10 stand da non perdere a miart. La prima edizione di Alessandro Rabottini è una grande mostra

Non ci sono sbavature tra gli stand della prima edizione di miart diretta da Alessandro Rabottini.  Da Massimo De Carlo a Prometeo Gallery, passando per Ex Elettrofonica, abbiamo selezionato per voi 10 stand da non perdere. Con intervista a Rabottini e a Gorno Tempini.

miart 2017, Anthony Reynolds gallery, ph. Irene Fanizza
miart 2017, Anthony Reynolds gallery, ph. Irene Fanizza

Inaugurazione in corso per miart, la fiera d’arte contemporanea milanese diretta quest’anno da Alessandro Rabottini, che segue la gestione De Bellis conclusasi nel 2016. Un successo confermato già da una preview seguitissima, con uno stuolo di collezionisti e addetti ai lavori in transito fra i corridoi dell’arioso padiglione della fiera, scandito dalle sezioni Estabilished, Generations, Emergent, Decades, On Demand, Object. Anche noi abbiamo fatto un giro, selezionando dieci stand da non perdere: suggerimenti utili per la prima passeggiata fieristica, in attesa di ulteriori approfondimenti.  Ma qualunque sia l’itinerario che decidiate di fare, una cosa ci pare certa. La fiera mantiene un livello curatoriale alto in tutti i booth, configurandosi così come una grande mostra, da percorrere e studiare. Nei due video raccolti nel giorno dell’opening, ve la raccontano il direttore, Alessandro Rabottini, e il Presidente di Fondazione Fiera di Milano, Giovanni Gorno Tempini.

10 STAND DA VISITARE

Ottima selezione da Prometeogallery di Ida Pisani che si presenta con Driant Zeneli: un’opera articolata tra due livelli contrappone una serie di immagini fotografiche a una installazione di tele sovrapposte, poggiate al pavimento come i mattoni di un castello. Ma ci sono anche, tra gli altri Gabriella Ciancimino, Fabrizio Cotognini e un ottimo Giuseppe Stampone, in mostra anche da Marie Laure Fleish. Stampone, nello spazio milanese, presenta un proseguimento dell’opera “Saluti dall’Aquila”, mentre in quella romana un percorso tutto nuovo (da non perdere l’opera Hiroshima mon amour). Minimale ma di impatto il progetto di Massimo Grimaldi per On Demand, da Zero.., che nello spazio bianco dello stand sfonda la prospettiva, così come il bel concept space, per la stessa sezione, di Meris Angioletti da Otto Zoo, dove la regolarità delle forme in zinco e ottone si confronta con la liquidità delle carte e delle proiezioni.

Allegra Ravizza che da poco ha raddoppiato aprendo una nuova galleria a Honolulu, presenta una stroboscopica e lussuriosa Nanda Vigo, mentre Studio Dabbeni – di Lugano come la Ravizza – va sul sicuro con un progetto On Demand di Daniel Buren, una struttura classica e geometrica in linea con lo stile dlel’artista francese. Stand “rosso” da Massimo De Carlo con un solo show dei Gelitin, tra una Monna Lisa reinventata con strani di pittura materica e delle anfore classiche in versione super contemporanea. Da non perdere anche le foto strappate di Antonio Rovaldi da The Goma, Madrid. Ex Elettrofonica, da Roma, si presenta con la doppia coppia Cristian Chironi e Elena Mazzi, Osart Gallery di Milano con le opere in movimento di Piero Fogliati, mentre Sara Zanin, ancora dalla Capitale, offre per On Demand un saggio della produzione di Giovanni Kronenberg. Ecco le prime immagini.

www.miart.it

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  • Perché Stampone ottimo? Ogni volta che vedo il suo lavoro mi appare sempre più spuntato, didattico, limitato. Ma ogni volta cercherò di approfondire per capire perché sostenete, come redazione, questo artista ad oltranza. Sarete buoni amici :)