Un uovo per i più piccoli

L’arte contemporanea è cosa per famiglie. Non ci credete? Mettete il cappotto ai bambini e venite a UovoKids, una giornata indisciplinata che vi farà cambiare idea. Succede a Milano, domenica 28 ottobre.

UovoKids - Associazione 321

Siete tra quelli che prima dell’arrivo del pupo non si perdevano un vernissage o una première? Siete stanchi della solita domenica? Allora il 28 ottobre occorre andare alla terza edizione di UovoKids al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, dove vi attendono performance, musica, esperienze creative (e gastronomiche) da condividere con i propri figli. UovoKids – costola del progetto dedicato alle arti performative Uovo – si rivolge a un pubblico di bambini (da 0 a 11 anni) e alle loro famiglie. La manifestazione si sviluppa nell’arco di una giornata come fosse un laboratorio pluripista. Lo scopo è potenziare la natura esplorativa del fare con l’apprendimento attivo dei partecipanti. In ogni edizione, Uovo commissiona e sviluppa nuovi progetti “sfidando” gli artisti che abitualmente non lavorano con l’infanzia a inventare delle azioni per l’occasione. Non aspettatevi quindi i soliti clown con i palloncini.
Al Padiglione Olona vi sono i sound artist Painè Cuadrelli e Mattia Trabucchi con Su e giù, un’installazione sonora interattiva per i piccolissimi (da 0 a 4 anni). Con Pensieri in aria, Peter Bottazzi e Denise Bonapace spingono bimbi e genitori a “ricamare” la propria giornata, raccontandosi. Siete dei tipi più attivi? L’artista-designer Livialein propone il gioco del Twing-pong con una stramba racchetta dotata di due manici.

UovoKids – Socìetas Raffaello Sanzio

E se dopo tutto questo movimento vi viene un po’ fame, si può gustare uno snack del Big Store di Formentera o del milanese Ponky Bar, mentre i piccoli si interattengono con i giochi ecochic della Città del Sole. Sempre in tema di cibo, il laboratorio dell’alimentazione Unduetrestella crea un progetto di design e food con i prodotti delle terre strappate alla mafia. Poco distante, nel Padiglione Aeronavale, l’Associazione 1.2.3. introduce al mondo del volo e delle mongolfiere, mentre i designer Gilles&Cecile, in collaborazione con Moleskine, allestiscono un workshop creativo di giochi con timbri e taccuini, mentre con Home soft Home l’architetto Lucio Serpani stimola i bambini a ragionare su come si possano inventare strutture tridimensionali complesse. Perché una casa dev’essere tutta dritta? E se ti piacciono le cose storte come a Zaha Hadid?
Nello stesso padiglione, un’altra casa, La dimora del Lampo di Silvia Costa aspetta i più coraggiosi (dai 5 anni in su), che dovranno entrare da soli all’interno del cubo, camminando a tentoni nell’oscurità. Solo sfidando la naturale paura del buio, troveranno una meravigliosa sorpresa, mentre nel Padiglione Ferroviario, l’artista regala ai fruitori più grandi un’esperienza unica attraverso la voce di Anna Peroni: un Canto d’amore accompagnato dal suono dell’arpa.
Negli spazi del museo dedicati alla Genetica, Giorgio Bellasio costruisce con i bambini La Scimmia tra le nuvole, una storia collettiva animata con tecniche digitali.

UovoKids – Silvia Costa

Nell’auditorium, il giovane e misterioso Mohko (di cui nessuno conosce il volto) mette in campo vista, olfatto e tatto per spiegare in modo inedito ai più piccoli il mondo della musica e del suono con la collaborazione di Club to Club. Nell’area espositiva dedicata alle telecomunicazioni, Vittorio Cosma e Fabio Soragna, accompagnano bambini e genitori nella condivisione, nel Micro.Cosmo dell’esperienza musicale. Nella sala delle colonne la graphic designer Sara Bianchi e Andrea Zambardi propongono alle famiglie un testa a testa di ritratti su post-it.
Decisamente meno artigianale, il laboratorio multimediale dell’artista Angelo Plessas. E se nel “vostro piccolo” (dai 7 anni) – il bisticcio di senso è voluto – si nasconde un’anima da creativo, nessuno meglio di Claudia Castellucci potrà farla emergere con un’operazione magico-maieutica, nella suggestiva cornice della Sala del Cenacolo con la sua Celebrazione dei gesti istrionali. Nella Sala del Conte Biancamano, i Pathosformel guidano i bambini più grandi (da 8 anni in su) in una decostruzione concettuale con Il gicoo dllea sdiea. Un momento per riflettere sull’idea di concorrenza di cui tanto i grandi parlano e allenarsi all’idea che in fondo esistano regole ancora da riscrivere.

Jennifer Malvezzi

www.uovoproject.it
www.museoscienza.org

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Jennifer Malvezzi
Laureata in Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Parma. I suoi interessi onnivori mescolano arti performative, musica elettronica e cultura popolare degli anni ’80 e ‘90 del Novecento. Da un po’ di tempo collabora con alcune riviste nazionali d’arte e di spettacolo.