Fantagraphic. Lezioni di immaginazione, con Manuele Fior

Appena nata, la Oblomov Edizioni, capitanata da Igort, chiama all’appello uno dei fumettisti italiani più amati. “L’ora dei miraggi” è il nuovo libro di Manuele Fior, una raccolta che rivive i quindici anni di attività dell’illustratore, tra ricordi e aspetti tecnici. Abbiamo letto il libro e scambiato qualche parola con l’autore.

Manuele Fior. L'ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Copertina
Manuele Fior. L'ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Copertina

Il nuovo libro di Manuele Fior (Cesena, 1975) è una raccolta che abbraccia quindici anni di attività, e che fa il punto sul percorso artistico di uno tra i fumettisti italiani più influenti e conosciuti a livello internazionale.
L’ora dei miraggi ‒ questo il titolo evocativo del volume ‒ contiene decine di disegni, tra copertine di dischi, locandine di film, e tavole pubblicate su riviste e quotidiani italiani e non solo. Ognuno di questi disegni racchiude una storia, un’idea, una specificità tecnica. Accorpati insieme, in una sequenza fantastica e trascinante, tutto il libro si propone come un viaggio nel tempo e nella professione dell’illustratore, mostrando da vicino il senso profondo e sincero della ricerca dell’autore cesenate.
Lavorare a questo libro è stata per me una maniera per fissare alcuni ricordi, farsi largo tra le montagne di memorie che hanno costruito il mio carattere, la mia maniera di esprimermi”, dice Fior. “C’è un disegno che ti separa dal mondo e uno che lo svela. Eppure questo libro non è un catalogo delle miei illustrazioni, ma piuttosto un percorso tra intuizioni, tracce che portano ad altre tracce”.

Manuele Fior. L'ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Pagine 7-8
Manuele Fior. L’ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Pagine 7-8

UN PERCORSO A RITROSO

A partire dai primi disegni pubblicati per il magazine norvegese NY Tid ‒ col quale Fior lavorò durante il suo soggiorno a Oslo ‒, passando per la lunga collaborazione con La Repubblica e Il Sole 24 Ore, fino ad arrivare sul tetto del giornalismo mondiale grazie alle collaborazioni con testate come il New Yorker, Le Monde e Vanity Fair, ognuna di queste illustrazioni racconta un’idea, riflette delle richieste (come necessario che sia trattandosi di lavori spesso soggetti a commissioni editoriali), comporta una sfida.
Annotazioni e ricordi dello stesso autore, inoltre, accompagnano il viaggio, rendendo questo percorso a ritroso tanto valido a livello artistico quanto utile a ogni giovane aspirante professionista, messo nella condizione di far tesoro delle note tecniche dell’autore.
In un certo senso è un libro che avrei voluto leggere io stesso da giovane”, dice Fior. “È come se fosse scritto da un fratello maggiore. Io amo i disegnatori, questo è un libro per loro, e se qualcuno è all’inizio del suo percorso forse troverà qualcosa di utile come io ho trovato utili i consigli dei miei maestri. Non è un manuale pratico, ma un diario di viaggio per fare intuire, a specialisti e non, quanto sia vasto questo continente di carta, quante dimensioni possono suggerire la base e l’altezza del foglio”.

Manuele Fior. L'ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Pagine 70-71
Manuele Fior. L’ora dei miraggi (Oblomov, 2017). Pagine 70-71

LO STUPORE BAMBINO

Nel complesso il libro, notevole anche nella sua presenza fisica (oltre 200 pagine a colori, formato 21,5 x 30 cm), è una prova importante, che racchiude un lungo periodo di ricerca e di esplorazione, ma che soprattutto riesce a innalzare la fase iniziale della carriera dell’autore a elemento fondante della sua attività a venire. In questo senso L’ora dei miraggi è un promemoria necessario forse per ogni artista, perché dimostra l’importanza dello studio, della predisposizione alla disciplina e della profonda e pertinace dedizione al lavoro.
Lavorare per me è soprattutto una gran gioia, spero un po’ ne passi tra i miei disegni”, racconta il fumettista. “Giovanni Lindo Ferretti cantava che la libertà è una forma di disciplina; per me è assolutamente così. È una dedizione che non porta da nessuna parte di preciso, ogni tanto si torna pure indietro, ma per quanto mi riguarda è molto bello. Ecco, la sfida nel disegno è proprio questa: ritrovare uno stupore bambino, far sì che non diventi solo una professione e accorciare il più possibile la distanza tra quello che si disegna è quello che si è”.

Alex Urso

Manuele Fior ‒ L’ora dei miraggi
Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2017
Pagg. 200, a colori, € 22
ISBN 9788885621015
www.oblomovedizioni.com

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AutoreManuele Fior
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Alex Urso
Artista e curatore indipendente. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso l'Università di Macerata. Collabora con riviste di settore, scrivendo di arte, musica e cultura contemporanea. Vive a Milano e Varsavia.