Gallerie d’arte online. Intervista con Matteo Cremonesi di Link Cabinet

Ha pochi mesi di vita, la galleria Link Cabinet. Ma nasce nell’alveo di una realtà ben consolidata, quel Link Art Center che ha al suo attivo numerose iniziative in giro per il mondo, sia esso “fisico” o “virtuale”. Novità, impostazione e anticipazioni ce le racconta Matteo Cremonesi.

Link Cabinet

Quando e com’è nata Link Cabinet?
Link Cabinet ha aperto ufficialmente nell’aprile del 2014 con la mostra Return of Investment di Jonas Lund. L’idea di aprire una galleria online nasce però da un’esigenza su cui stavamo ragionando da tempo. Link Cabinet è lo spazio espositivo online di Link Art Center, centro multifunzionale che promuove la ricerca artistica con le nuove tecnologie e che organizza e promuove eventi, mostre e conferenze, oltre ad avere una intensa attività editoriale seguendo logiche di copyleft e libero accesso al sapere.
Da qualche tempo sentivamo l’esigenza di arricchire la nostra attività espositiva, rendendola più completa ma al tempo stesso più snella e dinamica. Per questo nasce l’idea di dare vita a uno spazio espositivo online inteso come un luogo nel quale invitare gli artisti a presentare lavori concepiti secondo una logica di site specific, adeguandosi cioè alle peculiari modalità di presentazione e fruizione delle opere che caratterizzano questa galleria.

Qual è il tuo ruolo nella gestione della galleria?
Ho seguito Link Cabinet fin dall’inizio, dalla prima bozza di idea fino alla creazione vera e propria della galleria, la definizione della forma e della sua struttura. Mi occupo della gestione vera e propria della galleria, definendo un calendario delle attività, selezionando gli artisti e dialogando con loro in fase di progettazione delle mostre. In questo senso e attraverso queste scelte sto cercando di dare alla galleria un’identità ben precisa, che si possa differenziare e collocare in modo netto nel panorama di attività espositive online che in questo periodo è in forte espansione.
Come dicevo prima, però, la galleria è parte di Link Art Center e quindi ogni attività è discussa, ragionata e vagliata con tutto lo staff; diciamo che negli ultimi mesi la gestione di Link Cabinet è diventata la mia attività principale all’interno di Link Art Center.

Un'opera di DUOX
Un’opera di DUOX

Lo spazio ospita un solo artista alla volta. Puoi spiegarci questa scelta?
Una delle caratteristiche fondamentali di Link Cabinet sta proprio nell’ospitare solo mostre personali, quindi un solo artista per volta che è chiamato a presentare un unico progetto. Si tratta di una scelta strettamente legata all’idea di galleria che Link Cabinet vuole essere: uno spazio espositivo composto da un’unica pagina web in cui l’interfaccia sia ridotta al minimo e l’architettura dello spazio scompaia per lasciare il centro della scena all’opera in mostra. Uno spazio pulito, semplice e neutro, che intende offrire allo spettatore un’esperienza diretta e immediata, e all’artista un luogo da modellare per piegarlo alle proprie esigenze.
Da qui nasce anche il nome della galleria che rimanda all’idea di una vetrinetta espositiva, un contenitore per qualcosa di prezioso, una sorta di cabinet of wonders o wundercammer in continua metamorfosi proprio perché sempre pronto ad ospitare di volta in volta l’universo personale di ogni artista invitato.

Qual è il processo che porta un artista a esporre nel vostro spazio?
Agli artisti chiediamo di intendere lo spazio espositivo di Link Cabinet come una galleria vera e propria. Chiediamo loro di lavorare secondo una logica site specific, realizzando lavori inediti o rivisti e adeguati alla caratteristiche peculiari della galleria. In questo senso gli artisti sono chiamati a lavorare sulla modalità di presentazione delle opere esattamente nello stesso modo in cui lavorerebbero per l’allestimento di una mostra in uno spazio fisico.
Ci interessa lavorare sia con artisti già abituati a confrontarsi con le problematiche che la progettazione di una mostra online pone, sia con artisti che si approcciano per la prima volta a questo genere di contesto e situazione espositiva. Ritengo che questa possa essere un’esperienza interessante per qualunque artista che intende confrontarsi con i temi del contemporaneo e sono convinto che questo approccio ci permetterà di vedere nascere risultati molto interessanti, soluzioni ibride e proprio per questo innovative.

Jonas Lund - Roi
Jonas Lund – Roi

Cosa comporta, sia da un punto di vista critico che pratico, esporre lavori pensati appositamente per essere mostrati all’interno di un browser?
Banalmente si potrebbe dire che una mostra pensata per essere fruita in un browser gode di tutte le caratteristiche di qualsiasi cosa che è online: può essere visibile ovunque, da chiunque abbia una connessione, a qualsiasi ora. Detto questo, una delle caratteristiche per noi interessanti è la possibilità di allargare il pubblico che può avere accesso alle mostre. Il Link ha da sempre avuto un’attitudine ad agire su un livello quanto meno europeo, sia dal punto di vista del pubblico che da quello degli artisti con cui intende collaborare. Link Cabinet nasce anche con l’intento di essere uno strumento che ci permetta di coltivare questi rapporti e un catalizzatore per svilupparne di futuri potenzialmente ancora più ambiziosi. Non a caso infatti la seconda mostra, attualmente in corso, vede come protagonisti il duo di artisti statunitensi DUOX.
Allo stesso tempo abbiamo voluto porre dei vincoli, definendo dei limiti che potessero essere stimolanti per dare vita ad un’esperienza di fruizione delle opere il più possibile diretta, non solo dal punto di vista dell’interfaccia, come ho già detto, ma anche ad esempio ponendo un limite di durata ben preciso, dopo il quale le mostre non sono più visitabili lasciando online solo una documentazione essenziale che va a comporre l’archivio della galleria.

Quali sono le problematiche e i rischi a livello concettuale con cui vi dovete confrontare lavorando sul web?
Il pericolo principale può essere quello di dare vita a una galleria che finisca con l’occuparsi solo di tematiche strettamente legate al Web o a Internet in generale, con un approccio che dal mio punto di vista rischia di restringersi ad un ambito troppo specialistico. Per questo su Link Cabinet siamo invece propensi a ospitare lavori che affrontino i temi più vari e scelgano di confrontarsi con il Web inteso come luogo all’interno del quale presentarsi e prendere vita. Del resto credo che questa sia la sfida più attuale, ineludibile nel mondo contemporaneo.

Jonas Lund - Roi
Jonas Lund – Roi

Negli ultimi anni sono sorte molte gallerie online. Cosa pensi di questo fenomeno?
Senza dubbio è un fenomeno in grande crescita, cause e motivazioni sono molteplici ma non credo che spetti a me definirle, e forse è anche troppo presto per farlo. Credo sarà interessante vedere in che modo evolverà questa tendenza, cosa ne sarà rimasto tra qualche anno o in che modo si sarà evoluta. Con Link Cabinet siamo consapevoli di non aver inventato nulla di nuovo, le gallerie online esistono da tempo e alcune di esse hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere un certo tipo di ricerca artistica. Ma proprio perché si tratta di un fenomeno in aumento diventa importante riuscire a dare forma ad una propria identità ben precisa. Questo infatti è ciò su cui si lavora maggiormente e sui cui si dovrà continuare a lavorare, definendo una linea di ricerca originale e possibilmente innovativa, che possa ben rappresentare l’identità del Link tutto. Del resto questo è il lavoro che ogni buona galleria dovrebbe fare.

L’utilizzo di Internet permette di mostrarsi ad un pubblico mondiale senza distinzioni regionali. In questo senso, quale ruolo può giocare la scena artistica italiana nel contesto delle gallerie online?
Non so quanto abbia senso parlare di una scena italiana riferita al contesto delle gallerie online dal momento che, come dici tu stesso, Internet permette di mostrarsi ad un pubblico mondiale. Le gallerie online non sono più strettamente legate ad un territorio fisico e geografico, di conseguenza gli effetti del loro lavoro non ricadono necessariamente sul luogo di provenienza di fondatori o galleristi. Del resto è innegabile che in Italia si sia assistito negli ultimi anni alla nascita di gallerie online in grado di sviluppare progetti indubbiamente interessanti. Se il lavoro di queste gallerie riuscirà ad ottenere un’attenzione adeguata sui media italiani, allora credo che si potrà generare un effetto di sensibilizzazione e avvicinamento a ricerche artistiche che come ho già detto trovo fondamentali nel panorama dell’arte contemporanea, ma che troppo spesso vengono ancora snobbate e ghettizzate.

Quali programmi attendono Link Cabinet nei prossimi mesi?
In questo periodo stiamo lavorando molto sul programma perché ritengo che il primo anno di vita della galleria dovrà contribuire in modo fondamentale a definire quell’identità di cui parlavo poco fa. Abbiamo aperto ad aprile con la mostra Return of Investment di Jonas Lund che ha temporaneamente trasformato la galleria in uno spazio pubblicitario acquistabile da chiunque e il cui valore incrementava ad ogni investimento. Ora stiamo ospitando la terza stagione del progetto BOY’Dega del duo di artisti staunitensi DUOX, giovanissimi ma davvero molto promettenti. Per il futuro ti posso anticipare che a settembre avremo una mostra di Roberto Fassone, sarà un evento collaterale della mostra Ethernal September, curata da Valentina Tanni e prodotta da Link Art Center e Aksioma, che verrà inaugurata negli stessi giorni su due sedi a Lubiana. Mentre più avanti in autunno presenteremo un progetto inedito co-commissionato in collaborazione con il festival inglese AND – Abandon Normal Devices.

Filippo Lorenzin

http://www.linkcabinet.eu/

 

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.