Addio alla carta. Le riviste di architettura cedono al web

La crisi della carta stampata continua a mietere vittime. Il Giornale dell’Architettura e Building Design chiudono le pubblicazioni mentre Abitare, sospesa a gennaio, riparte con una nuova edizione cartacea da settembre.

Il Giornale dell’Architettura

A segnare l’eclatante passaggio tra carta stampata e web, tra vecchi e nuovi media è stata, ad agosto del 2013, la vendita dello storico Washington Post dalla famiglia Graham (proprietaria anche di Newsweek) al più noto editore digitale, Jeff Bezos, fondatore di Amazon. Era inevitabile che prima o poi ciò che stava avvenendo nella stampa generalista colpisse anche le riviste di settore, quelle di architettura in primis. Ma cosa sta succedendo tra alcune delle più importanti realtà editoriali?
Il Giornale dell’Architettura, nato nel 2002 dalla stessa casa editrice de Il Giornale dell’Arte, la torinese Umberto Allemandi & C., diventa in pochi anni un riferimento del settore. Dal 2006 inizia la digitalizzazione del periodico, che sdoppia la sua offerta in un mensile cartaceo e un sito web. La crisi comincia a farsi sentire e nel 2013 diventa trimestrale. Ma non basta: all’inizio di quest’anno viene presa la decisione di chiudere l’edizione cartacea. L’ultimo numero, il 117, esce a marzo. Da qui in poi, il gruppo redazionale procederà autonomamente, gestendo il sito web della rivista. Addio alla carta è l’ultimo editoriale del direttore Carlo Olmo, che spiega: “una dose di sano realismo ci ha indotto a compiere un ulteriore passo di adeguamento alle condizioni evidentemente mutate del giornalismo sia generalista che specializzato. È davvero difficile immaginare che oggi un architetto operativo non utilizzi le duttilità offerte dal digitale. E non è un caso che sia una testata destinata agli architetti […] a compiere una trasformazione alla quale ci stavamo tutti apprestando, pur non sapendo ancora quando l’ora X sarebbe scoccata”.

Building Design
Building Design

Un fenomeno tutt’altro che delimitato ai nostri confini. A cedere, sotto il fuoco incrociato del web, è un’altra storica rivista di settore: il settimanale inglese Building Design, nato nel 1970 dall’editore Morgan Grampian. Dopo essersi aperto al web intorno al 2004, dal 2010 prova la strada del business online, limitando l’accesso agli articoli di approfondimento ai soli abbonati. Amanda Baillieu, direttore della rivista, aveva motivato così la scelta: “È perché stimiamo i nostri lettori che da oggi abbiamo posto un valore, anche noi, a quello che facciamo”. Una strategia che non sembra abbia portato i risultati sperati (benché intelligente nella formula dell’unico abbonamento cartaceo+web). A fine marzo di quest’anno la notizia: “Il modello di business che finora ha supportato la versione cartacea di BD – e per molti anni la sua distribuzione gratuita – oggi non è più sostenibile”, ha spiegato Ellis Woodman, executive editor. E l’ultima copia stampata, dopo ben 2099 numeri, è stata consegnata ai poco più che 7mila abbonati. “The future is digital” è infatti la frase che si sente più spesso ripetere tra i corridoi della sede di Londra.

Abitare
Abitare

Ma ritorniamo in Italia per parlare di un altro caso significativo. Abitare, storico mensile di architettura del gruppo Rcs nato nel 1961, aveva annunciato a gennaio di quest’anno, sotto la direzione di Mario Piazza (già vice dell’edizione diretta da Stefano Boeri), l’uscita del suo ultimo numero cartaceo. Non una vera e propria chiusura, piuttosto una sospensione, mentre il sito online continuava il suo corso. I dubbi sul suo futuro sono stati invece fugati dalla presentazione, il 4 aprile a Milano, di un nuovo progetto editoriale con l’eloquente titolo Abitare riparte dalle origini. La notizia è ufficiale: dal prossimo settembre, la rivista tornerà in edicola sotto la direzione di Silvia Botti (architetto, giornalista, già caporedattore di Casamica). “Un giornale, e non solo, che vogliamo racconti la qualità e l’innovazione del made in Italy e ne faccia una fonte di ispirazione per i progettisti, i ricercatori e tutti gli appassionati della materia”, ha spiegato la neodirettrice, che ha scelto di mettere in copertina i tagli di Lucio Fontana a simboleggiare, probabilmente, la tensione verso una nuova dimensione in cui si muoverà Abitare.
Quale quindi il futuro delle riviste di architettura in Italia? Molti chiudono, qualcuno rinasce ma una cosa è certa: siamo in un momento cruciale, di svolta. E chi non è in grado di sperimentare e di vedere il web come una risorsa, più che come un buco nero, soprattutto nelle sue infinite potenzialità ancora in gran parte inesplorate, ne uscirà sconfitto. La sfida è aperta.

Zaira Magliozzi

http://www.ilgiornaledellarchitettura.com/
http://www.bdonline.co.uk/
http://www.abitare.it/

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.
  • Armando Iacovantuono

    Il piacere e il fascino di sfogliare una rivista e un libro cartaceo ci vorranno forse decenni prima che la tecnologia riesce appieno a sostituirli. Al di là della comodità di una lettura digitale trovo ancora indispensabili per una vera appropriazione dei temi le riviste su carta.

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