Superstudio. Il cuore di Zona Tortona

È l’hub del distretto che a Milano è sinonimo di design. Anche chi da queste parti ci passa soltanto durante la settimana del Fuorisalone, al Superstudio entra senz’altro. Perché sa di trovare un’offerta variegata e sempre stimolante. Cosa ci riserva l’edizione di quest’anno ce lo siamo fatti raccontare da Gisella Borioli.

Gisella Borioli - photo Giovanni Gastel

Come si affianca Superstudio al tema del Salone, Interiors of tomorrow?
Allargando il concetto di interiors con quello di global design. Il design non guarda più solo alle stanze, alla casa, ma è diventato il valore aggiunto da cercare e da esibire in ogni genere di prodotto. È entrato prepotentemente nelle nostre vite, molto più potente della moda. Aggiungerei che il nostro fil rouge di quest’anno, Roots, esprime il rispetto del passato, dei grandi maestri, perché da radici profonde nascono frutti migliori.

Cos’è il global design?
L’attenzione al mondo che cambia, senza preconcetti, snobberie o scomparti chiusi. È tutto così vivace e interessante che ci viene solo voglia di valorizzare la creatività, dovunque essa sia.

Che obiettivo si pone, ogni anno, la sezione Discovering?
Come dice il titolo, scovare nomi nuovi. Per regola, non riprendiamo l’anno dopo lo stesso espositore. Desideriamo aiutare gli start up, le nuove iniziative, i nuovi talenti, cui offriamo anche l’occasione delle vendite online con Superstudio Selection, scelta di articoli messi sul mercato attraverso il sito www.dalani.it.

Com’è nata l’idea del nuovo progetto Freedom Design?
Ascoltando e rendendoci conto delle necessità. Riceviamo richieste di spazi sempre più piccoli e meno cari per poter mostrare anche un solo prodotto o un’idea da parte di creativi che di più non si possono permettere. Una richiesta a cui nessuno dava risposte. Abbiamo capito che si trattava di una massa di energia che non trovava spazi adeguati, Abbiamo progettato Freedom al Superstudio 13, il suk delle buone idee. Ci auguriamo che si affermi come un vivaio di creatività libera e fuori dagli schemi.

Temporary Museum @ Superstudio Più
Temporary Museum @ Superstudio Più

All’interno della Zona Tortona Design Week, Superstudio è l’attrattore principale. Come si relaziona con il circuito e con gli altri espositori?
Da anni dialoghiamo in modo spontaneo tra di noi, creando occasioni comuni. Da qualche anno abbiamo fondato un’associazione non profit, Tortona Area Lab, che lavora incessantemente e tra mille difficoltà per fare della Tortona Design Week un momento straordinario, senza le criticità del passato. Coordiniamo i progetti delle location, curiamo lo spazio pubblico, facciamo comunicazione, interagiamo col quartiere, ci relazioniamo col Comune e con le istituzioni, abbiamo un nostro magazine.

Che valore ha l’artigianato oggi nel mondo del design?
Sempre maggiore: a parte I materiali plastici, molti arredi sono ancora fatti a mano o quasi. L’art-design richiede manualità, attenzione, preziosità, unicità e quell’amore per il manufatto che difficilmente la produzione industriale può dare.

Nel futuro prossimo, che spazio troveranno le nuove tecnologie come le stampanti 3d affiancate all’autoproduzione?
Credo che il futuro sia lo spazio della libertà, o almeno me lo auguro, non fosse altro per il fatto che tanti Paesi si affacciano ora alla produzione del “design” con il loro bagaglio di tecnologia avanzata o di cultura radicata nella manualità e nell’artigianato, e che il lavoro dipende sempre più dal singolo.

Valia Barriello

www.superstudiogroup.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12 – Supplemento Design 2013

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.