Arteshire

Altro che storie: la Toscana d’arte ne sa a pacchi! Lo dimostra il programma di mostre, eventi, manifestazioni con cui la Regione apre la stagione autunnale. Per darvi una buona occasione per tornare da quelle parti anche dopo le vacanze estive.

Roberto Pugliese - Emergenze acustiche - veduta dell’installazione alla Tenuta dello Scompiglio, Lucca 2013 - photo Donatella Lombardo - courtesy Associazione Culturale Dello Scompiglio

Firenze caput ars. Non a caso partiamo da qui per cominciare a visitare la Toscana dell’arte. Tra mostre, appuntamenti, campagne rosseggianti dell’imminente autunno, non potrete non convenire che questa sia la stagione ideale per andare a spasso per quelle terre, quando il caldo torrido è finalmente terminato e le code ai musei si sono fisiologicamente accorciate. E non dimenticate di programmare una gita fuori porta, per visitare i luoghi che da secoli affascinano viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Per dirla con il geografo francese Henri Desplanques, “la campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel Quattrocento ai suoi pittori dipinti e affreschi […] È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza. D’altra parte, oggi il made in Italy nel mondo significa anche Toscana, per l’amore che le portano i turisti d’oltreoceano, grazie inoltre alla qualità delle sue proposte culturali.
Alla Fondazione Palazzo Strozzi, ad esempio, fino al 19 gennaio si respirano atmosfere siberiane e orientali, con la mostra L’Avanguardia Russa (a cura di John Bowlt, Nicoletta Misler ed Evgenija Petrova) dedicata alle origini eurasiatiche del Modernismo russo, tracciando nelle opere di Kandinsky, di Malevic, della Goncarova – per fare qualche nome – una linea antropologica e filologica che scava nelle tradizioni religiose, nell’arte preistorica, nelle ritualità sciamaniche. Restiamo a Firenze: con la sua splendida collezione, l’affascinante Museo Ferragamo vi farà ripercorrere l’illustre storia, dal 1927 al 1960, della maison, con calzature che faranno girare la testa a tutte le lettrici di Artribune. Gli oggetti conservati diventano ogni due anni protagonisti di un racconto nuovo che fa interagire il patrimonio del museo con le pratiche dell’arte contemporanea, del design e del cinema.

Andy Warhol, Mao, 1973 - The Andy Warhol Museum, Pittsburgh - (c) The Andy Warhol Foundation for Visual Arts
Andy Warhol, Mao, 1973 – The Andy Warhol Museum, Pittsburgh – (c) The Andy Warhol Foundation for Visual Arts

Per pranzo o cena, colazione o aperitivo (ma anche shopping nella versione “negozio”) vi consigliamo il nuovissimo Borro Tuscan Bistrot, inaugurato il 18 luglio sotto la guida di Andrea Campani. Con le sue tartare di chianina, i suoi gustosi formaggi, la sua selezione di vini, vi farà scoprire l’eccellenza del territorio in un viaggio esclusivo per palati esigenti. E per dormire? Vi consigliamo un sonno ristoratore all’Hotel Continentale, con vista su Ponte Vecchio, food by Beatrice Segoni e Spa da non perdere, prima di ripartire alla volta di Lucca.
Anche qui le mostre e i progetti d’arte non mancano. Al Lu.C.C.A è da poco terminata l’antologica di Henri Cartier-Bresson, che ha raccontato le pietre miliari della carriera del fotografo (ora è di scena Alfredo Rapetti Mogol, fino al 26 gennaio), mentre alla Tenuta dello Scompiglio – dopo un autunno dominato dalla Compagnia dello Scompiglio e dal progetto Kind of Blue, terza parte della Trilogia della Assenza diretta da Cecilia Bertoni – è allestito fino al 19 gennaio il progetto sound-artistico di Roberto Pugliese.
Spostandoci a Pisa, facciamo tappa a Palazzo Blu, che ha inaugurato la stagione con la star indiscussa della Pop Art, Andy Warhol. Fino al 2 febbraio Una storia americana, a cura di Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, espone oltre 150 opere provenienti dal museo dedicato all’artista a Pittsburgh, ma anche da importanti collezioni di tutto il mondo – come quelle delle gallerie SonnabendFeldmanGoodmann di New York, la collezione UniCredit e la Lucio Amelio in Italia, il Mumok di Vienna, tra le altre – e venti preziose polaroid da non perdere.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • direi che l’approfondimento dell’arte del territorio è insufficiente

  • annaluisa borghi

    non vi leggo nessun approfondimento, anzi, una lettura alquanto superficiale del territorio!

  • Santa Nastro

    Buongiorno, l’articolo non è nè un approfondimento, né una lettura del territorio, perché se così fosse sarebbe come giustamente notate, insufficiente. La rubrica del giornale cui appartiene questo pezzo si chiama “Percorsi”, ed infatti questo non è null’altro che un percorso. Ovvero una proposta per un week end o per un viaggio breve ad arte, che comprende la visita ad un museo, ad una mostra, la sosta in un hotel di charme, in un ristorante d’eccellenza etc etc. E in virtù di ciò si è operata una selezione.