella fiera di Hong Kong ha di fatto mutato la struttura della fiera stessa adeguandola al modello della fiera madre e di Miami. Il primo cambiamento evidente, nel passaggio da Hong Kong International Art Fair ad Art Basel Hong Kong, è legato all’inclusione della fiera all’interno del calendario mondiale degli appuntamenti dell’arte. Proprio per venire incontro all’agenda dei dealers e dei collezionisti occidentali e per evitare l’accavallarsi con altre manifestazioni del mondo dell’arte come le aste e Frieze a New York e nel 2015 anche la Biennale di Venezia, si è deciso di anticipare la fiera da maggio a febbraio per poi spostarla definitivamente a marzo. Il cambio di date ha avuto un effetto molto positivo sulla fiera stessa poiché ha permesso la partecipazione di importanti gallerie occidentali che in precedenza non vi esponevano.

IL MERCATO IN ASIA

Pur avendo il mercato asiatico delle potenzialità incredibili sia in termini di vendite che di affluenza, di fatto non esiste un sistema capillare di fiere come in Europa o in America. E il divario tra la fiera di Hong Kong e tutte le altre è ancora altissimo sia in termini di qualità che di ricerca. È un mercato difficile quello asiatico, con un collezionismo ancora poco propenso ad aprirsi all’acquisizione di artisti occidentali. Il modello di fiera proposto da Renfrew punta proprio sulle peculiarità della regione più che sull’ambizione alla globalità. Promuovere l’arte locale inserendola nel mercato globale: è questa la nuova sfida per le fiere d’arte contemporanea. Con un punto di partenza interessante: far coincidere la fiera con il calendario della Biennale di Tapei in maniera da utilizzare quest’ultima come volano. Art Basel docet.

       Mariacristina Ferraioli

CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.