Galleria Continua: tempo do Brasil

Tre artisti brasiliani molto noti sulla scena dell’arte contemporanea internazionale allestiscono una tripla personale a San Gimignano. La mostra è tagliente e poderosa, unica e universale. Verusca Piazzesi, direttrice della galleria, ci racconta gli antefatti di una scelta tanto accurata.

Marcelo Cidade, O equilíbrio entre proteção e resistência, general view, 2014,giacca mimetica, residui coperta tessile, piede di porco e un martello, 290 x 100 x 50 cm; Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

La scelta di esporre tre artisti emergenti brasiliani come Komatsu, Cidade e De Andrade, è maturata in seguito alla vostra sortita fieristica a San Paolo nel 2013?
Il nostro rapporto con il Brasile non è iniziato durante la Fiera di San Paolo, ma risale a molto tempo prima. Direi che è cominciato dodici anni fa, quando nel 2002 Cildo Meireles partecipò ad Arte All’Arte e noi realizzammo la sua scala alta trenta metri nell’Orto de’ Pecci di Siena. Cildo potrebbe essere definito il nostro primo incontro con il Brasile. A spostare il nostro sguardo verso l’America Latina sono stati però anche artisti come Jorge Macchi e Carlos Garaicoa, così come gli scambi di opinione e di esperienze con altri galleristi e con i collezionisti che abbiamo iniziato a frequentare dal 2002 ad Art Basel Miami. Questa mostra inoltre nasce dall’amicizia che ci lega alla galleria Vermelho di San Paolo con la quale abbiamo molte affinità.

Come definire la scena dell’arte contemporanea brasiliana? Quale tipo di collezionismo avete incontrato a San Paolo?
La fiera è stata divertente, una rigenerante carica di energie. Per una galleria come Continua, che partecipa a molte fiere durante l’anno e per molti anni consecutivamente, quella di San Paolo è stata una scoperta. L’atmosfera è positiva. L’anno scorso era la prima volta che esponevamo in Brasile e abbiamo riscontrato un’organizzazione unica. Durante la fiera, una delle cose che ci ha stupito di più è stato vedere molti giovani collezionisti, tutti intorno ai trent’anni. A San Paolo abbiamo incontrato una generazione di artisti, quelli nati successivamente al periodo di destabilizzazione culturale della dittatura, consapevoli della propria posizione e del proprio ruolo, nei confronti del passato estetico che li ha preceduti.

André Komatsu, Febre do Ouro, 2014, recinzione in acciaio zincato, tubo di acciaio tondo, viti, cavi elettrici, prese e lampade a incandescenza, 300 x 700 x 1400 cm, Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins
André Komatsu, Febre do Ouro, 2014, recinzione in acciaio zincato, tubo di acciaio tondo, viti, cavi elettrici, prese e lampade a incandescenza, 300 x 700 x 1400 cm, Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

Quali caratteristiche e primati detiene, a vostro parere, rispetto alle fiere che solitamente frequentate, SP Arte? Quali sono stati gli andamenti delle vendite? In fiera a San Paolo abbiamo esposto lavori di artisti come Ai Weiwei, Mona Hatoum, Kapoor, Buren, Pistoletto, Garaicoa, Macchi e Cecchini. Abbiamo deciso di presentarci attraverso artisti che delineano un nostro preciso percorso rappresentando approcci e modalità lavorative analoghe alla galleria. La sorpresa più bella è arrivata dalle vendite che si sono dimostrate trasversali rispetto agli artisti presentati. In generale, ci ha colpito molto la ricerca di qualità e la profonda conoscenza dell’arte da parte del collezionismo brasiliano. È un pubblico che si è dimostrato importante per noi.

Il mercato italiano, secondo voi, è pronto a recepire giovani artisti brasiliani, anche se già noti in Italia (per lo meno Komatsu e Cidade)?
Non ci siamo mai posti troppo il problema di un’immissione dei tre artisti nel mercato italiano, certo la nostra intenzione era quella di portare in Italia il lavoro di tre artisti che amiamo. Quando li abbiamo conosciuti siamo rimasti subito colpiti e affascinati dal lavoro di Komatsu, de Andrade e Cidade e il progetto è poi fluito con spontaneità.

In passato voi avete già lavorato con Cildo Meireles, un’icona della scena artistica brasiliana, com’è cambiata quest’ultima negli ultimi dieci anni?
La generazione rappresentata da Marcelo, da Jonathas e da Andrè è emblematica di quanto il paese stia cambiando velocemente. Le loro riflessioni sono lucide, rigorose, obiettive. La dimensione concettuale all’interno della quale si addentrano è un territorio altamente trasversale, che indaga non solo i temi culturali ma anche i grandi contrasti sociali e politici, dimensioni di assoluto contrasto per il Brasile. Cildo, invece, appartiene a un universo precedente e parallelo rispetto a loro.

André Komatsu, Assombração, 2014, scatola di cartone, nastro adesivo, cemento, 172 x 50 x 40 cm, Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins
André Komatsu, Assombração, 2014, scatola di cartone, nastro adesivo, cemento, 172 x 50 x 40 cm, Photo Ela Bialkowska, OKNO STUDIO, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

Esporrete nuovamente alla fiera di San Paolo. Porterete anche lavori inediti (per il Brasile) di Komatsu, Cidade e de Andrade, oppure avete riscontrato un’attenzione da parte del pubblico su altri artisti da voi selezionati?
Ancora non è certo, ma è possibile che in fiera venga mostrato il progetto sul Brasile che abbiamo attualmente in galleria. Le fiere per noi sono un momento in cui presentare, a un ampio pubblico, il lavoro svolto in galleria. Anche quest’anno la nostra proposta si modulerà su artisti che ben descrivono il nostro lavoro e con cui da anni abbiamo insieme intrapreso un percorso.

Avete provato a proporre, invece, i vostri artisti all’interno di spazi museali, tra San Paolo, Rio e Brasilia?
Si, in passato, tanto Anish Kapoor (nel 2006 a Rio de Janeiro e nel 2007 a Brasilia e a San Paolo), quanto Suboth Gupta (a Belo Horizonte nel 2013) che Antony Gormley (a San Paolo e a Rio nel 2012) hanno esposto negli spazi di importanti realtà museali brasiliane. Tra i prossimi progetti invece ci sono quelli di Mona Hatoum e Carlos Garaicoa che esporranno in Brasile nel 2015.

Infine, Marcelo Cidade, Jonathas de Andrade e Andrè Komatsu, potrebbero entrare a far parte della scuderia di Continua?
Siamo estremamente felici di lavorare con loro e curiosi di continuare questa nuova collaborazione.

Ginevra Bria

San Gimignano // fino al 17 maggio 2014
Marcelo Cidade | Jonaths De Andrare | André Komatsu
GALLERIA CONTINUA
Via del Castello 11
0577 943134

[email protected]
www.galleriacontinua.com