Villa Croce, nuovo corso: parla Ilaria Bonacossa

Fondatrice di Art at Work e curatrice dal 2002 al 2008 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, sarà la commissaria – assieme alla direttrice dello SculptureCenter di Long Island, Mary Ceruti – del Padiglione Islanda alla Biennale del 2013. Ma qui l’abbiamo sentita in quanto neocuratrice della genovese Villa Croce.

Ilaria Bonacossa
Ilaria Bonacossa

Ne avevamo parlato a caldo. Ora quali sono le sensazioni a freddo relativamente al tuo nuovo incarico a Genova?
Sono entusiasta delle possibilità e della libertà di operare scelte critico-artistiche indipendenti e veloci. Gli artisti sembrano rispondere positivamente alle mie proposte e a breve avrò un programma da presentare.

Qual è, a livello operativo, la situazione che sei chiamata a governare? Chi hai con te (staff e collaboratori), chi hai sopra di te (amministrazione, dirigenti) e quali sono i tuoi margini di manovra in questo senso?
Dipendo dalla Fondazione Palazzo Ducale, che è partecipata dal Comune ma è gestita come un’istituzione privata. Collaboro con lo staff del Comune e del museo, che è comunale e quindi pubblico. Insomma, l’esperienza Villa Croce può rivelarsi un esperimento nuovo e importante di contaminazione e co-gestione pubblico/privato.

Subito dopo la tua nomina parlasti di un’idea “balneare” per Villa Croce. Cosa stai preparando?
Già, ma pensavo per fortuna all’estate 2013. In Italia si lavora sempre con l’acqua alla gola, inaugurare a settembre è già un’impresa impossibile! Nei musei stranieri, quando assumi un incarico, per almeno un anno porti a termine le mostre precedenti e hai tempo di elaborare un programma. In Italia ci si butta a capofitto… Certo è entusiasmante.

Il museo di Villa Croce

Quali saranno le novità per la ripresa della stagione a settembre/ottobre? Partiamo con quelle organizzative e logistiche. Farai qualche cambiamento negli spazi? Ne utilizzerai altri?
Nel futuro, Villa Croce utilizzerà anche il giardino circostante e stiamo sviluppando molteplici collaborazioni con realtà cittadine come Loggia Dogana o le residenze al Ghetto. L’idea è di usare Villa Croce a piani separati, con date che non combaceranno, tenendo così l’istituzione viva e in trasformazione.

Continuiamo con le novità artistico-espositive. Insomma: quale sarà la prima mostra totalmente griffata Bonacossa?
Per ora posso dire che l’arte italiana sarà una parte importante dell’iniziale programmazione di Villa Croce.

Il quadro economico con il quale ti dovrai confrontare ce lo hai più chiaro? Quali sono concretamente i denari che avrai a disposizione? Hai mano libera per trovare sponsor privati? La struttura “burocratica” del museo lo consente?
Il budget è quello dichiarato nel bando: 100mila euro l’anno. Posso cercare sponsor, ma soprattutto il programma si svolgerà attraverso collaborazioni e co-produzioni con istituzioni straniere e italiane.

Massimiliano Tonelli

www.museidigenova.it

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • “ma soprattutto il programma si svolgerà attraverso collaborazioni e co-produzioni con istituzioni straniere e italiane.”… bene staremo a vedere e per il momento auguriamo al commissario la miglior fortuna e le scelte più felici sperando che sappia davvero instaurare “collaborazioni” e sappia, invece, evitare “mostre pacchetto preconfezionate”

  • pietro f

    ci saranno i soliti artisti della sandretto, o delle sue amiche curatrici torinesi. evito un elenco per rispetto degli artisti.

  • mario

    rispetto degli artisti? Sono i primi ad essere responsabili di queste pastoiette pur di emergere quel minimo… dai Pietro iniziamo con l’elenco, sarebbe interessante per tutti… d’altronde poi se una curatrice non fa ricerca, è naturale che inviti gli amici degli amici

  • Sono pittore autodidatta di settantotto anni. Ho sempre considerato la Pittura la mia migliore amante. Ho fatto esposizioni, desidererei un ambito diverso e più significativo che possa dare più valore al mio lungo operato. Il mio motto è: VIVA L’ARTE, VIVA PA PITTURA.
    Desidererei una risposta serena e seria che critichi solo la mia pittura senza fronzoli ne …..ismi.
    Anticipatamente grazie.

  • Francesco

    In città sono attive e presenti l’Accademia di Belle Arti e, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, un corso di Laurea in Storia dell’Arte i cui studenti sono tra i frequentatori del museo e della sua ricca biblioteca. Auspico che la nuova curatrice individui nelle due istituzioni validi partners per avviare un dialogo e una proficua collaborazione. L’Accademia può offrire idee e giovani artisti, l’università gli strumenti per interpretare e comunicare le opere, il museo e la curatrice gli spazi e il supporto organizzativo.
    Prima di rivolgere lo sguardo fuori dalla città credo sia utile e fondamentale valutare le risorse presenti a livello locale: nel caso specifico di Genova, non sono poche e soprattutto sono di alto profilo e livello.

  • pennino

    inviterà la migliora a fare una performance????? in caso contrario le toglierà il saluto! W W la ricerca!