Il sesso ancora tabù? E Luca Beatrice scatena la polemica

Premessa: esce il libro di Luca Beatrice intitolato “Sex”, con in copertina il celeberrimo pube courbetiano. Capitolo 1: Camillo Langone, su “Libero”, dà libero corso a posizioni che si possono definire almeno conservatrici. Capitolo 2, quello che leggete di seguito: Alfonso Leto non ci sta, e all’opinionismo-wrestling risponde con le stesse armi. Un pochino più convincenti.

La prima cosa che mi è saltata alla mente leggendo, su Libero del 21 aprile, l’articolo di Camillo Langone dal titolo Il sesso nell’arte, così desideroso di amministrare e somministrare la fatwā all’arte che non osserva i suoi precetti sessuofobici, è quel delizioso e terribile romanzo di Tommaso Landolfi, Le due zittelle, in cui due acide zitelle in età avanzata additano alla comunità del paesello una povera scimia liberatasi dal guinzaglio del suo padrone, rea di essere entrata in una chiesa e colà aver avuto un’erezione. Il povero animale verrà processato e, ovviamente, abbattuto.
Ora, io non lo so se Langone sia zitello o avvezzo a saggiar le gioie e i dolori del sesso, questo è affar suo, di sicuro in questo suo testo si è comportato come le zitelle del romanzo, applicando il  furor censorio a tutta quell’arte che, partendo da Courbet (ma mi chiedo: perché mai non dalla pittura erotica di Pompei antica?), tracima tutto ciò che si trova sulla sua traiettoria di ricognizione, contromano e al buio, come gli squali che seguono l’odore del “sangue” e (fuor di metafora) ogni altro afrore estetico-visivo-narrativo a ricordargli che a questo mondo esistono gli organi genitali con i quali si possono fare tante belle cosucce che, oltre la sacralità della procreazione, possono rendere meno amaro il nostro passaggio in questa vita,  e che la loro rappresentazione iconografica nel campo dell’arte non è regolata, per fortuna, da fobie da retrobottega di sacrista né da banali catechesi sull’erotismo-buono, eterno nemico della pornografia-no-buona.

Camillo Langone

Camillo Langone

È così che, tra i dentini aguzzi della zittella, Langone s’impiglia tutto ciò che fa sesso con l’arte e che fa arte col sesso, non importa cosa, per Langone, basta che “respiri”: che sia Courbet o Jeff Koons, Rocco Siffredi o Robert Mapplethorpe, o ancora, Carol Rama, Gilbert and George… tutti senza alcuna distinzione. Ma, stavolta, la scimia venuta ad agitare il sonno di Camillo Langone (lo dice lui stesso) è il libro di Luca Beatrice Sex. Erotismi nell’arte, da Courbet a Youporn (Rizzoli), il libro che lui “non vuole sul suo comodino”. Ed è infatti sulla copertina di questo libro, che ho letto (trovandolo di notevole interesse iconografico e storico), campeggia proprio L’origine del mondo del maestro del Realismo francese, in cui viene rappresentata in una chiave che definirei persino ginecologica un pube femminile provvisto di chioma cosce e glutei, qualcosa di così simbolico (già nel titolo) e totemico che ogni persona di sana e robusta costituzione sessuale e morale stenterebbe perfino a chiamare gergalmente fica.
È proprio sopra quel “buco”, che – purtroppo per l’autore – campeggia ossessivamente anche sul suo articolo, Langone dice di voler mettere una delle sue pecette censorie delle quali immaginiamo abbia fatto grande scorta.
Per il nostro pretore d’assalto della buoncostume artistica, persino quest’opera di Courbet che celebra IL buco dei buchi da cui tutti noi passiamo prima di vedere il mondo per diventare giornalisti o artisti o santi o assassini,  non è altro che “l’origine di una valanga” (del disgusto, immagino), rea di incarnare il paradigma di un conformismo pornografico che addirittura lo agita fino a togliergli il sonno (come dice lui stesso). Forse è proprio durante queste sue notti insonni che il nostro autore ha concepito altri suoi articoli dal cipiglio “nazionalsocialista” già nei titoli, quali: Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli. Oppure quell’altro pubblicato su Il Foglio seguìto al rogo della Città della Scienza intitolato Dovevano bruciarla prima, in cui Langone dichiara: “Vi si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici.

La tastiera secondo Alfonso Leto

La tastiera secondo Alfonso Leto

Qualcuno sarebbe portato a pensare a un possibile registro ironico del Langone che ai più sfugge, e invece no: è tutto confezionato nel linguaggio convinto di chi è certo, in cuor suo, di domare la tigre di una immoralità conformista nell’arte che si propagherebbe anche nella vita (o viceversa). “Il porno mette in crisi soprattutto il maschio”, dice lui diventando per l’occasione pornologo, “che l’invadenza delle immagini oscene non libera ma opprime. Forse Rocco Siffredi ce la può fare, beato lui”, aggiunge laconico ma un uomo normale non può reggere ad uno stimolo continuo e non ha altra scelta: o si arrende all’erotomania, all’ossessione senza pace dei rapporti anonimi o si rifugia nell’atarassia…”.
Infine, questo Savonarola postmoderno promette di leggere Sex di Luca Beatrice (dunque non l’ha ancora letto!), stando ben attento a non “precipitare nell’inferno del desiderio sbagliato.
D’accordo, Langone,  senza rancore, nessun dogma. Non ci sono verità assolute, siamo d’accordo su questo. Viva la libertà! Cos’altro dirle? Tiri pure fuori ogni volta che crede tutte le sue sparate che servono per offrire una nota di colore nelle testate che la ospitano, di certo consapevoli che le sue opinioni in fondo trovano gradita accoglienza in tanti lettori che, come lei, fanno esercizio ginnico di quella particolare e divertente pratica sportiva dell’anticonformismo agonistico che possiamo chiamare anche opinionismo-wrestling. Funziona così: l’atleta entra sul ring e con danze e costumi da guerra simula una struttura muscolare e una rabbia che scoraggerebbero il peggior avversario; poi arriva l’avversario e con altrettanta teatralità gliele suona. Tutto sembra vero: muscoli, rabbia, violenza aggressività. Tutti sono contenti alla fine e nessuno si è fatto male, tranne che le parole stesse e l’intelligenza di chi legge.

Alfonso Leto

L’articolo di Langone

Luca Beatrice – Sex. Erotismi nell’arte da Courbet a Youporn
Rizzoli, Milano 2013
Pagg. 254, € 19,50
ISBN 9788817065504
rizzoli.rcslibri.corriere.it

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