Absolut Art Award, la parola agli artisti

Il mese di settembre ha incoronato Renata Lucas e Coco Fusco vincitrici dell’Absolut Art Award, rispettivamente per le categorie “artworks” e “artwriters”. Abbiamo chiesto loro di raccontarci i due progetti, che saranno prodotti grazie alla vodka svedese e al suo bureau dedicato all’arte.

Absolut Documenta Maybe Bar

Un museo frammentario, aperto al pubblico e al contesto sociale. Renata Lucas, puoi dirci di più sul tuo progetto per l’Absolut Art Award?
Quando ero in lizza per questo premio e ho ricevuto la richiesta di scrivere “una visione di un’opera d’arte da sogno” (senza indizi circa quale sarebbe stata la sua collocazione), mi sono ritrovata a cercare di scrivere un progetto in un luogo sconosciuto, senza corpo,  privo di struttura; sentivo che qualcosa di importante fosse stato frainteso. Chiunque abbia seguito il mio lavoro nel corso degli ultimi tredici anni, sa che esso parte dall’esperienza di un luogo reale. Così, mentre costruivo la mia contro argomentazione ho creato questo script su un museo immaginario, in bilico su di noi, che avrebbe messo insieme i progetti che ho da molto tempo, incorporando frammenti di architetture esistenti per ottenere concrezione. Un Museo immateriale che per questo ho chiamato “diagonal man”, nel quale il singolo si muove lungo le diagonali, immischiandosi attraverso linee ortogonali che appaiono l’una dopo l’altra, bloccando il suo percorso. Un museo che accade mentre tutti dormono.

Che durata avrà il progetto? E che tipo di interazione ti piacerebbe costruire con il pubblico?
Non ho particolare interesse per interventi provvisori, anche costruiti con materiali durevoli. Il fatto di essere concreto contraddice la natura effimera del “museo” e in qualche modo mette tutto ciò che è costruito sulla stessa condizione temporanea. Come sappiamo, la mostra è un teatro, con la sua collocazione nel tempo e nello spazio, ma comincia ad accadere molto prima di essere dichiarata aperta e dura per tutto il tempo in cui esiste ed incide nella mente di ogni spettatore. Questo progetto è già cominciato per me da tempo. Sappiamo che l’opera d’arte non solo illumina il presente, ma anche il passato e, dal momento in cui  la gente comincia a notarla, succede in maniera retrospettiva e prospettica.

Renata Lucas
Renata Lucas

Coco Fusco, sei un’artista e una scrittrice. Come si combinano queste due anime nella tua ricerca?
A volte la scrittura è il mio obiettivo, il mio lavoro finito. A volte la scrittura è la mia strada per un altro tipo di risultato. Scrivere mi aiuta a pensare e mi permette di guardare ai miei pensieri. Per me dare forma al linguaggio equivale a dare forma a una scultura. La scrittura mi permette anche di creare personaggi per le mie performance; nel momento in cui decido cosa faranno e diranno io esprimo la loro personalità. Anche quando non c’è del testo nei miei spettacoli, uso spesso il gesto della scrittura come una sorta di marchio, ma anche come  visualizzazione della mente al lavoro. Scrivo anche di politica, di arte e cultura, come complemento della mia arte. Sono ispirata dagli artisti delle avanguardie storiche, provenienti dalle prime fasi della storia dell’arte contemporanea e che hanno fatto ricorso alla scrittura per creare un quadro interpretativo per i nuovi movimenti e le nuove idee e pratiche dell’arte.

Rivoluzione, potere, corpo, performing arts: sono queste alcune delle parole chiave della tua ricerca. Puoi dirci qualcosa sul tuo progetto di ricerca per l’Absolut Art Award?
Ho osservato per oltre un decennio molte performance a Cuba che sfidavano il potere dello Stato sugli individui e il suo controllo su ciò che i cittadini possono fare o meno in pubblico. In un contesto in cui il  discorso politico è palesemente soggetto a censura, uno linguaggio corporeo stilizzato spesso emerge come il mezzo privilegiato per fare critica sociale in maniera visibile e conosciuta. Questa ricerca mi permette di considerare ciò che quelle performance significano e che cosa significa per le performance stesse essere messe in scena adesso.

Coco Fusco
Coco Fusco

Ti aspettavi di vincere questo premio? Perché per la tua ricerca è importante avere la possibilità di portare avanti questo progetto?
Renata Lucas: Sono stata felice di vincere il premio ed essere in grado così di realizzare questo progetto – che coinvolge molte idee – in questo momento. Questo premio mi dà l’opportunità di agire in modo indipendente su un lavoro che è in incubazione da un po’, e questo è davvero prezioso.
Coco Fusco: Non mi aspettavo di vincere il premio. Sono stata nominata con diversi artisti e curatori molto brillanti. Leggo regolarmente i loro scritti. Mi sono sentita molto onorata di essere tra loro. Ho condotto ricerche su Cuba per quasi trent’anni. Questa è la prima volta che ho ricevuto il sostegno che mi permette di portare avanti un progetto come un libro. Ed è estremamente importante per me. Sento che questo progetto sarà il culmine di decenni di lavoro. Inoltre, la Rivoluzione Cubana sta volgendo al termine. Raul Castro si dimetterà nel 2018. Questo segnerà la fine di un’era che ha una risonanza simbolica per persone provenienti da tutto il mondo, non solo per Cuba. E questo progetto mi permette di considerare il ruolo dell’arte in un’importante transizione politica .

Santa Nastro

www.absolutartbureau.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.