Morto Guido De Maria, ecco chi era l’autore che rivoluzionò i “fumetti in TV”

A poche settimane dalla scomparsa di Francesco Guccini e a pochi giorni da quella di Franco Fontana, Modena perde un altro suo famoso concittadino: è morto a 93 anni Guido De Maria, regista, sceneggiatore e autore di trasmissioni e pubblicità che fecero epoca

“Fumetti in tv”, il famoso slogan delle trasmissioni “Gulp!” e “Supergulp!” ideate e dirette da Guido De Maria, fa parte del nostro immaginario comune tanto che oggi, a sentire questa frase, possiamo solo pensare a quel tipico movimento di macchina da presa su e giù, e da sinistra a destra. Dichiarò più volte De Maria:Ci venne in mente di sostituire all’occhio del lettore la cinepresa…”. È mancato il 31 agosto l’artista poliedrico che ha attraversato diversi linguaggi, dalla grafica alla pubblicità, dal fumetto all’animazione con instancabile voglia di sperimentare. De Maria è infatti famoso soprattutto per aver inventato un nuovo modo “economico” ed estremamente espressivo di “animazione” del fumetto. All’inizio degli anni Settanta proprio questa fu la sua piccola grande rivoluzione: portare i fumetti sul piccolo schermo, da Tex alle Sturmtruppen, da Alan Ford a Corto Maltese. E per circa dieci anni le stagioni della trasmissione si susseguirono con grandissimo successo di pubblico.

Morto Guido De Maria, ecco chi era l’autore che rivoluzionò i “fumetti in TV”
Ritratto di Guido De Maria

Guido De Maria: da Carosello alla Panini, sempre sotto l’egida della sperimentazione

De Maria nasce artisticamente con Carosello, attraversando la Golden Age dell’animazione italiana da vero protagonista. Fonda nel 1960 la Vidmer Film e con essa nascono tormentoni quali Salomone pirata pacioccone (a cui collaborarono, tra gli altri, Francesco Guccini e Bonvi) per Amarena Fabbri. Continua poi negli anni ad occuparsi di pubblicità, raggiungendo gli oltre 1200 spot e segmenti di pubblicità. Suoi sono alcuni slogan memorabili come “una camicia coi baffi” o “e i piatti-ti? Con Nelsen Piatti li vuol lavare lui!” Proprio il formato breve è stata la cifra stilistica di De Maria. E a sdoganare lo spot come arte, oltre a Carosello con altri autori come Osvaldo Cavandoli, Bruno Bozzetto o i fratelli Pagot, ci hanno negli anni pensato tanti autori quali Spike Jonze, Pupi Avati, Wes Anderson. Il formato breve consente di sperimentare e di avere, nel caso della pubblicità, grandi budget a disposizione. E così Guido De Maria decide di sperimentare per un’intera carriera attraverso questo format, portando la sua ironia e il suo umorismo a vette altissime. L’esperienza con Carosello, poi, gli consente di attivare per tutto il suo percorso creativo alcuni “trucchi” creativi: l’iterazione, la riproposta, la gag, tutto ciò che poteva diventare “tormentone”. La carriera di De Maria ha incrociato quella di Enzo Biagi, Francesco Guccini, Maurizio Costanzo, Silver, Cochi & Renato, Paul Campani, Franco Bonvicini (Bonvi).

Gulp e Supergulp, le stagioni del fumetto in tv

All’inizio degli anni Settanta in Rai stanno cercando di creare una trasmissione dedicata al fumetto, nuovo fenomeno di crescente interesse tra i giovani. Giancarlo Governi, produttore Rai, diede il là al format finale di Gulp! Fumetti in tv che De Maria sposò: portare i fumetti in televisione, inventando però una ripresa all’interno della striscia, mantenendo quindi l’identità del fumetto e allo stesso tempo rendendolo fruibile in tv. Come? Con uno stratagemma incredibilmente semplice ma geniale: zoom in ezoom out delle vignette e lettura ad alta voce dei baloon, seguendo il movimento di lettura dell’occhio. La prima puntata, andata in onda sul secondo canale Rai in prima serata nel 1972, ebbe talmente tanto gradimento che superò gli ascolti dell’allora popolarissimo Rischiatutto con Mike Bongiorno. Riuscire a insidiare e superare il re dei quiz con una trasmissione sperimentale di soli 15 minuti generò un enorme scalpore nel panorama televisivo italiano. Il format innovativo era dato soprattutto dalla scelta del focus, il fumetto, fino ad allora relegato come “spazzatura”, con la telecamera che si muoveva all’interno delle vignette delle tavole originali stampate per dare dinamicità, e con doppiatori famosi a leggere le “nuvolette”. Gulp! e Supergulp! hanno portato alla ribalta eroi e personaggi dei fumetti d’autore come Alan Ford, le Sturmtruppen, Corto Maltese e Tin Tin o i supereroi della Marvel come Thor, L’incredibile Hulk, Namor il Sub-Mariner e L’Uomo Ragno (introdotti a partire dal 1977). La trasmissione, che durò circa dieci anni, tenne a battesimo icone della cultura pop italiana come il detective Nick Carter (creato da Bonvi e De Maria appositamente) e il Signor Rossi di Bruno Bozzetto.

Morto Guido De Maria, ecco chi era l’autore che rivoluzionò i “fumetti in TV”
Nick Carter di Guido De Maria

Nick Carter, l’anti-eroe che conquista gli italiani

Proprio Nick Carter, con le sue avventure, raggiunse una grande popolarità, tanto da essere di fatto il personaggio principale del programma Gulp! e poi Supergulp! diventando una sorta di testimonial del programma, presentando in prima persona anche episodi e contenuti di altri. Un conduttore a fumetti, si potrebbe dire.Nick Carter, il detective pasticcione creato insieme a Bonvi, nacque come parodia dell’omonimo detective creato da John Russell Coryell nel 1886. L’episodio pilota che darà vita alla serie televisiva, Il mistero dei dieci dollari, venne realizzato da Bonvi e De Maria tra il 1969 e il 1970. Come Il Signor Rossi, Lupo Alberto e altri personaggi creati nel nostro Paese in quegli anni, anche Carter subisce il fascino della parodia, dell’anti-eroismo della cultura italiana che si ribella, per certi versi, al superomismo dei personaggi “Made in USA”. Anche l’aspetto di questi personaggi ne risente: Nick Carter è un investigatore privato molto basso con un berretto in stile Sherlock Holmes, un impermeabile in stile Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois che ne definisce la statura di parodia. Ha due aiutanti: Patsy, un gigante buono ma un po’ tonto e Ten, un saggio cinese sempre pronto a sfornare massime in rima adatte all’occasione che incominciano con «Dice il saggio».Nascendo come caricatura di una serie gialla investigativa ne segue anche i canoni classici con l’inevitabile finale dove il protagonista svela il mistero e smaschera il colpevole di turno che, il più delle volte, è Stanislao Moulinsky, oppure il suo allievo prediletto Bartolomeo Pestalozzi da Pinerolo (inventato dallo stesso De Maria). Ogni finale aveva la frase di rito «Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!». Nel 1972 e nel 1977 la Panini realizzò due album di figurine dedicate alla serie.

Da Giumbolo a Comix, nel solco della “factory emiliana”

Guido De Maria (1932 – 2026, Lama Mocogno) ha vissuto e lavorato tra Modena e Bologna, respirando l’aria di rivoluzione culturale che aleggiava in queste città. E sicuramente il disegno, il fumetto (pensiamo al più giovane Andrea Pazienza) e l’animazione hanno segnato dei nodi importanti di questa rivoluzione. La factory emiliana era un ambiente creativo nel quale fumettisti, musicisti, pubblicitari e autori si incontravano e contaminavano continuamente. De Maria ne rappresentò perfettamente lo spirito: poteva passare da un Carosello a una trasmissione Rai, da una vignetta a una canzone, senza mai perdere il gusto per la battuta e per l’assurdo. Segno ne è anche la grande amicizia di De Maria con Alessandro Bergonzoni, che ha portato De Maria a creare davvero in casa sua il famoso “soffitto a cassettoni” dove ha appeso dei veri cassetti, citando una delle più belle storie dell’amico. La sua attività successivamente si è spostata tra Reggio Emilia e Milano, ma lo spirito anticonformista e ironico ha continuato a caratterizzare le sue produzioni. È figlio di questo sentimento è anche il personaggio di Giumbolo, creato da De Maria per la trasmissione Supergulp! Giumbolo irrompeva all’improvviso durante la trasmissione, interrompendo i presentatori del programma Nick Carter, Patsy e Ten, cantando la celebre canzoncina: “Mi chiamo Giumbolo – giuggiumbolo – giuggiumbolo…”. “Giumbolo“, sigla finale di Supergulp!, era stata scritta dallo stesso Guido De Maria insieme al musicista Franco Godi (detto Mr. Jingle) e cantata da Giorgio Marchi (in arte Giona) e il 45 giri vendette oltre 100.000 copie. Nato in un periodo storico terribile dell’Italia, Giumbolo rappresentò per De Maria proprio il consapevole schiaffo a quegli anni di piombo. Negli anni Novanta ha ricoperto con successo il ruolo di condirettore del settimanale umoristico Comix assieme a Beppe Cottafavi, edito da Franco Cosimo Panini.

Ritratto di Guido De Maria nel 2011
Ritratto di Guido De Maria nel 2011

Comix, la casa del fumetto d’autore

Proprio grazie all’esperienza di Comix, De Maria incontra e porta alla ribalta una delle comunità più creative e sperimentali del momento. La testata uscì la prima volta il 7 marzo 1992 come Comix – Il giornale dei fumetti, diretta dai due. La rivista fa esordire autori che diverranno popolari come Daniele Luttazzi, Natalino Balasso e Fabio Fazio oltre alla partecipazione di attori comici e artisti come Alessandro Bergonzoni, Gene Gnocchi, Paolo Hendel, Jovanotti, Francesco Guccini e Aldo, Giovanni e Giacomo. E propone vignette e strisce di fumetti di autori come Altan, Bill Watterson, Bonvi, Cinzia Leone, Massimo Cavezzali, Disegni & Caviglia, Sauro Ciantini, Gary Larson, Jacovitti, Schulz, Silver e tanti altri. Un’idea di rivista fuori dagli schemi, che raccoglieva il meglio della produzione di fumetti per adulti, rompendo la gabbia monotematica dei fumetti in edicola. E così ha fatto Guido De Maria per tutta la sua lunga carriera: ha rotto gli schemi, ha aperto la gabbia della creatività sua e degli altri dando libero sfogo all’umorismo più sfrenato. Al suo novantesimo compleanno, tre anni fa, De Maria raccontò: “mio padre diceva: – Cosa vuoi fare da grande? e io alla fine dissi: – Voglio diventare vecchio! E ci sono riuscito”.

Giulietta Fara

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