Cristiana Collu al Mart. Voce del verbo futuro

1° febbraio 2012. Cristiana Collu diventa ufficialmente il nuovo direttore del Mart, museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Quattro settimane più tardi compirà 43 anni. Il Mart, invece, di anni ne ha compiuti 25. Il suo budget annuo attuale si aggira attorno ai 10 milioni di euro, per 300mila visitatori nel 2011. Che “direzione” sta per prendere il museo trentino? Come cresceranno assieme, nuovo direttore e Mart? Un assaggio dell’intervista che leggerete su Artribune Magazine numero 6, fra un mese o poco più.

Cristiana Collu
Cristiana Collu

Cristiana Collu vive gli anni della formazione accademica in Australia e in Spagna. Nel 1997, a soli 27 anni, vince il concorso di direttore del MAN di Nuoro, con funzioni di progettazione e realizzazione museografica, gestione amministrativa e del programma artistico-culturale del museo. Un museo che non esisteva. Sempre attenta alla realtà territoriale, sa dare un’identità internazionale al museo sardo, dialogando costantemente con istituzioni di rilievo. È da queste esperienze che hai imparato a conferire alla periferia un’opportunità extraterritoriale attraverso precisi percorsi culturali?
Ad oggi, ritengo che ogni luogo in cui mi sono trovata sia per me da ricordare come un luogo eccentrico. È da questi territori di confine che si deve partire per una nuova definizione di margini e limite. Non ho mai amato circoscrivere la periferia attraverso un concetto di estraneità, o rispetto a una distanza che deve essere, in qualche modo, colmata. E questa idea credo racchiuda, o meglio, renda visibile in parte la traccia della mia esperienza: un percorso in linea retta. Sono sempre più convinta che ogni zona di spartiacque renda possibile, o renda più semplice che le cose accadano. È in queste aree privilegiate che la maglie si allargano, che le catene si spezzano e che i confini, proprio perché meno tesi, restituiscono giusta densità agli eventi e ai contenuti. Entrambi più liberi ma non meno espressivi o radicati sul territorio.

 

La cupola del Mart

Come strutturerai lo staff?
Attualmente lo staff del Mart si compone di circa ottanta persone. Un organico che, in tutta sincerità, ho trovato di altissimo profilo. Momentaneamente non è stata fatta richiesta di alcun consulente esterno né è stato necessario aprire nuove posizioni. Al contrario, ho ritenuto più opportuno che qualcuno della mia futura squadra si riposizionasse, sulla base delle diverse esperienze maturate negli anni di lavoro al museo. Questo, a volte, può succedere, provocando un allargamento positivo, un ampliamento dell’intera visione gestionale. In qualità di direttore, non sono arrivata a Rovereto per imporre le mie esigenze. All’opposto, sono partita dal chiedere, e dunque dal domandare anche a me stessa, quali fossero le aspirazioni e i desideri dello staff d’origine. In futuro poi, certamente, interpellerò alcuni esperti del settore. Ma di questo, magari, se ne discuterà in seguito.

Collu & Bernabè

Una delle caratteristiche che hanno contraddistinto la gestione-Belli è la quantità di eventi e mostre distribuiti lungo tutta la durata dell’anno. Mi piacerebbe capire se la tua intenzione è quella di proseguire con questi ritmi o di dilatare diversamente i programmi.
La mia ambizione è quella di lavorare su un solco diverso rispetto all’impronta precedente. Resto convinta che non esista un unico modello di museo, ne esistono tanti esempi diversi e plausibili allo stesso tempo. Sicuramente, però, l’indirizzo che ho intenzione di dare riguarda l’emersione di alcune macro-tematiche che potranno coinvolgere diverse discipline da metterle in relazione con l’arte. Vorrei rendere possibile che tutti i settori e i dipartimenti del museo comunicassero le loro grandi risorse. Il Mart sta per essere invaso da un flusso traboccante di eventi e manifestazioni. Il museo è un luogo di contatto, una zona franca, un luogo in cui le cose vengono messe in crisi e dove il tempo oscilla tra diverse epoche. Un museo non deve solamente ospitare mostre, come un mero contenitore allestitivo, ma deve mettere a confronto diversi linguaggi. Un esempio potrebbe essere la musica che, in qualità di tematica museale, deve diventare mezzo espressivo d’amplificazione e trasformarsi in ispirazione rispetto all’essere disciplina didattica comunemente intesa.

La piazza del Mart

Come lavorerai per accrescere la fondamentale vocazione del Trentino Alto Adige ad operare in network e dunque a fare sistema?
Qui in Trentino fare sistema non è complicato, anzi, direi che risulti piuttosto naturale tessere legami solidi e dialoghi duraturi con diverse tipologie di pubblico. Spesso però, laddove le relazioni siano troppo consolidate, si creano abitudini gestionali che sul lungo periodo potrebbero risultare deleterie. Bisogna quindi rimettersi in gioco e, come nel caso del Mart, ripartire, ad esempio, dalla propria identità visiva. Uno dei primi punti che affronterò, e sui quali sto già lavorando, è il coordinamento dell’immagine grafica e del marketing della comunicazione. Ritengo infatti che non solo per fare sistema, ma anche per diventare sistemi, la forma sia la sostanza.

Ginevra Bria

www.mart.tn.it

CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Fabrizio

    Cavoli già una intervista alla Collu? Tra l’altro mi pare migliore di quella uscita su un quotidiano (corriere o Rpubblica non ricordo)

  • Cinzia Maria

    In bocca al lupo alla Collu. Speriamo che organizzi mostre con allestimenti più semplici, comprensibili e meno confusionari.

  • MiPiace

    Secondo me farà bene. Il Mart diventerà ancora più centrale altrochè

  • Giovanni

    A me da l’impressione di una persona piena di sé…molto scaltra…e come ha già dimostrato a Nuoro, estremamente venale…siamo contenti che ve la siate aggiudicata!