Rabarama a Palazzo Pitti. Ma si può?

Non solo ce la dovremmo sorbettare al Padiglione Italia alla Biennale. Rabarama, artista nota ai più affezionati telespettatori di Telemarket, sarà anche a Firenze, in una grande mostra d’arte pubblica che l’assessore comunale ha bollato come “marchetta”. E la polemica monta.

Per l’arte pubblica italiana è un periodaccio. O forse un ottimo periodo. Insomma, dopo anni di indifferenza, finalmente se ne parla, ci si confronta, si litiga, ci si indigna, ci si schiera. Da Milano (soprattutto grazie a Maurizio Cattelan con i suoi bambini impiccati, anni fa, e con il suo dito medio, lo scorso anno), a Roma (l’ignobile Biennale di Scultura e la controversa statua del Beato Giovanni Paolo II di cui ri-parleremo nei prossimi giorni), passando per Firenze, dove un gran polverone si sta alzando nei confronti di un’esposizione di lavori dell’artista Rabarama in alcuni spazi pubblici della capitale mondiale del Rinascimento.
Il polverone non è nato – come sarebbe stato auspicabile – dal fatto che una città di indiscutibile valore artistico ospiti in propri significativi spazi pubblici delle sculture di discutibile valore artistico. La polemica è sorta invece per una dichiarazione dell’assessore alla cultura del Comune guidato da Matteo Renzi. Giuliano da Empoli non ci è andato tanto leggero e ha sentenziato che la mostra di Rabarama a Palazzo Pitti, Giardino di Boboli e dintorni non è altro che “una marchetta”. Un favore “agli amici degli amici”.

Giuliano da Empoli

Null’altro che l’ennesimo scontro tra Comune, Soprintendenze e Polo Museale Fiorentino. Con la capa di quest’ultima istituzione, Cristina Acidini, intenzionata a rivolgersi ai suoi legali per testare il quoziente di diffamazione delle dichiarazioni dell’assessore. Oltre che ipotizzando vie legali, i funzionari del Polo Museale rispondono che è tutto in regola: è arrivata una richiesta, è stata ritenuta valida, è stata accettata a patto che la controparte si pagasse tutte le spese, compresi gli straordinari del personale. La cosa ci fa tornare in mente l’installazione della immonda scultura di Seward Johnson nel bel mezzo del quartiere Eur a Roma (altra area delicatissima e architettonicamente iper-pregiata), anche lì chi doveva decidere ha visto che era a gratis e ha detto sì. Senza badare minimamente alla qualità.

Awakening di Seward Johnson all'Eur

Già, la qualità. Qualcuno potrebbe dire che è opinabile. Che dipende dai gusti. Ma non è così. Perché l’arte è scienza molto più esatta di quanto si creda e i parametri per valutare se un artista è adeguato per certi contesti sono chiari. Rabarama dichiara alla cronaca di Firenze de La Repubblica che Giuliano Da Empoli dovrebbe documentarsi sul suo lavoro “perché tutto è disponibile su Google”. Già. Ma il problema, signora Rabarama, è che le opere d’arte, per poter avere la chance di confrontarsi con piazza Pitti o col Giardino di Boboli, non devono stare solo su Google, ma nei musei (in quelli veri) e nelle grandi mostre internazionali (quelle vere).
Ora, a parte il Padiglione Italia della prossima Biennale (che davvero non fa testo), in quali mostre internazionali è stata invitata Rabarama? In quali grandi pubblicazioni è presente con le sue opere? Quali indiscutibili teorici e critici d’arte hanno scritto di lei? Di più: in quali grandi musei del mondo sono collezionati i suoi lavori? Alla Tate è presente? Al MoMA? Al Reina Sofia? Al Pompidou? In quale grande museo tedesco? Non sono nomi a caso, sono i nomi che dovrebbero servire a personalità come Cristina Acidini per avere una impeccabile cartina di tornasole che consenta di dire un sì o un no credibile a proposte di collaborazione più o meno peregrine.

Rabarama e le sue sculture

La Acidini ha verificato la presenza dell’artista Rabarama nelle grandi collezioni internazionali e ne ha trovato riscontro? Allora ha fatto bene il suo lavoro e ha salvaguardato gli spazi pubblici che le sono affidati. Se invece non ha effettuato questa verifica e se dunque, per puro azzardo, Rabarama non dovesse risultare presente in questi contesti, la Acidini avrebbe fatto non una marchetta, ma qualcosa di ancor peggiore: avrebbe umiliato i contesti unici al mondo che ha il dovere di tutelare.
Ma, d’altronde, per una città che ha ospitato una infinita schiera di bronzi di Botero, una Rabarama in più o in meno cosa può cambiare…?

M. T.

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • un critico italiano

    D’accordissimo sull’inadeguatezza di Rabarama e degli artisti menzionati tuttavia ci possono essere autori del tutto degni di esporre in determinati contesti pubblici per la qualità del lavoro ed anche un adeguato curriculum senza necessariamente, però, avere opere in collezione al MoMa

    • Antonio Micciché

      D’accordissimo! Non tutti i validi artisti di questo piccolo mondo hanno il c… di far parte di collezioni importanti come quelle citate nell’articolo.
      E poi a guardare bene la scultura della signora Rabarama noto una certa somiglianza con le opere di alcuni giovani e meno giovani italiani, che però non mi pare vengano trattati così male dalla critica.
      Comuncque la Rabarama rimane molto bassa di livello.

    • massimo salvucci

      Se passate da Shanghai dove mi trovo ora, e andate allo Shanghai Sculpture Space, all’ingresso dell’edificio che ospita sculture al coperto, trovate un’opera di Rabarama. Assieme a quella di uno scultore francese e’ l’unica opera di autore non cinese in tale padiglione.
      Probabilmente i cinesi a livello artistico non sono i numeri uno, comunque sembra un buon risulato per Rabarama.
      A me comunque piace ed emoziona e frequento musei e collezioni d’arte da quasi sessanta anni.

      • Giorgio Gh

        Forse lei non sa che in Cina chiunque può avere un’opera esposta in un qualsivoglia museo, basta pagare. E in questo rabarama pare piuttosto brava. A proposito di Rabarama e di marchette, qualcuno si è accorto che nell’imbarazzante padiglione italiano sono “casualmente” presenti tutti gli artisti della scuderia di Telemarket(dove peraltro Sgarbi è di casa)? E che nella conferenza stampa di presentazione, mentre Sgarbi lanciava i suoi strali contro il mercato, in prima fila siedano i capoccia di Telemarket, Corbelli e Cimatti?

      • michela

        non sono nessuno, ma ho un innato gusto per il bello.-) e Rabarama, emoziona anche me.

        • Klaud

          Anch’io non chiedo che di potermi emozionare
          guardando un’opera d’arte.
          Ma questi gommosi replicanti pluritatuati
          non mi danno alcuna emozione.
          Come si dice: quando ne hai visto uno, li hai visti tutti…

  • fausto gilberti

    Bravissimo Tonelli, grande articolo!
    Le hai date di santa ragione a tutti quanti gli attori.

  • Qua si sommano tre problemi, a mio avviso:
    1. la cronica mancanza di fondi delle istituzioni, che spinge disperatamente molti – ma non tutti! – i direttori ad abbassare l’asticella della qualità ed accettare progetti che non fanno altro che smarronare l’istituzione, purché siano a costo zero per la stessa;
    2. l’incapacità di costruire sinergie virtuose tra pubblico e privato, grazie a cui si potrebbero fare progetti di qualità dividendo i costi, ma c’è di fondo la totale diffidenza del pubblico nei confronti del privato, salvo poi tentativi – come questo – di dubbio gusto;
    3. l’incapacità degli storici dell’arte di giudicare il contemporaneo: non mi pare il primo caso (Sgarbi docet, ma ce ne sono di sicuro altri) di studiosi pur esimi non hanno la cultura e la sensibilità di relazionarsi con l’opera e l’artista, dato che solitamente si occupano di leggere libri e vedono opere vecchie di secoli.
    Non ci resta che piangere.

  • Via mi pare che sia nel perfetto stile italiano…

    dove sono tutti quelli che in questi anni hanno operato culturalmente…

    finiti i soldi finiti gli indefessi promotori di una cultura che nulla ha seminato…

    per cui evviva Rabarama che non mi pare tanto meglio di Cattelan … (la differenza è solo l’ufficio stampa… quello di Cattelan è stupendo … )

  • lei è una bella donna….forse il punto è questo, forse anche intelligente…le opere vanno viste come accessorio….art is life ,life isa rt :)

    • F.F.

      Colto nel segno Luca Rossi la signora é una bella donna , l’ arte é il suo passatempo – ma perché fare vedere delle brutture così immonde in un contesto che potrebbe essere ‘ aperto ‘ a validi giovani artisti o a grandi artisti internazionali ?

  • pie

    Non ho parole un giornalista del caiser un certo M T si permette di giudicare l’operato di una delle scultrici piu’ conosciute in Italia …il corriere della sera e non questa specie di schifezza di rivista on line afferma …ha fatto un sondaggio e ben il 75 % dei lettori vuole rabarama per cui i cafoni di assessori o critici che non apprezzano rabarama possono stare solo zitti…il popolo decide ecco link:

    http://corrierefiorentino.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&idSondaggio=9046

    i toui gusti caro imbecille di giornalista non interessano a nessuno…segnalo il tutto alla vecchiato magari ti fa pure il culo dal punto di vista legale..

    • Luca

      mi sembra che dare dell’imbecille a Tonelli sia un po’ troppo, ma d’altronde in giro per l’Europa, vedi in Svizzera, espongono la Bourgeois ( non è una crema) e qui ci sorbiamo queste banalità della Rabarama ( che è una crema). Se i fiorentini vogliono le cose della R. allora vuol dire semplicemente che non capiscono un cazzo, Tutto qui. d’altronde l’arte non è per tutti, le creme si.
      Il popolo decide…ma che sei tutto scemo? Hai studiato alla Cepu?

    • Cristiana Curti

      Gentile PLE (GENTILE?) il prossimo anno lei e il Corriere Fiorentino (con i suoi sondaggi), vi prego, invitate a popolare Firenze delle illustri sculture di (nell’ordine) Simona Ventura, Morgan e Mara Maionchi (in apertura di stagione), indi Ronaldo, Ronaldinho e Mourinho (nel mezzo di stagione), Minetti, Ruby e The Olgettinas – gruppo misto di video installazioni (in chiusura fra squilli di tromba). Sicuro che farete come minimo (minimo!) il 98%.
      E il 2 manca solo perché non c’era o leggeva altro.

      P.S. La Vecchiato, ammesso che sia interessata a una simile disputa (ma non lo è), non può proprio fare il culo a nessuno sulla base delle sue illazioni farneticanti.

    • bea

      Ci sono solo 3 possibilità : il signore che ha postato questo commento : 1) è la stessa Rabarama; 2) lavora a Telemarket o alla Vecchiato; 3) ha imprudentemente acquistato uno di quei “cosi ” e non vuole sentirsi dire che ha preso un bidone. Se invece non è così lo consiglio di sottoporsi al più presto ad una visita oculistica perchè ne ha urgentemente bisogno !

      Mi stia a sentire bene: Se Rabarama si presentasse a Napoli a cercar lavoro tra i fabbricanti di pastori del presepe, verrebbe cacciata fuori a calci nel di dietro per palese incapacità. E vada dall’oculista !

    • loriana

      Gentile “Pie”, anche nella mia città (Reggio Calabria), che ha acquistato ad un prezzo certamente non irrisorio tre (non una, tre!) opere della Vecchiato, la gente adora farsi fotografare a cavallo delle sculture, nelle pose che i programmi della “migliore” televisione italiana insegnano…questo, però, non credo riguardi una manifestazione di capacità critica di giudizio delle opere da parte di queste persone ma sia più affine a fenomeni tipo Disneyland, dove la gente adora (e paga) per farsi fotografare con gli addetti in costume di Mickey Mouse…

  • Frida

    eh si se l’ha detto il 75% dei lettori del Corriere Fiorentino vuol dire che sono proprio dei capolavori

  • aidi

    a me sembra che esista la libertà d’espressione gentile PLE.
    come c’è la libertà di non leggere questo giornale se non condivide le sue idee.

  • Ipazia

    MT ossia il direttore Tonelli ha assolutamente detto quello che era necessario sottolineare, cercando anche di farsi capire da chi non ha dimestichezza con i circuiti del sistema artistico internazionale. Un progetto di tal portata in un contesto del genere non è ammissibile che sia stato affidato ad un’artista non riconosciuta e apprezzata dalla maggioranza dei critici.
    L’arte che che scorre su binari paralleli a quelli della critica cercando di ignorarla non ha il diritto di conquistare visibilità a questi livelli, perchè se un cittadino ignaro non sa chi è costei è costretto a rivolgersi agli esperti del settore per capire, e questi non dovrebbero apprendere dell’esistenza di un’artista come si apprende dell’esistenza di un servizio commerciale, cioè su internet o sulle pagine gialle.

  • Caro PLE Francesco Bonami (fiorentino come tr) ha scritto piú volte che tutti i Botero ed i Pomodoro che sono nelle varie piazze d’Italia e non solo sono degli obbrobri intollerabili (e Botero e Pomodoro sono presenti in musei e gallerie internazionali) e nessuno gli ha fatto o gli fará causa perché se tu, o chiunque, espone qualche cosa ci stá pure che si senta criticare e stroncare, l’arte è per tutti e di tutti e tutti possono dire mi miace o non mi piace. Il sondaggio del corriere fiorentino lascia il tempo che trova, anche se tu lo giudichi fondamentale e tranciante, per fattelo capire ti chiedo: se avessero chiesto ai lettori se preferiscono una puntata del grande fratello o la proiezione del “settimo sigillo” come credi su sarebbe espressa la stragrande maggioranza?
    Il punto è che i lavori di Rabarama sono proprio deboli e ripetitivi, unico appunto che farei a MT, casomai, è che il criterio di scelta non dovrebbe riposare sulla presenza o meno in gallerie e musei Internazionali (cosí si esporrebbero solo lavori di artisti “storicizzati”) ma su una seria scelta critica (difficile e scomoda, impossibile poi quando i “committenti” non hanno competenza ed hanno “consiglieri” che piú che esperti sono “marchettari”). Alla fin fine ha ragione Capra, senza soldi non si hanno buone consulenze e, se non costa nulla… vogliono il “grande fratello” e diamogli il grande fratello tutti voti in piú alle prossime elezioni!

  • Fabrizio Spinella

    Embè? Ha esposto nelle aiuole del lungomare di Reggio Calabria, nel dannunziano “più bel chilometro d’Italia”, sotto i secolari alberi e in faccia alla Sicilia, e nessuno ha avuto da ridire, nemmeno Fraccazzo da Velletri, figuriamoci Giuliano da Empoli… Il dilemma contemporaneo è: sono le opere che si devono adeguare agli spazi pubblici, o gli spazi pubblici che si devono adeguare alle opere?

  • Fabrizio Spinella

    Dimenticavo di segnalare che l’opera di Rabarama che riproduce un uomo ragno, è qui fotografata appunto a Reggio Calabria, sul lungomare: alle sue spalle c’è l’arabeggiante Palazzo Zerbi, utilizzato per mostre di arte. Ha stupito i bambini, ha incuriosito gli adulti, non ha disturbato nessuno. Palazzo Zerbi vale Palazzo Pitti.

    • Ipazia

      A me un po’ di disturbo lo ha dato se permetti, quel lungomare è straordinario, forse meritava sculture diverse…

      • mirco

        penso che per quanto se ne discuta l’arte rimanga una questione di gusti,non me la sento di dire che un posto merita questo e un altro merita quello solo perchè piace a me,ho visto cose(anche al centro pompidou) o lungo le tuilleres francamente senza alcun senso logico eppure erano esposte,l’importante per me comunque è stimolare il confronto e giudicare dopo aver visto,ma ancora di più lo è il fatto che si faccia comunque qualcosa lasciando perdere gelosie ed ipocrisia……

      • loriana

        e pensare che, in quell’anno, per la stessa cifra, avremmo potuto acquistare un Boccioni, approfittando del centenario della pubblicazione del Manifesto futurista e dei natali dell’artista: chissà se su questo non avremmo potuto fondare un percorso di “avvicinamento” del territorio all’arte contemporanea…magari, invece di fare i servizi fotografici con Rabarama, la gente avrebbe potuto prendere dimestichezza con un’opera d’arte…

  • Caro Fabrizio, Rabarama ha esposto anche nei giardini antistanti il Bar Roma di Alassio, caro ad Hemingway ed alla De Stael, ed anche qui ha stupito i bambini, incuriosito gli adulti e non ha disturbato nessuno :.. tutto qua!

    • godsavethequeen

      ma siamo alla follia! gente che minaccia “segnalo tutto…magari ti fa pure il culo” e sostenitori dell’arte che “ha stupito i bambini, incuriosito gli adulti e non ha disturbato nessuno”…esistono dei parametri di oggettività nel percorso di unartista, nell’affinarsi e modificarsi della sua ricerca, nel proporsi come possibilità ulteriore allo sguardo…cose che aldilà di un curriculum e del gusto personale possono essere facilmente individuate da addetti ai lavori. come si spera che un lavoro esposto in uno spazio pubblico abbia il dovere di far scaturire qualche cosa in più che incuriosire i grandi e stupire i piccini senza sporcare (cosa che fa egregiamente uno schnauzer nano al guinzaglio per il corso)
      l’arte è un settore specialistico con competenze specifiche e aggiunge un valore alla collettività quando fa valere le ragioni di anni di ricerca e di studi.
      si potrebbe mai pensare di farsi operare da un chirurgo sulla base del suo gradimento popolare a prima vista?

      • @godsavethequeen… ma tu hai presente che cosa significhi “ironia” ? Leggi meglio, la “chiusa” di Luciano “…tutto qua!” mi pare piuttosto significativa no?

  • G.E.M.A.

    Nel mondo dell’Arte contemporanea, molto contemporanea e poco, pochissimo Arte, Rabarama è uno dei pochi artisti che emerge per coerenza, artisticità, per innovazione. Assistiamo al solito ritornello dove chi ha successo, suscita l’invidia di chi non ce l’ha.

    Girolamo Bulgarini d’Elci
    -G.E.M.A.-
    Italy-35139 Padova-Via Dante 32
    Tel. +39 049-662897-336833455
    [email protected]
    http://www.arteantica.eu
    http://www.artbank-oldmaster.com
    Presente in Google Libri

    • Caro Girolamo,
      se coerenza vuol dire applicare sempre e solo lo stesso criterio, allora mi spieghi il coefficiente di innovazione di Rabarama. E poi, cosa vuol dire “artisticità”? Gentilmente me lo spiega?
      Cordialmente, D.

    • l

      Innovazione?????
      forse per chi non ha mai visto nulla..

    • bea

      sucesso Rabarama ? Quando ? Dove ? hahahahahahaha !!!!

  • sapphhron

    potrei conoscere le credenziali del signor Giuliano Da Empoli a stabilire cosa è arte e cosa no?
    almeno le credenziali di Cristina Acidini le conosciamo.
    inoltre, il sempre su citato “signore” ha sollevato polverone perché ha bollato l’operazione col termine “marchetta” (così come aveva tacciato di “vecchie zie” le direttrici della Galleria dell’Accademia e della Galleria d’Arte Moderna che si erano permesse di intervenire sulla questione dei soldi recuperati da Renzi (grazie alla cena ad Arcore) dalla finanze dei Beni Culturali fiorentini e spacciate al grande pubblico come finanze dello Stato (il governo, insomma, ha dato a Firenze quello che ha preso direttamente a Firenze, rubando da una tasca per spostarla all’altra e facendo bella figura gratis). Le “vecchie zie”, insomma, avevano il torto di conoscere meglio i meccanismi del bilancio statale di Da Empoli e cercare di spiegarli al pubblico.
    Vorrei sottolineare insomma la mancanza di stile del signore, grave per chi lavora in un settore pubblico come il suo; ma è in linea col nostro clima politico, ahimè, dal quale anche la giunta di Firenze si discosta solo a parole.
    Vorrei altresì sottolineare la sua inadaguetezza come assessore alla Cultura di una città come Firenze (cosa ha fatto sinora se non polemiche?).
    E vorrei pormi la questione sulla sua competenza a dare giudizi in campo artistico .(fermo restando che tale giudizio non può basarsi solo sulla presenza dell’arista in collezioni prestigiose, sì, ma anche molto paludate e comunque basate a loro volta anche su un mercato (anche esse!)

    • oberon

      Da Empoli non sarà certo un genio, ma secondo me ha assolutamente ragione. Le vecchie zie si lamentano? Ma ringraziassero il cielo che il sindaco è riuscito a far tornare un po’ di soldi in città che erano stati ingiustamente prelevati dal nano, lo so che nn dev’essere stato il massimo andare in ginocchio a Canossa/Arcore, ma almeno Renzi quel risultato l’ha ottenuto.
      La Acidini di leggerezze ne ha fatte tante: sta mandando in giro per il mondo opere d’arte delicatissime, vedi l’Annunciazione di Leonardo spedita a Tokyo alla faccia del Comitato per i beni culturali che dovrebbe vigilare sugli spostamenti di opere importanti, e ha per giunta dato l’ok e attribuito a Michelangelo un Crocifisso in legno su cui tanti avevano sollevato dubbi (e il Ministero ha sborsato la cifra di 3 milioni di euro, si veda il bel libro di Tomaso Montanari!)

  • poveretti

    Eccoli quì, tutti sulla cattedra a decretare l’artista valido oppure no.
    Ma bravi!!
    il pubblico non capisce un cazzo e non può giudicare, ma voi si!
    l’artista in questione non è esposta in un museo e quindi non ha il bollino blu della cichita !!
    Ma bravi!!!
    Capre Capre, Capre!!!!!!
    speriamo che li chiudano tutti i vostri musei del cavolo, per mancanza di fondi pubblici e per le poche visite di pubblico!!!!!
    poi vediamo se la gente non conta niente!

    • godsavethequeen

      ma sì chiudiamo tutti questi brutti ,cattivi e settari musei del mondo con dei comitati scientifici fatti di maleodoranti addetti ai lavori e viva le mostre nei pub e nei ristoranti che lì il pubblico abbonda, apprezza e lascia mance! facciamoci forti degli slogan di personaggi televisivi perchè questo è fare cultura veramente democratica e pensare liberamente! (la presa della bastiglia è vicina…i premi li assegneremo finalmente col televoto…sempre se non saremo interrotti dalla pubblicità…)

  • Cristiana Curti

    La gente non vuole affatto che i musei chiudano e che vengano soppresse le iniziative culturali (rassegne, festival, ecc. ecc.) temporanee nelle città. Il gentile “poveretti”, si informi anche sulle percentuali di visita ai musei e ai siti archeologici in ascesa nel 2010 fornite dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, oltre a quelle del Corriere Fiorentino. Sarebbe un’imperdonabile sconfitta del nostro Paese nei confronti nostri e del resto del mondo.
    Forse però sarebbe bene riflettere su quello che afferma Daniele quando correttamente avverte che la mancanza di fondi porta a operazioni “marchetta”, ovvero: poiché a me Comune non costa nulla (= paghi tutto tu: artista, galleria, sponsor), ti permetto di fare qualsiasi cosa su suolo pubblico (che non è solo all’aperto ma anche dentro i Musei, appaltati a organizzazioni varie e diverse), senza un particolare criterio non dico accademico (orrore questa parola, nevvero?) ma neanche progettuale.
    Proprio a causa della mancanza di fondi, sarebbe opportuno NON deprimere le iniziative culturali meritevoli progettate dagli studiosi delle pubbliche amministrazioni (direttori di Musei e sovrintendenti) e lasciare SOLO quelle “private” (per le quali sono comunque a favore, secondo certe regole), quanto bilanciare entrambe e magari diradarle un poco SELEZIONANDO, se proprio si deve.
    In ogni caso è assai pericoloso presentare una CIttà come il regno dell’appalto sulla base di un non criterio (=criterio solo di risparmio economico) che in genere anche se non sempre non è indice di qualità.
    Una soluzione interessante – secondo me – potrebbe essere quella mutuata dal sistema di concessioni edilizie che il comune di Parigi effettua con grande successo da diversi anni a questa parte: tu, costruttore privato, vuoi edificare una palazzina di lusso in centro a Parigi e guadagnare tanti bei milioni di euro? Te lo permettiamo a patto che altrettanta volumetria a te concessa sia a tue spese restaurata nei quartieri di edilizia popolare. Ci guadagna il costruttuttore, il Comune e anche l’edilizia popolare sopravvive alla decadenza e alla cronica mancanza di fondi pubblici per la manutenzione ordinaria.
    Quindi tu privato (gallerista, ecc.) vuoi proporre una manifestazione che presenta un tuo artista in Città? Ci accordiamo affinché tu contribuisca a una manifestazione all’interno di un museo pubblico di valorizzazione del patrimonio artistico cittadino. Secondo me sarebbero contenti tutti e anche gli insofferenti di Rabarama (che trovo terribile, ma è una mia legittima opinione quanto quella dei suoi molti collezionisti qui scalpitanti) potrebbero inghiottire l’amaro boccone.
    E l’operazione sarebbe un po’ meno “marchetta”.

  • Lutin Plissé

    …Bhe leggendo queste righe mi sembra prorio che l’arte non sia poi una scienza così esatta quanto si crede e che i parametri per valutare se un artista è adeguato per certi contesti non siano poi così chiari….
    Ad ognuno il suo ‘giardino’ … e forse talvolta marchetta docet ad ogni livello.
    Dimenticavo: può il contemporaneo essere giudicato nel contemporaneo?

    …A Firenze ho visto comparire un’obrobrio di Mario Ceroli e poco dopo scomparire una poetica scultura di Folon. …De gustibus non disputandum est! ..e ai posteri l’ardua sentenza!

  • povera arte e povera italia…..

    • hm

      arte povera e italia povera .

      • povera arte e povera italia…

        • hm

          arte povera e arte povera e arte povera .

          • non confondere il sacro con il profano, cara htlm…..

          • hm

            cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia caro gianfranco grossolana .

  • Carlo

    Caro sapphhron, non c’è bisogno di credenziali, bastano due neuroni, un occhio funzionante anche male, il minimo sindacale di capacità cognitiva ed è fatta: niente sculture siffatte in casa propria. Ma possibile che non si veda che cosa sono queste sculture, porca miseria?

  • J

    Le opinioni sono opinioni, e anch’io non apprezzo particolarmente l’Artista in questione, ma per una rivista che vorrebbe parlare d’Arte è proprio di cattivo gusto dare giudizi così sprezzanti sugli artisti; possono non piacere, ma ciò non dà il diritto di irriderli con titoli come questo.

    L’Arte è scienza? Parametri esatti d’idoneità? Da quando?
    L’Arte è libertà di agire e nessuno può dire quale sia l’agire giusto.

    Con tutto il rispetto per il vostro utile e intenso servizio d’informazione, ma forse, visti anche precedenti articoli, dovreste cambiare il titolo della testata in Artribunal…

  • hm

    a me queste sculture non dispiacciono nemmeno, sembrano tipo dei supereroi camouflage . magari starebbero meglio alla fondazione armani, o qualche altra fondazione random da fondare (e fondere) . che poi se uno si dovesse convincere del pensiero di tonelli a quel punto dovrebbe anche convincersi che nannimoretti è un grande regista brrr

  • Bravo GodSaveThe Queen, l’unica cosa da dire era questa: l’arte ha delle regole, dei paranetri qualitativi OGGETTIVI e chiunque non lo sappia, semplicemente non ha studiato. Parla da buon italiano medio, tutti allenatori senza mai essere scesi in campo. Esistono le ACCADEMIE, I MUSEI, LE FONDAZIONI, I PREMI, LE GIURIE: senza accreditamento, le porcherie IMBARAZZANTI di Rabarama possono essere giudicate solo da chi ha i titoli per farlo. E siccome non esiste uno solo dei suoi pupazzi da Signore degli Anelli, ne in un museo, ne in una fondazione che siano degni di tale nome….. IL SILENZIO è obbligatorio per tutti gli uomini di media intelligenza.

    • hm

      scommetto che tu preferisci la sbobba di ra di martino ai pupazzi del signore degli anelli eh?

      • ipazia

        personalmente non impazzisco nè per i cimiteri nè per i fantasy….
        però saprei in quali età consigliare gli uni e in quale gli altri.

        Giuro che siete impagabili… è un sano divertimento leggervi, e mi riferisco alla globalità dei messaggi gentilmente lasciati sul sito

    • giampaolo

      Il SILENZIO è d’oro per tutti gli uomini di media intelligenta..ma..aprire la bocca senza pensare ne sapere è proprio di tutti gli uomini ignoranti e presuntuosi…nonchè di quelli convinti di avere una cultura e stile molto lontani dal significato più alto di queste parole…

  • Scommetto che tu Ra di Martino non la capisci, eh? Scommetto che preferisci stare davanti alla TV con le immagini e le didascalie, eh? Scommetto che i rebus ti mandano al manicomio, invece di stimolarti l’intelligenza, eh…?

    • hm

      sì la capisco alla perfezione e mi fa altamente pena mista schifo . i rebus sono roba da fare entro i 10 anni sulla settimana enigmistica letta in attesa del barbiere, se li continui a fare anche dopo sei semplicemente un essere inferiore .

  • Michael

    Caspita, siete diventati tutti storici e critici d’arte ?
    Vi rendete conto delle bischerate che dite ?
    Prima di giudicare cari signori, documentatevi, leggete, scoprite, non siate tutti capre come la vostra guida ” Da Empoli” altro non è se non un vassallo d Roma .
    Intanto Rabarama è presente in diversi musei nonché in varie collezioni permanenti, per cui vi invito a prenderne atto .
    Forse parlate per gelosia ( se siete artisti) o scrivete cavolate ( se siete giornalisti ) ?
    Che bel profumo di arte contemporanea si sente nell’aria fiorentina in questo periodo, FANTASTICO !
    Grande Rabarama

    • bea

      Fatevi una risata, questi sono i musei in cui ci sono le opere di rabarama… mancano all’appello solo il museo del pecorino e della caciotta e siamo al completo :-)

      Scultura in legno, Museo D’Arte Moderna, Toluca.

      2001
      Labirintite, Museo d’arte Contemporanea, Boca Raton, Miami.

      2005
      Bozzolo, Associazione Nazionale Pittori Cinesi, Museo d’Arte della Biennale, Pechino.
      Trans-mutazione, Piazza del Popolo, Sculpture Space, Shangai.

      2008
      Trans-lettera, Copelouzos Family Art Museum, Atene.

      • Silvio

        e tu Bea? …. dove hai esposto?

        • bea

          io mica sono un’artista, caro… :-)
          Sono una collezionista !

          • Silvio

            Seeeeeee….non ci crede nessuno…. il messaggio che hai lasciato è pervaso di invidia … messaggi come i tuoi (mi sembri una bambina delle elementari) non sono ne di critica ne di una persona che possa definirsi collezinista…

  • giulio

    Senza polemica: mi spiegate perchè i bambini impiccati, i pupazzi di cera o il biliardino di cattelan sono arte e gli omoni di rabarama no?

    • Michael

      L’arte è un’amante gelosa.

    • l

      perchè qualcuno ritiene cattelan geniale e ha convinto qualcun altro con tanti ma tanti soldi ad investire sulle sue opere, quindi sono state acquisite dai più grandi musei e tutti noi ci giriamo intorno facendo ohhhh

      • gatecrasher

        hai assolutamente ragione

    • Carlo

      Giulio, dovresti arrivarci da solo, i primi sono pupazzi iperrealisti di cui ciò che conta è la collocazione-provocazione (concetto); i secondi sono sculture soggettive come lo erano quelle di Brancusi che però erano fatte meglio. In questo tipo di arte l’aspetto artigianale è fondamentale, in quella di Cattelan no, perchè le opere sono una copia della cosa o la cosa stessa, conta il contesto.

      • giulio

        capisco il discorso concettuale di cattelan, l’apprezzo, ma proprio non riesco ad apprezzare “l’oggetto”… direi che la foto può bastare, e nel caso, la fruizione dal vivo porta via davvero pochi minuti: giusto il tempo di “onorare” l’opera con la propria presenza…
        la questione del concettuale un po’ m’inquieta: sono d’accordo che l’idea sia fondante, ma forte anche il rischio di “farsi prendere per il naso” da un artista furbetto… o è arte anche questa?

        • gatecrasher

          no non è arte, è merda su cui si è speculato milioni di euro

  • Giulio , Non puo’ risolvere la questione attraverso quello che è diventato il classico delle domande ( arte oppure non arte) se Lei affronta il dilemma con l’animo del tifoso.
    E’ interessante invece, pensare a questa ipotesi : Non è strano per uno come Cattelan l’appropriazione di materiali oggetto di immaginario collettivo.
    Non è strano.
    Ecco supposto che queste grottesche statuine fossero prese a prestito dall’asino d’oro, quali accoglienze potrebbero generare sia da parte degli addetti ai lavori e sia da parte del pubblico ?

    Non me ne vogliano i sostenitori di Cattelan , la domanda non è cosi inpertinente se abuso di queste cosette che rimandano inequivocabilmente al narcisismo della sua autrice che sfoggia con disinvoltura le sue grazie.

  • Nicola Vinci

    Continuiamo a stupirci per quello che accade in Italia? L’artista ha il sano e meraviglioso compito di realizzare le sue opere, per quello che accade intorno a lui, intorno a noi, non pensate che ci siano dei responsabili che lavorano nell’ambito della critica, della curatela ecc? Chi è che sta facendo tutti questi danni in Italia, gli artisti? Se gli altri ci stanno affossando allora vi prego, cominciate a salvarci!

  • Silvio

    Quanti artisti delusi hanno stilato questi commenti … l’invidia è una brutta bestia … vendere al giorno d’oggi non è facile e chi lo fa diventa un artista che non vale una cippa … oppure fa “marchette” … ma cosa si può dire di chi da anni lotta per immettere nel mercato le sue opere tanto da perdere addiruttura di vista il suo lavoro ….

    • Carlo

      Complimenti, Silvio, una considerazione veramente originale. Non so gli altri, ma io non sono- e non ho nessuna intenzione di diventare- un artista nè deluso nè illuso. Semplicemente, da appassionato di arte da sempre, mi piacerebbe che fosse chiaro cosa è presentabile e cosa no. E ribadisco: non è così difficile da capire neppure se non si è critici, è talmente ovvio che queste sculture non possono essere paragonate a quelle che si vedono nei posti che indica Tonelli, che mi chiedo se alcuni commenti sono scritti apposta per scassare. Spero che sia così, altrimenti è grave (per chi li ha scritti).

      • Silvio

        sai che io mi faccio la stessa domanda?

        • Fabrizio

          Ahimè, chi ha scritto le didascalie sotto le foto , non riesce nemmeno a distinguere le sculture dalla body art e dalle performances . <>
          ( foto n° 2).
          Ahahahahahahhahahahaha
          Siamo ROVINATI !

        • Carlo

          Puoi farti pure la stessa domanda ma, vedi, la mia visione dell’arte contemporanea è corroborata da Artforum, la Tate ecc., non dal bar sotto casa o dall’ assessore Gigetta.

          • Silvio

            Non ti conosco e non ti giudico…. per me sei un pinco pallino qualunque che dice la sua e non so nemmeno quanto corroborato tu sia da quello che tu pensi sia il meglio …. l’unica cosa che mi fa male è che ci sia questa opinione (di pochi per fortuna) che l’arte appartenga solo ad una stretta cerchia di eletti, e che per giudicare se un’opera sia frutto o meno di vera espressione artistica bisogna che questa sia per forza canonizzata da questi eletti… io direi “PRESUNTUOSI” … ma allo stesso tempo “POVERI DISGRAZIATI” , non riescono a farsi una propria opinione perchè hanno sempre bisogno di essere telecomandati

  • giulio

    Scusi, LorenzoMarras, ma non ho capito esattamente il punto del suo discorso: vuole dire che cattelan è grande perchè attinge all’immaginario collettivo? Mentre l’opera di Rabarama no? E che la prova di questo “attingere” da parte di cattelan sia la risposta di critica e di pubblico? non pensa che una risposta di pubblico sia normale a fronte di una critica “a tambur battente”? E che la risposta di pubblico per quanto riguarda Rabarama? non vale perchè “non vidimata” da una critica autorevole? E’ ammissibile l’arte senza l’intervento della critica o è il critico che rilascia il “patentino”?
    lorenzo, non affronto la questione con “l’animo del tifoso”… semplicemente non capisco perchè per quelle di rabarama sono “cosette che rimandano inequivocabilmente al narcisismo della sua autrice che sfoggia con disinvoltura le sue grazie”, mentre i pupazzi di cattelan dovrebbero essere ” l’appropriazione di materiali oggetto di immaginario collettivo”… lei pensa che cattelan non sia narcisista? Curioso che lei mi dia del “tifoso” quando la mia domanda era accuratamente neutra e priva di polemica: non sopporto il calcio, quindi un certo modo di pensare non mi appartiene proprio, preferisco capire… non è che sulla questione ci sia una forte resistenza e un pregiudizio che ha a che fare con altro, oltre la semplice lettura del lavoro della nostra?

    • Giulio non le ho dato del “tifoso” ma le ho scritto che non puo’ affrontare il dilemma con “”L’ANIMO””” del tifoso che ha l’obbligo solo di tifare la propria squadra; insomma tanto per comprenderci il tifoso non ha SCELTA.
      Il mio intervento nasce dall’accostamento che Lei fa dell’opera di Cattelan con le statuine della Signorina …ora non ricordo il nome..ma non importa. Bene.
      Il mio non è stato un punto di vista ma solo l’occasione per chiedermi e chiedere a chi legge se, e lo dico solo per pura ipotesi , l’eventuale uso di dette statuine da parte del Cattelan provocherebbe , e negli addetti ai lavori e, nel pubblico una diversa accoglienza . Una domanda provocatoria Giulio, niente di piu’.
      Profitto comunque della sua risposta per chiarire che
      a) Non mi sognerei mai di indicare pinco o pallino come GRANDE. basta scrivere “Artista” , è di per se gia’ piuttosto impegnativo.
      b) scrivere di “immaginario collettivo” di conseguenza non implica assegnare un attributo ma solo indicare l’oggetto delle attenzioni.
      c) riguardo il pubblico, scrivo naturalmente per come la penso, e posso dirle , che non sono mai tormentato da un esigenza del “giudizio” e per essere seri non lo si puo’ offrire andando a rimorchio di tesi o posizioni altrui (inclusa quella che lei definisce critica a tamburo battente) ma solo attraverso i mezzi che la propria conoscenza (ed anche sensibilita’) mette
      a disposizione.
      d) Sulle cose della Signorina , debbo confessarLe che , con tutta la mia buona volonta’ e senza offendere nessuno, non riesco ad esprimere nessun giudizio nel senso che non riesco ad incontrare nessuna opera (un opera si incontra quando non solo la accettiamo ma quando ci poniamo delle domande sulla stessa) ed invece qui per farle un esempio non riesco proprio a distinguere tra le stesse e poniamo la panchina che le sta accanto , anche se la panchina al limite riposa nella sua funzione.
      in ambito scolastico direbbero : Non classificato.
      e) l’Arte senza la critica , qui è un terreno di incognite perche’ secondo me una cosa è scrivere di CRITICA ed una cosa scrivere di POTERE della CRITICA. Quest’ultimo dopo periodi alquanto disinvolti (e anche dis-inibiti) vede un inizio di crisi ed il suo ruolo viene messo in discussione al pari delle opere e questo è un fatto indubbiamente positivo. Non credo ai suoi dogmi , comunque, se tiene a saperlo.
      Quando ho scritto di narcisismo della Signorina l ho fatto dopo avere visionato la sua fotografia insieme alle sue cose , o meglio il suo mettersi in posa insieme ad esse ed è appunto da questo , fatto insolito, che ho espresso quello che è solo una deduzione, non un giudizio sommario.
      Sul presunto narcisismo di Cattelan andrei molto cauto essendo egli una persona di furbizia sconfinata nonostante le sue apparizioni accanto alle sue opere , non scambierei queste come POSE ma parti dell’opera stessa.
      Concludo per dirLe che se non posso classificare le cose della Signorina, vada anche per incapacita’ personale (se questo le fa piacere) non posso dunque avere neppure un pre-giudizio.
      Spero di avere chiarito.

    • Caro Giulio, paragonare il lavoro Di Rabarama a quello di Catellan non stá in piedi! Sia chiaro ciascuno a diritto a dire che non gli piace questo o quello o entrano, ma… ogni lavoro di Catellan è (stata) una novitá (anche se spesso riecheggiava la viri di altri giá viste), centrata su un concetto ben preciso, generalmente fortemente ironica o autoironica, spesso aperta ad interpretazioni diverse e magari contrastanti ecc. ecc. Le opre di Rabarama sono ripetitive fino alla noia: viste le prime tre o quattro, le hai viste tutte, sembrano auto: cambia il colore e gli interni ma il “prodotto” è sempre lo stesso! Oltre a questo mancano totalmente di un “concetto” per non parlar di ironia o di capacitá di suscitare “pensieri” in chi le vede: sono “oggetti di arredamento” urbano o da appartamento… ma l’arte è altra cosa!
      Se Rabarama ha successo ce ne rallegriamo per lei, anche Novella Parigini ne aveva 50 anni fa!

  • MV

    Rievocando ciò che disse il buon vecchio Mike a John Cage: non sarebbe meglio disfarsi delle opere di Rabarama e tenersi quella gnocca di Rabarama?

  • Fabrizio Spinella

    Ogni discussione sull’arte sprigiona polemiche che sotto sotto richiamano sempre i termini del pudore e della decenza, sicché siamo rimasti ancora ai ragionamenti puritani e non si distingue il bello dal bene. Le arti visive che soggiacciono ai criteri della reclame, per sedurre, non vi disturbano? E allora, lo stupore e la curiosità sono sintomi propedeutici alla comprensione dell’arte, che è sempre una comprensione soggettiva se riferita all’arte contemporanea. L’assoluto si è fermato nel Cinquecento, possiamo dolercene, ma col sentimento di chi pensa agli antichi sapori della cucina. Perfino durante il Fascismo, c’era chi osava contraddire la romanità.

  • sono da evitare i patiboli e offese, personalmente ritengo che il problema sia la mancanza di fondi dedicati alla promozione dell’arte e in particolare della scultura, dove i costi di lavoro anche per l’artista sono notevoli sia che operi con maestranze sia che operi in prima persona.
    Da sempre gli artisti sono stati aiutati dai mecenati, anche oggi è così, ci sono oggi artisti mecenati di se stessi, non bisogna sentire offeso il proprio gusto estetico o filosofico che sia, il confronto è sempre positivo.
    Di sculture inadatte ai luoghi è piena la terra.
    Le opere della scultrice Rabarama si sono sviluppate seguendo un impostazione di marketing commerciale, saranno sicuramente sentite e amate dall’artista e dai suoi estimatori ma credo rispondano ad un sistema preciso che vede la ripetizione esasperata di temi ( un pò banali secondo me, per il mancato sviluppo in virtù della commerciabilità) che mirano alla riconoscibilità da parte del grande pubblico.
    Il problema è che gli artisti che non possono pagarsi le mostre non hanno possibilità di confrontarsi, mentre sarebbe compito delle istituzioni dargli gli strumenti e le possibilità di mostrare il loro lavoro.
    Il rapporto tra città e scultura è cambiato, il tempo dei monumenti è finito, ci vuole la capacità dello scultore di mettere delle forme che rispondano ad un progetto di relazione con le architetture e con gli spazi, queste dovrebbero essere le scelte e non il semplice esporre opere a costo zero, accreditate da grandi collezioni o no ( questo non è sempre garanzia di qualità).
    Non so se le sculture di questa mostra fiorentina siano state pensate appositamente per quel luogo con un progetto di relazione finalizzato all’espressione di un concetto, in tal caso vediamo la mostra e cerchiamo di capirne lo spessore o constatarne la superficialità.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    L’Assessore alla cultura organizza una mostra il cui tema è: quando mi piace sentir pronunciare dalla bocca di una bella donna quei non nulla resi così preziosi da opere in preda di voluttà !

    • Fabrizio

      curatore indipendente, scusi: quando o quanto ? :-)

  • giulio

    Intanto da oggi piazza pitti verrà invasa per cinque giorni da “baracche” per la festa del gelato sponsorizzate dalla sammontana… credo che a questo punto il discorso sull’opportunità o meno,visto l’importanza del luogo, di “occupare” con “arte non idonea” il centro storico perda un po’ di mordente…
    comunque sì: da quello che ho letto sembra che alcune sculture in marmo siano state realizzate appositamente per l’evento e le location in questione.

    • Raffaele

      Ma le baracche della Sammontana pagano fior di milaeuro in occupazione suolo pubblico al Comune. E poi nessuno si sogna di farle passare come installazioni d’arte…

      • giulio

        bè… vorrei ben vedere… ma non è “marchetta” anche quella?

  • Donna Baffuta

    Se le mostre le mie opere, sono sicura che mi propongono di esporre subito a Palazzo Pitti, poichè io sono più brava di Rabarama.

  • Donna Baffuta

    Però anche se sono più brava di lei, a disegnare, io le voglio bene. Rabarama ti voglio bene!!!

  • ambra nepi

    bravo Massimiliano, hai detto quello che c’era da dire

  • Fabrizio

    Oggi è il mercato che comanda .
    Se Rabarama produce e vende significa che incontra tantissimi stimatori, tanto che quest’anno è presente anche all’Arsenale di Venezia e non nelle sedi “satelliti” :-)))
    Una delle poche artiste contemporanee in grado di lasciare una traccia nella Storia dell’ARTE !
    Volere o volare Rabarama é sempre Rabarama .

  • pie

    luca i gusti sono gusti se a te non piace Rabarama la vita va avanti comunque …ma affermare che e’ una raccomandata solo dopo aver chiesto i permessi e dopo che la Vecchiato si e’ autofinanziata completamente mi sembra un po’ troppo, ifirenze non ha sborsato una lira …sono laureato con master Grazie e tu sei uno sgradevole ignorante che pensa di poter decretare con esattezza cosa e’ bello nell’arte…

    • Luca

      decreto Si. Ci metto del mio visto che insegno arte contemporanea all’università e all’accademia. perciò ignorante non proprio. Ma il punto non è questo caro il mio laureato con master della cepu.
      e poi a me la scultura indecente di Rabarama non è che non mi piace , mi fa proprio cagare.
      e i gusti lasciali ai gelatai. evidentemente non capisci proprio un cazzo.
      mi fermo qui e chiudo, per queste discussioni triviali mi arrangio al bar sotto casa e mi basta. fck.

      • Silvio

        Evidentemente vai spesso al bar sotto casa, il tuo linguaggio ne è molto contaminato … Poveri i tuoi studenti che come insegnante hanno un dittatore, sbruffone e pure volgare… e poveri i nostri figli in che mani siamo obbligati a metterli …

        • Fabrizio

          L’arroganza è figlia dell”ignoranza .
          Questo è il problema della società .

        • Fabrizio

          Grande Silvio,uno dei pochi commenti che vale la pena leggere .

          Molte persone sbeffando e schernendo altrui, si pascono di uno ingiusto diletto, che il più delle volte viene loro in danno. ( Vasari G.)

          L’arte è l’amante gelosa !!!

  • Fabrizio Spinella

    Per non confondere le acque e le terre, il Fabrizio che posta è altra persona dal Fabrizio Spinella che posta pure.
    Per il resto, il vero problema sociale è la tolleranza, ma in senso inverso a quello che suppongono i “politicamente corretti”. Come diceva Paul Claudel: “Tolleranza? Esistono case apposta per quest roba”. Anche aiuole pubbliche, per le installazioni d’artista. Una bella puttana si guarda comunque, anche per strada.

    • Fabrizio

      Ha fatto benissimo a specificare per non confondere le acque putride da quelle limpide !

  • Fabrizio Spinella

    Impari a nuotare in entrambe, Fabrizio.

  • pino

    Visto che l’ho letto più volte in questi commenti ,Mi dite quali sono “i parametri oggettivi” per giudicare cos’è arte e chi è un artista? a me sembra che per voi un artista degno di questa qualifica non debba essere italiano (in primis..) ,non debba vendere e essere legato al mercato (ahh, che schifo..un artista che non campa d’aria, non s’è mai visto!) e debba necessariamente far parte della loggia massonica che li riconosce artisti , vale a dire, ABO, Bonami, Politi ecc
    Allora fuori le risposte ! Quelle di Politi le conosco, lui lo dice sempre che gli artisti sono solo quelli che appartengono al “Sistema”! vai coi ghetti , con l’albo degli artisti, i numeri chiusi, gli ordini di categoria , la massoneria, calciopoli !
    Quello che non capisco però è l’ipocrisia di tutti quelli che da un lato fingono di “criticarle il Sistema” e dall’altro invece essendoci faticosamente entrati dentro lo proteggono.Infondo, non ho mai sentito un Notaio dire che bisognerebbe abolire la categoria!

  • Patrizia

    La Biennale di Venezia . . . un’edizione da dimenticare .
    L’allestimento del padiglione italiano sembra un mercato di P.za Dei Ciompi a Firenze altro che Biennale .
    Tra le opere presentate emergeva senza dubbio l’opera marmorea di RABARAMA collocata nel giardino, quella di Vangi, il Nudo Femminile sul trono di Gaetano Pesce e poche altre .
    Sicuramente anche la tanto attesa mostra ANTICONFORME di Rabarama sarà all’altezza di valorizzare l’arte contemporanea a Firenze .
    Peccato di non essere presente alla vernice !
    Patrizia

  • Voxpopuli

    E se proprio la vogliamo dire tutta e, tutta andrebbe sempre detta, possiamo pur parlare del bel rapporto d’intimità che legga, da anni, il nostro caro Vecchiato con l’autrice dei bambini a puzzle. E se vogliamo già proprio esagerare, andrebbe anche ricordato la rovina economica in cui Dante si è imbattuto dopo i suoi ampi investimenti in ‘arte’ cinese di dubbiosa qualità e di sicuro disgusto. Di marchette ce ne sono tante,quasi una al di come le aspirine, e non si capisce la ragione di cosi tanto rumore al dir pubblicamente quello che tutti accettano e, se possono, partecipano (basta che un’altro paghi, ovviamente). Lo stato dell’arte contemporanea in Italia è al quanto patetico salvo rare eccezioni che sono ben oltre i confini dello sguardo della dolce Rabarama e i suoi cagnolini.

    • Patrizia

      Gentile Voxpopuli,
      A me personalmente non interessa il legame che può esserci tra le persone, io sto parlando di Arte e l’artista in questione a me piace .
      Se a lei non piace non è un problema, d’altro canto il mondo è bello perché variegato ( per fortuna ) .
      Inoltre ognuno può comunicare ed esprimere ciò che vuole e con i mezzi che preferisce .
      Per quanto riguarda le marchette, Lei è sicuro che l’artista per arrivare a farsi conoscere e ad inserirsi con piedi ben fermi nel mercato dell’arte ha usato questa tattica ? Oppure Lei ha riusato il termine dell’assessore solo perché le opere non sono di suo gradimento ?
      Nessun imprenditore investirebbe tempo e denaro su persone ( in questo caso un’artista) che non meritano nè tanto meno i collezionisti acquisterebbero opere ( questo è un mio parere soggettivo) .
      Buona fortuna a tutti e godetevi questo evento perché Firenze ha veramente bisogna di un po’ di vitalità non si può vivere solo sul Rinascimento in quanto la vita continua ,

  • Voxpopuli

    Gentile Patrizia,

    Sono daccordissimo sul fatto che Firenze non può (e non deve) vivere delle glorie passate ma sento altrettanto necessario indicare un miglior uso dello spazio pubblico e di quello che per arte contemporanea si vuole far vedere. Rabarama non ha nessun interesse dal punto di vista né stilistico, né estetico, né concettuale. Non dico che non possa piacere ma dietro quelle sculture a puzzle c’è solo il vuoto e una via senza uscita.

    Già da capo questa storia è sbagliata. Innanzitutto perche le piazze non sono patrimonio privato, ma pubblico, dunque dovrebbe essere l’amministrazione e non un gallerista/imprenditore a decidere cosa andrebbe messo li. E l’amministrazione dovrebbe essere abbastanza responsabile di non accettare tutto Alle marchette, putroppo, ci siamo fatti l’abitudine. Per citare due esempi al volo, si pensi a Botero o Mitoraj.
    E se, proprio è necessario l’ingresso extra che suppone una marchetta , si prega di avere la dignità di chiamare Costa (fiorentino doc) o Basilè, giusto per dire due nomi.

    Il mercato a cui ha accesso Rabarama è un mercato locale che interessa a pocchi. Io ho visto le sue opere essere vendute a prezzi folli ad un amico dell’amico dell’industriale sotto consiglio dell’amico imprenditore a sua volta amico di Dante da sempre, sin da piccoli. Il giornalismo ti permette di stare in molte situazioni, a piacere o no.

    Non credo che tutti gli artisti finiscano a ‘marchettare’ (inventiamo pure un verbo ;) ma l’esperienza mi ha mostrato a più di uno cancellando le parole dette prima contro X critico-gallerista, e poi, rimangiate.
    Ed eccoli amichetti a esporre in qualche improbabile spazio, pubblico o privato.

    Per fortuna (nostra), c’è gente brava in giro, molto. C’è gente con le cose ben chiare che sa dire di no quando deve farlo e che non si presta a certi giocchi.
    Ed è a essi che dovrebbe appartenere il nostro spazio pubblico.

    • Patrizia

      Sig.Vox… ,
      non voglio prendere le difese di nessuno, non sono avvocato per cui sto e voglio esprimere solo un mio parere .
      Lo spazio cittadino certo che è pubblico, proprio per questo un imprenditore realizza un progetto e lo presenta all’amministrazione con la speranza che venga accolto .
      L’amministrazione a sua volta fa una cernita e da’ un parere, positivo o negativo che sia, ma una cosa è dare un giudizio e un’altra cosa è offendere, perché dire a bruciapelo ( solo perché le opere non piacciono) questa è una MARCHETTA, non è piacevole, tanto meno detto da un assessore il quale dovrebbe che di arte non ci acchiappa nulla, basti pensare alle installazioni in P.za S. M.N. in occasione della Notte Bianca, oppure cosa ha fatto alle ex carceri in via ghibellina ( Le Murate) .
      Il mercato di Rabarama non penso che sia ristretto e poi leggendo alcuni commenti sopra, tutti sono diffidenti nei confronti dell’artista in quanto le sue opere vengono vendute anche da TeleMarket, a questo punto chiedo … siccome telemarket vende anche altri artisti tipo: Arman, anche questi non valgono nulla ?

      PUZZLE
      Le opere di Rabarama vanno oltre al puzzle;infatti, per chi conosce un po’ di letteratura indiana /buddhista ( tipo i due grandi poemi : Mahrajana e Marabharatra) riesce a cogliere benissimo l’essenza delle opere .
      Lei sig. Voxpopuli, scommetto che Lei ha apprezzato molto di più il teschio tempestato di diamanti di Hirst ?

  • Voxpopuli

    Il teschio di Hirst è ormai parte della storia. Della storia dell’inflazione, volevo dire. Che le opere di Rabarama siano vendute in Telemarket mi pare ottimo, bene per lei e il suo lavoro. Ma non prendiamo certo Telemarket come un criterio valido.

    Io non nego la volontà, l’impegno di Rabarama. Affermo soltanto che è privo d’interesse oltre quello sentimentale e forse, come lei indica, spirituale.

    Marchetta è qualcosa che si realizza a fini puramente economici. Il debito del comune di Firenze uno lo può immaginare se pensa ad altre misure last minute (o all’aumento repentino del numero di multe)

    Prendiamo un’altro esempio clamoroso, così forse è più chiaro i concetto.

    Lorenzo Quinn, il figlio del famoso attore, ha deciso di piantare un orribile carro armato con delle mani gigantiche in piena Biennale.

    Qualcuno ha interesse nella sua opera? No.

    Qualcuno lo ha chiamato (che non sia un’amico di Sgarbi)? No.

    È rilevante la sua opera o rappresentativa? Nemmeno.

    Nel privato ogniuno è libero di fare quel che crede opportuno. Ma quando s’interviene nel publico e ci si obbliga alla contemplazione forzata, là, le cose cambiano, gli agenti e le regole, cambiano.

    Mi sembra anche una gravissima mancanza di rispetto per chi, con il suo lavoro, sveglia interesse e curiosità.

    • Patrizia

      Ok !
      Anche gli impressionisti furono per molto tempo disprezzati tanto da organizzare il Salon des Refusés mentre oggi sono il TOP !
      Le critiche servono solo se edificanti !
      Buona serata

      • …temo che il tuo orologio sia in ritardo di circa … un secolo !! Gli impressionisti “oggi” non sono il top, sono splendidi e preziosi pezzi da museo d’arte (non certo “contemporanea” quasi neppur piu’ “moderna”)

        • Patrizia

          Sono spiacente se Lei non ha capito il contesto !
          Come può notare io a differenza Sua Le do’ del “Lei” nonostante non La conosco .
          Intanto Le auguro che anche Lei possa inserirsi nel mercato dell’arte ovviamente senza Marchettare !
          Buona fortuna .

          • Se Le de’ fastiodio che le dia del tu non ho difficolta’ a darLe del Lei (..ma in questi forum e’ consuetudine il “tu), per il resto, non mi pare ci sia contesto alcuno, ho solo notato che dire che – “oggi” gli impressionisti sono il top – e’ una frase (a parte il termine finale che e’ vecchio solo di una ventina d’anni) in ritardo di cent’anni almeno! (mi pare che si stia parlando di Rabarama e quindi di arte contemporanea e non d’arte moderna e ci sarebbe ancora da discutere se gli impressonisti facciano o meno parte dell’arte moderna) : tutto qui. Per quel che mi riguarda non mi cale ne’ poco ne’ punto “inserirmi nel mercato dell’arte”… faccio arte da una vita, qualche mio lavoro e’ in musei e collezioni pubbliche, molti in collezioni private ma, se anche non fosse cosi’, creda, m’andrebbe benissimo lo stesso, e quanto a “marchette” personalmente non ne faccio e non credo nessuno ne farebbe per me.
            Per finire, io non ne’ detto che la mostra di Rabarama sia “una marchetta” ne’ che le sue opere siano brutte: io non sono un critico e mi astengo quindi dal criticare. Buona sera e mi stia bene!

  • massimo salvucci

    Rabarama Si Rabarama No.
    De gustibus..
    Cos’è il bello? E’ bello ciò che piace…
    Giustissimo criticare o sostenere un artista sul piano artistico.
    Ognuno dica la sua, ci mancherebbe.Non siamo in epoca preilluministica.

    Quello che mi sembra inaccettabile è la volgarità del commento dell’assessore, che lo qualifica come uomo e politico.E lo squalifica come critico d’arte.

    Probabilmente è un commento politico.
    Io personalmente sono oramai nauseato da questi toni volgari e/o maschilisti usati ad iniziare da Berlusconi, La Russa e così via.
    Sicuramente ci sono molti altri nauseati da questi toni ,visti i risultati delle amministrative.
    L’assessore è allineato su questo stile….

    Ma cosa c’entra l’arte,? E questa è Artribune o Tribuna Politica?

    • me.giacomelli

      tutto è politica, mi pare ovvio
      e che il bello sia ciò che piace ha la stessa tenuta storico-teorica del “non ci son più le mezze stagioni”

  • Marco Sorrisi

    Tra discussioni e polemiche è giunta a Firenze seppur temporaneamente una ventata di arte fresca ed emozionante .
    Non vedo l’ora di venire a Firenze per poter “viaggiare” tra le fantastiche opere di Rabarama .
    Buona giornata a tutti gli amanti della vera Arte !!!
    Marco Sorrisi

  • Marco Sorrisi
  • Voxpopuli

    Citazione testuale:

    ‘Nel senso che la rete di geroglifici, geometrie, puzzle e lettering con cui l’artista tatua le sue figure asessuate, altro non sono che i misteriosi simboli delle regole primordiali in cui l’umanità è eternamente imprigionata. Rispecchiano, per altri versi, le combinazioni, varietà e labirinti mentali in cui si materializza la multiforme complessità dell’io. La scultura diventa body painting e viceversa, in una stessa, identica poesia, declinata con sensibilità tutta femminile. Nella cornice di Firenze il nuovo umanesimo di Rabarama sposa l’umanesimo del Rinascimento.’

    La quantità vuoto che si può arrivare a scrivere non esaurisce mai la mia infinita capacità di sorpresa.

    • Marco Sorrisi

      Ha detto bene … <> .
      L’arte è per tutti ma non tutti riescono a capirla :-)

      • … qualche volta neppure quelli che dicono di farla … ;-)

        • Marco Sorrisi

          Intanto ci provano :-)))
          L’arte è un mezzo per arrivare ad un fine e non un fine a se stessa !

          • … non del tutto daccordo: l’arte è comunicazione e come tale puó essere mezzo a fine (interrogazione, risposta, dialettica, proposizione di temi ecc.) o puó essere fine in se stessa (affermazione, esclamazione, imprecazione, constatazione, ecc.) se poi, come afferma un mio amico, l’arte è vita, la vita è arte, ancora una volta (a seconda di quale “spiegazione” si dia alla “vita”) puó essere tanto mezzo che fine ;-) Comunque provarci va’ sempre bene anche quando ed anche se i risultati sono (per l’autore o per il pubblico, o per entrambi) deludenti :-)

  • Susanna

    Ieri sono stata alla vernice di Rabarama ( ahimè mi sono intrufolata tra gli invitati ) .
    Dunque … un evento straordinario, fantastico .
    Opere a dir poco favolose, performance, musica, pittura e scultura erano tutt’uno, ogni cosa si integrava con l’altra .
    Sapevo che Rabarama era brava ma adesso devo dire che è STRAORDINARIA .
    Inoltre ho avuto anche l’onore di conoscerla, persona umile, gentile, timida e formidabile .
    Volevo complimentarmi anche con l’organizzazione dell’evento perché sicuramente hanno faticato molto ma i risultati si sono visti .
    Bravi tutti e forza Rabarama .

  • Voxpopuli

    Proprio così.
    Il nuovo umanesimo si Rabarama sposando l’umanesimo di Firenze.
    Rabarama, l’incarnazione di Botticelli. Rabarama, la Mantegna di noi altri.
    Dante Vecchiato, il nuovo Lorenzo di Medici !
    Oda al puzzle!

  • Marcello

    Buon dì .
    Voxpopuli hai visto la mostra di Rabarama ? Ti è piaciuta ?

  • giovanni

    Anch’io ero al vernissage di Rabarama, ed è stato un evento straordinario in cui body painting, scultura, pittura, tecniche multimediali hanno dato vita ad un’interazione continua molto coinvolgente: cosa si deve chiedere di più ad un’artista?
    Chiaro che poi non a tutti può piacere quello che propone, ma porsi addirittura la questione se la sua sia o meno arte, in un panorama contemporaneo dominato dal ready made e dalla tendenza dominante a stupire e a shockare a tutti i costi, mi pare fuori luogo e anche offensivo. L’aspetto concettuale dei suoi lavori non è indifferente ed è frutto di un percorso e di uno studio approfondito che pone tematiche a mio avviso molto interessanti per chi è in grado di riconoscerne i rimandi, la tecnica si è notevolmente affinata e le ultime sculture dimostrano un’affinità con la materia non indifferente… chiaro che se poi ci si vuole fermare all’apparenza e ostinarsi a considerare le sue opere semplicemente delle “figurine dipinte”, liberissimi di farlo… Nessuno si è mai accorto che le sue sono incise?

  • Marcello

    Esatto Giovanni .
    Una serata fantastica dove il tutto si integrava .

  • Rosaria

    Finalmente sono riuscita a visitare la mostra .
    E’ veramente molto bella, le opere sono fantastiche in modo particolare quelle in marmo nel parco delle Scuderie e quelle alle Pagliere .
    Nonostante le critiche ho visto che c’erano diverse persone quindi non tutti me compresa sono d’accordo con Da Empoli .
    Complimenti .
    Rosaria

  • Kyrwa

    L’invidia è una brutta bestia, l’ignoranza è imperdonabile.
    Aveva ragione Dante!

    …. Ho detto tutto…… (dal fratello Caponi )
    defilippoTotò

  • Massimiliano

    Buongiorno a tutti,
    anche io sono andato alla mostra di Rabarama .
    Innanzitutto sono andato per vedere cosa c’era di cosa tanto scandaloso . . .ma le opere sono davvero straordinarie in modo particolare le sculture non tanto la pittura .
    Ho anche scoperto che non è solo pittrice e scultrice ma anche disegnatrice di gioelli, tanto che sono stato circa un’ora con il ragazzo alle pagliere il quale mi ha illustrato in tutto il percorso dell’artista .
    Non resta che dire … COMPLIMENTI .
    Sperando che un giorno possa avere a casa mia una delle sue magnifiche opere auguro a tutti un buon S. Giovanni .
    Massimiliano di Sesto F.

  • Marco

    Rabarama è famosa Padova, città in cui risiede, per quel che di lei si sa e si dice tra critici esperti e ormai anche gente comune: “a quanti l’ha data lo sa solo lei”, e cose di questo genere. E’ una ragazzina invecchiata, messa su dai genitori “artisti” e favorita dal suo aspetto fisico che era notevole negli anni in cui saliva su mercedes nuovi e porsche per andare a fare…
    Alla fine non sa parlare, dice 4 minchiate per spiegare le sue “opere” che non realizza personalmente perchè deve darsi lo smalto sulle unghie, fare spese e darla via anche…
    Alla fine applica dei puzzle su dei manichini di varia foggia, che è un esercizio comune in tutte le scuole d’arte del mondo e va sotto il nome di texture.
    Lei provava a spiegare un collegamento col dna umano, ma si vede, quando parla che ha poca memoria e alla fine spara tante cazzate. Fa bella figura infatti quando tace imbronciata. Tanto i miliardi li fa, che gli frega di far sapere a tutti che è una testa di BIP? e pure Zo**o**?

    • Walter

      Commento di cattivo gusto, Per il resto a me sembra che di cazzate ne abbia ( e tante ) scritte proprio lei.

  • Miriana

    SIg. Marco,
    Lei ha visitato la mostra ?
    Chi è Lei a giudicare in questo modo non solo l’arte di Rabarama ma addirittura la sua persona ?
    Le frasi che ha scritto sono veramente offensive .
    Lei è un artista ?
    Secondo me vorrebbe essere al posto di Rabarama ma non ci è riuscito per cui sta rosicando e vuole vendicarsi della sua nullità .
    Intanto io amo l’arte compresa quella di Rabarama, che per fortuna è arrivata in questa città portando un po’ di arte vera e fresca .
    Ai posteri l’ardua sentenza .
    Un consiglio . . . apra gli occhi e chiuda il becco .

    • Pimpiripettenus

      io vorrei essere NEL posto di rabarama… (su cosa si intenda per “posto” ai posteri l’ardua sentenza)

    • Carlo

      Ma quali posteri? Secondo lei queste sculture arriveranno ai posteri? E’ vero che attaccare la persona è sbagliato, ma questo clientelismo in palese conflitto con il più elementare buon gusto ha rotto. In tutti i campi.

  • Alessia

    Gentili sigg.
    Con queste critiche inutili evidenziate, ulteriormente la vostra chiusura mentale ma soprattutto la vostra ignoranza .
    Certamente le opere di Rabarama arriveranno ai posteri; intanto lei c’è e si vede, peccato per voi .
    Firenze poteva vantare il Rinascimento ( tanto di cappello a mitici artisti del ‘400) ma oggi anche quello si sta polverizzando .
    Miei fiorentini aggiornatevi altrimenti rischiate di fallire, no avete arte contemporanea, nè tanto meno conoscete ciò che è conservato nei depositi dei musei ,( parlo del Rinascimento, ecc. ), AGGIORNATEVI !!!
    La vita continua e voi ignoranti rimarrete .

  • i MITICI artisti

    Beh, dai, magari non “arriveranno” ai posteri, ma ai poster possono senz’altro ambire… In una bel soggiorno, magari, accanto agli angioletti michelangioleschi :)
    Perché tu cellai gli angiolilli nel soggiorni, nevvero? :)

  • Aristide

    Questo blog è frequentato per la maggior parte da coloro che vorrebbero essere artisti .
    In questi commenti si nota la gelosia e la cattiveria nei confronti di Rabarama .
    Non capisco questo accanimento .
    Io sono stato a visitare la mostra e mi è piaciuta, va’ detto che Rabarama e la galleria d’arte di riferimento hanno avuto un grande coraggio ad organizzare questo allestimento a Firenze ( città che a dir poco è in degrado) e che ancora oggi non conosce cosa sia la contemporaneità .
    Inoltre, a quanto so nonostante Rabarama sia figlia d’arte ha cercato di ” occultare” il suo nome con un’alias, proprio per non vivere di rendita .
    L’altro giorno a Forte dei Marmi ho visto anche la scultura monumentale in marmo collocata nella piazzetta, è una delizia unica .
    Grazie per l’arte che ci offri .
    Saluti
    Aristide .

  • LorenzoMarras

    Aristide profitto della situazione per domandarLe , naturalmente per gentilezza, come puo’ ognuno di noi percepire il fatto che un opera è contemporanea o non puo’ dirsi tale.
    Si , sembrera’ inopportuna detta domanda, ma si legge sempre di contemporaneita’ e mi creda , sara’ che da sardo dubito di ogni cosa, ma non riesco proprio a farmi una idea soddisfacente a cosa ci si riferisca , quando si scrive cosi’ insistentemente di CONTEMPORANEITA’.

    ringrazio per la sua solerzia che penso non manchera’ nel rispondermi.

  • Aristide

    Contemporaneità intendo, l’arte a noi contemporanea, quindi basta rinascimento, manierismo, ecc.
    Le opere di Rabarama per chi le conosce a fondo sono molto contemporanee .
    Addirittura ho sentito dire che le opere della suddetta artista non è arte perché sono troppo colorate, allora mi chiedo le opere dell’Acropoli non erano policrome ( colori arlecchino ) ? .

    • Dunque Aristide , la città di Firenze grazie all opera della rabarama può rendersi conto, insomma di essere fuori dalla contemporaneità. È cosi?
      Se si, non ritieni questo al contrario una limitazione Dell opera dell artista?
      Lo dico perché se ha bisogno di Firenze per definirsi contemporanea, tra poniamo dieci anni o più quella stessa opera seguirà Lo stesso destino del manierismo a lei contestato .
      È giusto?
      La contemporaneità di rabarama non poggia Su solide fondamenta , anzi, pare proprio che non esistano proprio.
      È così che stanno le cose?

  • ecc.ecc.

    Ari non è che tu abbia chiarito granché.
    “l’arte a noi contemporanea” scrivi; anzitutto “a noi” chi?, e “contemporanea” in che senso?, nel senso che deve essere stata realizzata in lasso temporale incluso tra data di nascita e data di morte di colui che ne fruisce? In questo caso, magari – e dato che poco dopo scrivi “molto contemporanee” – si potrebbe dire che il grado di contemporaneità è tanto più elevato quanto più l’anno di realizzazione dell’opera è prossimo all’anno in cui il fruitore si rapporta a tale opera: cioè a dire, ora ci troviamo nell’anno 2011, le opere realizzate nel 2011 saranno più contemporanee delle opere realizzate nel 2010…

    (perdonami se, mentre penso a te che pensi alla contemporaneità in questo modo, mi vien da ridere : )

    Poi dici anche “basta con rinascimento, manierismo”. E qui mi viene un dubbio… ma se nel 2011 qualcuno realizzasse un’opera manierista (tanto più che, io ho l’impressione, siamo proprio in un’epoca manierista)? Sarebbe un bel casino!

    • Bravo ecc.ecc. ora hai detto una veritá notevole : siamo proprio in un epoca manierista !

  • ecc.ecc.

    Sere, ne ho dette di ben più notevoli, è che non te ne sei accorto ;)
    per quanto riguarda una certa attitudine manierista del contemporaneo… mah, io ritengo che essa sia declinabile – in un certo senso – come la piena realizzazione del motto kosuthiano – cito a memoria – “l’arte è sempre un discorso sull’arte”.
    Trovo che, per varie ragioni (discorso lungo…) all’arte sia rimasta la possibilità di esistero solo entro una dimensione metalinguistica, autoreferenziale.
    Mi guardo intorno e vedo quasi sempre opere d’arte che hanno senso solo in quanto pensate come opere d’arte: al di fuori dello specifico contesto – di riferimento linguistico – artistico il loro valore intellettuale, culturale, concettuale che dir si voglia perde di forza, notevolmente.

    • ecc.ecc.

      aggiungo…
      l’interpretazione che tenta di cogliere il valore artistico di un’opera si svolge sempre più, quasi esclusivamente, collocando l’opera in una qualche storia dell’arte, riferendo sempre i suoi contenuti a ciò che l’ha preceduta. Se, per assurdo, si decidessere di fare a meno di qualunque concezione di “arte”, le “cose” che ora definiamo tali non avrebbero senso di esistere perché non avrebbero quasi mai la possibilità di competere – sul piano della forza, della profondità, e dell’ampiezza – con altri linguaggi.

      • Hai scritto bene. Togliendo a quelle opere i suoi Universali esse decadono in cose.

    • Certo che la modestia è il tuo forte eh!! ;-) :-)
      Comunque ,
      -l’interpretazione che tenta di cogliere il valore artistico di un’opera si svolge sempre più, quasi esclusivamente, collocando l’opera in una qualche storia dell’arte, riferendo sempre i suoi contenuti a ciò che l’ha preceduta.-
      non pensi che sia piú un problema della critica piuttosto che un problema dell’arte?

      -Mi guardo intorno e vedo quasi sempre opere d’arte che hanno senso solo in quanto pensate come opere d’arte: al di fuori dello specifico contesto – di riferimento linguistico – artistico il loro valore intellettuale, culturale, concettuale che dir si voglia perde di forza, notevolmente.
      A questo proposito e tornando ad un certo “manierismo” imperante io ho una mia idea : da un certo momento in avanti, diciamo dalla fine del xix secolo l’arte ha auto un mercato “diffuso” ( sia chiaro un mercato l’ha sempre avuto!) che si è sviluppato esponenzialmente sino a diventare il mercato eminentemente speculativo dei giorni nostri, governato da un sistema potente e chiuso. Il sistema si è reso conto che per sviluppare ulteriormente la “base” dei compratori non basta piú imporre le scelte a lui convenienti ma è necessario “andare incontro” ai gusti di un pubblico piú vasto. Da qui la promozione di lavori “manieristi” e la “caduta” di valore intellettuale e concettuale che dici tu, ovviamente è solo una mia idea, magari bislacca ;-)

  • ecc. ecc.

    Ritengo che la critica d’arte sia mediamente più che buona. Il problema risiede proprio nelle opere – ovviamente io parlo per ciò che vedo. Il punto è stabilire se sia un problema strutturale (magari legato all’emergere di linguaggi “antagonisti” più efficaci), oppure contingente.

  • LorenzoMarras

    ah senza dubbio , la Critica d’arte è non solo piu’ che buona ma dispone di una artiglieria concettuale in grado di dissuadere qualsiasi disturbatore.
    Peccato che la stessa sia solo una parte del tutto , che condivide con le altre parti lo stesso destino di mero ingranaggio il cui senso è riposto unicamente al di fuori delle parti.
    Per certi versi la critica ed insieme a lei la storia dell’arte, assomigliano nei loro processi alla stessa , frigida, valorizzazione capitalistica delle “cose”.

    Noi siamo di fronte ad un contigente ma di fronte ad un meccanismo perfetto che anche in caso di crisi si puo’ permettere ricambi in abbondanza , inclusi quelli cosidetti antagonisti , quando meditano di entrare nell’ovile e godere del caldo che fa sempre piacere dopo lunghe notti fredde e solitarie in montagna.

  • francois

    Mi viene da sorridere per non dire altro leggendo questi commenti insensati .
    Tutti sono bravi a parlare ma a realizzare le opere d’arte solo qualcuno ( Rabarama compresa) riesce a farlo .
    Quando il gatto non arriva al lardo dice che sa di rancido !!!
    Bye baby

  • ecc. ecc.

    Del resto chi non ha argomenti per replicare a quelli altrui è il gatto che chiama “gatto” l’interlocutore :)
    Un mondo di gatti, a quanto pare…

  • carlos cattafesta

    Trovo le opere di Rabarama molto belle.Mi dispiace vedere che questa artista sia cosi’ duramente attaccata da una parte della critica.Le parole dell’assessore alla cultura del comune di Firenze,tale Giuliano da Empoli,(che ha perso una buona occasione per stare zitto,avrebbe fatto una figura migliore)sono di una volgarita’ senza giustificazione.Probabilmente se Rabarama avesse avuto la tessera dei democratici di sinistra (visto il colore della giunta comunale)sarebbe stata certamente accolta in modo migliore.Poi ci stupiamo quando gli artisti italiani vanno a vivere e lavorare all’estero ,dove vengono piu’apprezzati che non in casa nostra.

  • flavio

    Sono sconvolto e disgustato dai toni della discussione: dietro la pretesa della critica e della difesa dell’arte, volano offese pesanti e calunniose non tanto all’artista quanto alla persona … Se per voi l’arte è questa, tenetevela pure.

  • rino

    Il problema di Rabarama è che non supporta i pensatori parassiti con manie di protagonismo essendo perfettamente autosufficiente. La massoneria dell’arte , quella dove conta chi Parla non chi Produce, critica chiunque sia riconosciuto Artista dal pubblico per il proprio lavoro e non per le “autorevoli” parole di un tizio appartente al sistema. Ma perchè i critici e i curatori non chiedono a questo “meraviglioso” governo di riconoscere un albo professionale così finalmente come i notai potranno sentirsi dei Padreterni per un lavoro che invece chiunque sia dotato d’intelletto e di conoscenza della materia potrebbe svolgere ..!?

  • C

    Premetto che non sono nessuno, nessuno che conta, non ho relazioni di alcun tipo né con l’artista né con l’amministrazione di Firenze e nemmeno toscana.

    Sono rimasta scioccata dai toni dell’ “articolo” e dei commenti (quelli offensivi in particolare) e anche dalle povere argomentazioni se posso aggiungere.
    Si parla del povero c.v. di un’artista, che si è presa carico delle spese in eccedenza, e dell’assessore, figlio di un famoso economista (http://en.wikipedia.org/wiki/Giuliano_da_Empoli), che da della raccomandata a questa artista, figlia d’arte, delle scelte della Acidini.
    Lettura un po’ superficiale dei sintomi di un sistema che ci sta portando nel baratro.

  • Raffaello Paiella

    ………………………………………….( r.p.)

  • face

    Forza Rabarama non mollare mai !
    Sei unica, alla faccia delle nullità .

  • Annamaria f.

    Complimenti Rabarama, mostra bellissima .
    Sono stata oggi alle Pagliere e c’era molta gente, questo mi fa molto piacere perché l’artista e l’organizzazione lo meritano .
    Mi sono innamorata di una tua scultura e di un tuo gioiello, chissà . . .
    Brava e continua così, perché ci fai emozionare !

    • hm

      ma ti fa più emozionare barabbama o irene grandi? dai diccelo .

  • Annamaria f,

    Probabilmente le sue opere non ti piacciono perché non puoi permettertele, visto che non sono per tutti, per fortuna !
    per quanto riguarda le miei emozioni, non sono affari tuoi per cui chiudo quel becco e cerca di essere meno ironico in special modo con persone che non conosci .
    Grande Rabarama

    • hm

      ci mancherebbe, nemmeno la mia collezione di fumetti di silver surfer è per tutti . se le tue emozioni non sono affari miei non scriverle in pubblico, grazie . valderrama vero artista! —> http://www.youtube.com/watch?v=Qtx6DBPVPhE
      barabba amara imitatrice dei supereroi, ma silver surfer rimarrà sempre di un altro pianeta a differenza di queste sculture scopiazzanti .

  • Serena

    Questa è la sensibilità e l’intelligenza che i fiorentini hanno nei confronti dell’arte e poi si lamentano che non ci sono musei .
    Magari la maggior parte delle critiche negative vengono espresse da coloro che non hanno nemmeno visitato la mostra .
    Vergogna !

  • Silvio Saura

    Salve a tutti. Intervengo solo ora per evitare equivoci: quel Silvio, ovviamente, non sono io. Non intervengo nella querelle perchè sarei di parte. Ma pochi di voi hanno conosciuto Dante.
    Silvio Saura

  • Massimiliano Tonelli

    Beh, su Rabarama c’è poco da essere di parte. Per gli artisti non ci sono parti e partiti, parla il curriculum. E Rabarama non ha un curriculum all’altezza per esporre in spazi pubblici di grandi città d’arte italiane. Punto e chiusa lì. O no?

  • …non proprio, caro Tonelli. “per gli artisti…parla il curriculum”, no! E spero proprio che questa non sia, in realtá, la tua opinione (ti renderebbe troppo omologabile al buon Politi… che, per altro, ultimamente sta lentamente cambiando rotta). Per un artista parlano i suoi lavori ! Il curriculum dipende da troppi fattori esterni e contingenti per essere un metro di giudizio valido ed accettabile. I lavori di Rabarama sono (e qui faccio un’eccezione alla mia regola di astenermi dalla critica) deboli e ripetitivi e son tanto piú deboli quanto piú son ripetitivi. Potrebbe anche avere il curriculum di Jeff Koons, ma non cambierebbe assolutamente nulla ( e infatti Jeff Koons ha il curriculum che ha!)

  • Massimiliano Tonelli

    Non facciamo gli ingenui. Non ho idea di come la pensi Politi, ma io penso che sui lavori e le loro qualità potremmo scannarci a vita, si tratta, come si dice di “gusti”. Sul curriculum, invece. Ci sono nell’occidente civilizzato 30 musei “significativi”? Tra questi ben 10, o magari 15 hanno acquisito negli ultimi anni le opere di Rabarama? Bene, Rabarama è una grande artista. Di questi, al contrario, neppure uno ha mai neppure valutato l’acquisizione? Allora Rabarama è una artista che non sta in quel circuito (e dunque non può stare neppure in piazza a Firenze; ammenoché Firenze non aspiri a trasformarsi in luogo iperprovinciale), Non capisco dove sia la difficoltà…

    E non ti preoccupare: se uno ha lavori deboli e ripetitivi il curriculum di Jeff Koons non ce lo avrà mai. Potrà raggirare uno o due direttori al mondo, ma non dieci, venti o trenta. Il sistema si regge così e si regge davvero bene, al di là delle critiche di maniera.

  • “Non capisco dove sia la difficoltà”
    non c’è nessuna difficoltà, caro Tonelli, almeno nell’ottica di chi afferma
    “Il sistema si regge così e si regge davvero bene, al di là delle critiche di maniera.”
    Ma se leggi i commenti della tua Artribune (e quelli dei migliori forums e blogs sull’arte e non solo in Italiani) forse ti sarai accorto che le critiche al sistema non sono cosí infrequenti e infrequentemente possono essere definite con sufficienza: “di maniera”. Questo sistema “che si regge cosí bene” assomiglia sempre piú ad un boss mafioso che si regge bene sino a tanto che i suoi sgherri fanno cantare le loro armi… sei anche tu uno di questi?
    È forse perhè si regge cosí bene che non ha un pubblico (come direbbe Luca Rossi, non le masse oceaniche ma almeno il minimo sindacale)?
    “il curriculum di Jeff Koons” è certamente un buon esempio di “curriculum” prodotto e gradito da questo sistema e, per quanto mi riguarda, questo è tutto dire!
    Ciao Tonelli e, mi raccomando, non farti venire “i fumi”, fa giá fin troppo caldo cosí ;-)

    • goodbye

      Anche i critici per poter criticare dovrebbero avere un minimo di conoscenza di storia dell’arte .
      Illustre rivista ? anche questo aggettivo è molto soggettivo !

  • Sereno caro peccato non abbia in curriculum. Sai nutrivo , non so se indegna, l’ambizione di scrivere qualcosa riguardante le tecniche di potere in ambito artistico in questa illustre Rivista.
    D’altronde sotto certi aspetti comprendo il necessario pragmatismo del dott.Tonelli.
    In tempo in società portavano il nome di referenze e ponevano in obbligo in capo al loro mittente in quanto parte del sistema.

  • serena

    Anche io posso finalmente dare un io giudizio ora che ho visitato la mostra .
    A me la mostra piace e le opere comunicano tante belle emozioni .
    Ho visto anche che c’era tanta gente e questo mi ha reso ancora più felice perché l’artista e le opere meritano .
    Grazie alla galleria di riferimento anche la città di Firenze respira un po’ di arte nuova e fresca .
    Speriamo che qualche opera rimanga in questa città !
    Serena

  • ELISA

    E’ proprio vero che la mostra di Rabarama è molto bella .
    Sono stata oggi e sono rimasta entusiasta delle opere in esposizione e non solo .
    Mi pongo un interrogativo : come mai la maggior parte dei commenti qui presenti sono negativi ?
    Suppongo che la maggior parte di questi commenti sono frutto dell’ ignoranza per non dire . . .analfabetismo che ahimè qui abbonda .
    Una città come Firenze non merita questo !
    Grazie Rabarama e a tutto lo staff dell’agenzia .
    Mi scuso per quest’ignoranti .
    Elisa

    • Carlo

      La maggior parte dei commenti sono negativi perchè noi, a differenza di lei, capiamo qualcosa di arte. Con “noi” intendo anche il direttore di questa rivista, a cui ha dato allegramente dell’analfabeta visto che il principale commento è il suo. Magari, tra una puntata di Amici e una di uomini e donne, si legga qualche pubblicazione di arte contemporanea vera, così la prossima volta saprà di cosa sta parlando. A proposito:

      “Suppongo che la maggior parte di questi commenti sono frutto dell’ ignoranza”. Congiuntivo, zero?

  • Ivana

    Peccato . . . ero abituata a quelle splendide opere in città, ora Firenze è ritornata vuota e senza speranze !
    E’ rimasta per caso qualche opera in città ( acquistata o donata ) ?
    Grazie ancora per il soffio di freschezza artistica che ci hai donato, grande Rabarama .

  • sandro

    Non sono un’esperto d’arte, mi sono ritrovato a vedere le opere di rabarama e devo dire che mi sono piaciute e mi hanno dato emozioni. Molto più di altre a cui gli esperti fanno inni di grandiosità.
    Probabilmente l’arte è cosa per pochi eletti, mentre il bello è del popolo. Ai grandi critici e cultori dell’arte, lascio sempre ben volentieri il portafogli vuoto, con una moglie che non dice niente nemmeno dopo ore che parla, a guidare una improponibile ZAVASTA, vestiti di infeltriti maglioni di un gusto discutibile. Continuerò a comprare solo quadri e sculture che mi piacciono, viaggiando a bordo della mia mercedes spider, con il mio maglioncino di cachemire alla moda ed accompagnato dalla mia affascinante signora con la quale discuto del bello e di ciò che ci piace, ad entrambi, senza criticare per forza gli altri. A volte far parte del popolo e non degli eletti ed acculturati grandi intenditori d’arte, ha i suoi risvolti piacevoli, basta poco per essere contenti e soddisfatti di possedere un’opera d’arte intesa tale solo perchè rispecchia il tuo personalissimo gusto e ti offre intime emozioni. Non posseggo un rabarama e, di quelli visti non ne avrei preso nessuno sebbene mi hanno convinto che, prima o poi, l’artista potrà creare il mio “rabarama”.
    Sandro

  • Ivana

    Buona sera .
    Opere sublimi, ovviamente non tutte .

  • Diego

    Da giovane appassionato d’arte, e non certo critico o esperto come la maggior parte dei presenti……credo che il commento più attento sia quello di ‘J’ in data
    25 maggio 2011 alle 09:52.

    La presente testata si propone (come scritto nel proprio progetto) di essere super partes. Beh, un titolo in cui si parla di ‘sorbettare’ (ma cosa vorrà dire??) è tutt’altro che super partes. E ovviamente può solo generare quanto si è letto. Va beh che non volete rimanere, a detta vostra, nel monotono ‘politically correct’, però…

    Ho sempre pensato che per qualsiasi forma d’arte e per qualsiasi artista, sia esso pittore, scultore, musicista o ballerino, sia di eguale importanza il giudizio prettamente tecnico, che ne valuti professionalmente la validità o meno, quanto quello profano mosso esclusivamente dall’emozione suscitata. E’ un dato di fatto che a molti Rabarama piaccia, me compreso. Se un artista, con le sue opere, suscita qualsiasi tipo di reazione ciò è positivo e dà un contributo all’arte e all’interesse che ne può derivare, se non altro poichè stimola la crescita, l’informazione e forse anche, eventualmente, un cambio di opinione…o l’esatto opposto!

    Io, profano, sono affascinato dalle opere di Rabarama e gradirei più imparzialità ed educazione. Voi, critici ed esperti – e mi riferisco a tutti i commentatori-, non mi avete ancora ‘spiegato’, perchè a questo dovreste servire, i motivi delle vostre critiche.

    Buon Natale a tutti.

  • rinaldo

    mi piace molto x me resta un’artista + brava in europa i miei complimenti!

  • Fotonique

    No, niente. Volevo solo mettere il commento numero 170 di questa notizia. Che però non li merita. Non la notizia, la protagonista…

  • Alessandra

    Alla faccia di chi ha criticato negativamente Rabarama .
    L’artista è sbarcata in America, dove si dedicherà per un progetto pluriennale .
    Scoppiate di invidia ignoranti .

  • Tiziana

    Molti anni fa ho conosciuto una grande critica d’arte che scriveva per il Sole24 ore…e a ad una cena “di artisti” e attori principianti mi disse a proposito dell’ambiente artistico: ” Oggi non serve il talento ma qualcuno che paghi per crearlo”.

  • Alessandra

    Quindi la tua cara amica è una di quella che si fa pagare scrivere cretinate .

  • Giacomo

    Leggo casualmente tutti i commenti esposti su Rabarama, essendomi imbattuto senza volerlo su questo portale. Commenti di un anno fa, che riletti oggi mi fanno dire ora più che mai che il tempo è signore e rimette ogni cosa al suo posto…Rabarama si accinge di questi tempi a trasferirsi negli USA ove ha stipulato dei contratti con musei locali per preparare le proprie sculture. Che dire? Rabarama può non piacere o piacere moltissimo (io impazzisco per lei), ma è innegabile che costituisca oggi un riferimento. La sua forza è la sua vituperata ripetitività (concetto comunque su cui si potrebbe discutere), perchè se ognuno ha un marchio o uno stile, il suo certamente è quello di ribadire con ostinazione che i suoi uomini tutti uguali,pensierosi e ricoperti di pezzi di puzzle siamo noi uomini che in fondo non cambiamo mai, perchè un uomo alla fine è solo un uomo. A me piace vederla così.

  • Alex

    Di certo un’artista che solleva un tale vespaio ha già raggiunto il suo scopo. In altre parole quel successo che molti le negano!

  • Antonella

    bravo tonelli!

  • Klaud

    Un’artista sulla cresta dell’onda come Rabarama
    non dovrebbe vendere le sue opere tramite gallerie d’arte?
    Che a cadenza mensile ci sia un’infornata di decine
    di ‘pezzi’ nella solita televendita, mi dà da pensare…
    E poi, perché vendere a prezzi scontati opere nuove?
    Di solito si scontano opere vecchie e dei periodi meno
    felici, artisticamente parlando.
    Infine, sarebbe opportuno che si certificasse il numero di opere
    di ogni artista, anche vivente, perché non sia mai che qualcuno
    si sia portato avanti con il lavoro, chessò, magari al 2089!…

  • kiss

    Buongiorno,
    Rabarama vende le opere tramite gallerie d’arte .
    L’ho vista a Pietrasanta, una scultura meravigliosa .
    Io ho una sua opera ed è certificata .

  • gimg

    Tra poter essere esposta in un vero museo che conta storicamente e sembrare un pezzo da museo nel salotto di casa c’è la differenza tra un artista, ed un grosso biscotto costoso.
    Rabarama come Berlingeri del resto (altro cavallo rampante della scuderia Dante Vecchiato) devono il loro successo al fatto che le loro opere, sembrano da museo. Sembrano opere d’arte vere e proprie. La verità invece è che coinvolgono il cattivo gusto, cioè lo incontrano, cioè la peculiarità di questi come di molti altri artisti di questo tipo è di giocare sull’ignoranza e sul gusto dell’orrido, sul cattivo gusto dilagnte come quello di chi si arreda la casa con le statue di grossi felini o riproduzioni di sculture romane, colonne greche eccetera eccetera, cioè case i cui proprietari amano sentirsi come in un museo. Allora la bravura dei mercanti che sostengono questo tipo di artisti, è di fornire una pezza di appoggio per giustificare un esborso economico. Cioè farli apparire in qualche sala di qualche museo secondario, spesso pagando, per pubblicare e diffondere l’evento come se fosse un evento culturale.
    Il biscotto è servito. C’è chi compra queste schifezze e le posiziona in pandantif col colore del drappo del tendaggio pensando dia aver comprato Lucio Fontana o Giacometti…
    La madre dei cretini è sempre incinta.

  • gimg

    Per esempio, mi hanno raccontato di una signora ricca ed “eccentrica” che collocava i fagotti di Berlingeri sul divano, proprio come dei veri e propri cuscini… che eclettismo! Che fantasia…
    Credo che avere un’ opera di Rabarama equivalga poi ad avere la statua di un grosso felino, un giaguaro gigante che troneggia nel salone. Coloratissimo.
    Una pantera!
    Cioè il livello artistico è quello. Molti ricchi sono spesso eccentrici ma non capiscono di arte, tanto che si debbono rivolgere a dei “consulenti”.
    Per esempio una scultura di Rabarama me la figuro bene nella casa di qualche stilista famoso che propone tessuti leopardati e scarpe di coccodrillo.
    Ma l’arte è una cosa diversa, non è mai di cattivo gusto, nenache la merda di Manzoni.
    La differenza per esempio con le sculture di Cattelan, è che le sculture di Cattelan, come la merda di Manzoni implicano un coinvolgimento intellettivo prima che estetico. Rabarame e Berlingeri invece, hanno soltanto un’estetica che esalta ed emoziona per il fatto che sembrano costosi e museali…
    Per il resto invece: Scimmiottano malamente un’opera d’arte.

    • Lucia

      Buongiorno,
      Non riesco a capire come si permette il sig.gimg a stilare un commento del genere .
      Si rende conto di ciò che ha scritto, penso solo che sia una persona prepotente come pochi .
      A questo punto non ha offeso solo l’arte dell’artista in questione ma bensì tutti coloro che hanno una collezione .
      Chi ha soldi si rivolge esclusivamente ai consulenti ?
      Confermo che la mamma degli ignoranti è sempre gravida .
      Lucia

  • gimg

    signora Lucia,

    Che la mamma degli ignoranti sia sempre gravida è il principio al quale si affidano coloro i quali, spacciando per arte quelle “cose” grottesche, si riempiono il portafogli dei vostri risparmi, consegnandovi il “nulla” artisticamente parlando.

    Gianluca

  • Antonio

    Mi sembra che tutta la questione si possa ridurre al fatto che Rabarama ha ritenuto Telemarket un mezzo efficace per farsi conoscere. Ma dal momento che Telemarket – questo è il punto essenziale – è al limite dell’imbroglio, con dei banditori che vendono qualsiasi cosa passandola per artistica, ecco che ne discende come logica conseguenza che tutti gli artisti proposti dalla suddetta rete non sono tali. Premesso che non parteggio nè per Telemarket, nè per Rabarama, ma sono solo un osservatore delle varie trasmissioni televisive, fra le quali quelle di Telemarket, vorrei chiedere a chi disprezza questa rete, se chi vende un prodotto, qualsiasi esso sia, dice in pubblico: “questo che vi voglio vendere è una emerita schifezza, io non la prenderei nemmeno se me la regalassero”; è logico che per loro tutto è un capolavoro, tutto è fantastico. Sta poi a chi vuole fare l’acquisto che deve essere accorto e acquistare solo se ne vale la pena. In televisione hanno venduto pezzetti di legno contro il malocchio e c’è chi li ha acquistati. Almeno Telemarket il prodotto te lo fa vedere anche a casa e solo se ne sei convinto lo acquisti. Loro sono aperti per il pubblico anche direttamente a Roncadelle, la roba la vedi, la tocchi e se ti piace la acquisti.
    Piuttosto io sono contrario ai grandi sconti che fanno, perchè c’è chi ha acquistato a prezzo pieno o quasi, da loro o altrove, e poi vede cose simili andare via a prezzi ridotti e questo non lo trovo giusto.

    • Klaud

      Sulla competenza del pubblico non metterei la mano nemmeno su un calorifero, figuriamoci sul fuoco!
      Quando ti vedi proporre un quadro orrendo fatto passare per opera del Solimena, ebbe’… se conosci appena l’opera del suddetto non ci caschi, ma ugualmente trovo inaccettabile che si sparino nomi a vanvera, perché alla fine qualcuno ci cascherà.

  • gimg

    Antonio io sono stato anche cliente telemrket per altre cose/artisti etc etc, quindi non è che disprezzo telemarket anzi… disprezzo invece il cattivo gusto e anche Orler con artisti come Mojo o De Lutti o Nunziante o Paul Kostabi va davvero incontro al cattivo gusto ed all’ignoranza di chi non ci capisce nulla ed è convinto di comprare grandi artisti… anzi dovessi scegliere, la scuderia di Telemarket è secondo me migliore rispetto a quella di Orler che davvero non ha NESSUN artista valido a contratto, secondo me, sono tutti biscotti. Telmarket almeno ha Mambor, che seppur ritengo abbia commesso un errore ad accompagnarsi alle televendite, quantomeno è un grande artista.

    • Antonio

      Io abito a pochi Km da Abano T., dove Orler ha una bella galleria. Dal 1981 vado di tanto in tanto a fare un giro e devo dire che non mi dispiace quello che ha in esposizione. Anni fa teneva sculture di Pomodoro, quadri di Borghese, Masi e Treccani. Ultimamente vedo molto Nunziante, che non mi dispiace ma secondo me è sopravvalutato. Non ho mai seguito trasmissioni televisive di Orler, per cui non conosco la differenza tra Telemarket e Orler. Ad ogni modo, io difficilmente acquisto per televisione. Preferisco andare personalmente nelle gallerie e vedere cosa hanno da proporre. In questi anni ho visto proporre di tutto e poi molti di questi artisti sono scomparsi dal circuito all’improvviso, come Musante, Beraldo, Sughi e altri.
      Per quanto riguarda Rabarama staremo a vedere cosa succederà. Non vorrei che dietro a tante polemiche ci sia ancora un discorso sessista, per cui se una donna emerge in un campo deve per forza darla a qualcuno; credo che le donne siano in grado di raggiungere grandi traguardi anche senza arrivare a compromessi. Tengo a precisare che non conosco Rabarama, per cui non so quali siano i suoi rapporti con la gente “che conta”. Io faccio un discorso generale, facendo rientrare anche Rabarama, dicendo che è ora di finirla con il pensare la donna come qualcosa da lanciare nei vari campi (artistico, sportivo, culturale e lavoristico in gwenere) solo dietro compenso sessuale.

  • max b

    Scusate la mia atavica ignoranza ma a me alcuni pezzi di rabarama emozionano, li trobo forti di significato. Questo mia affermazione e’ puramente emozionale ma vorrei capire, poche non sino ne esperto ne milionario, se acquistare un rabarama a 3\4 mila euro sia o meno un buon affare. Rimetto il giudizio a chi e’ sicuramente piu,’ esperto di me

    • Klaud

      Quello che mi lascia perplesso di Rabarama è l’estrema ripetitività ‘del’ soggetto.
      Stesso discorso per Faccincani: quante migliaia di opere similari hanno sfornato?
      Che emozione se Carrà avesse dipinto quattro o cinquemila ”Idoli ermafroditi”!…
      Più che creatori di opere d’arte sono allevatori di polli in batteria.

  • Ludovica

    Ciao Max,
    3 000,00 / 4.000,00 € prendi un multiplo di Rabarama .
    Secondo me è meglio andare dalla galleria di riferimento e non acquistarla da Telemarket, in quanto loro le opere le trattano come qualsiasi merce .
    Io ho acquistato da poco un’opera di Rabarama a Pietrasanta dove c’è la Vecchiato e devo dire che sono molto soddisfatta .

  • carlos

    Ho comprato due oli su tela di Rabarama,e a dispetto di tutte le critiche compresa quella feroce del “signor” Giuliano da Empoli (emerito sconosciuto) sono pienamente soddisfatto.Sono due opere molto belle che riescono a emozionarmi ancora oggi a distanza di anni.Consiglio di comprare le opere di questa artista direttamente a Padova dove ha sede la galleria che l’ha seguita fino ad ora,dove si trovano le sue poere migliori.Ora Rabarama andra’ in USA,non mi meraviglierei se si trasferisse la’ definitivamente come hanno fatto gia’ molti altri artisti nostrani,ma da noi e’ cosi’ non c’e’ da stupirsi.

  • giuliano perezzani

    Carlos,sono convintissimo che bastava la metà di quanti ne hai presi perché così ne avresti avuto solo uno di troppo.

  • Paolo

    Devo constatare che da oltre un anno si dibatte tra i pro e i contro Rabarama. Tutte le persone che sembrano esperte in materia denigrano Rabarama, quelle che sembrano meno esperte esprimono pareri discordanti dai primi. Non sono un esperto e non posso dare giudizi tecnici sull’artista, però voglio esprimere un mio modesto e limitato concetto personale. Credo sia molto importante che più gente possibile si avvicini al mondo dell’arte. Apprezzare un concetto, un’ emozione che gli artisti vogliono comunicare mi sembra un grande traguardo. Se Rabarama riesce a catalizzare anche solo 100 persone che prima non avevano interesse per la scultura, mi pare già un grande traguardo. Ogni mezzo che permette di avvicinarsi all’arte deve essere ben accetto. Se è vero che “la belezza salverà il mondo” ben vengano artisti come Rabarama. La sua arte non sarà apprezzata da molti, ma a molti altri piace. Il tempo poi sarà garante, dirà con certezza se si trattava di una fuoriclasse o di una meteora.

  • Andrea

    Visto che se ne parla molto :) vi segnaliamo un’occasione per ascoltare Rabarama in prima persona, riguardo alla sua carriera, ala sua vita e a cosa sta per accadere nel prossimo futuro, grandissime novità:

    Venerdi’ 21 Dicembre 2012
    dalle ore 22.00 sulle seguenti emittenti:
    CANALE 130 (Channel 24)
    CANALE 127 (Canale Italia)
    CANALE 138 (Air Channel)
    e su http://www.vecchiatochannel.it

    Grazie

  • Walter

    Ho letto commenti di tutti i generi, a volte puramente personalistici al solo scopo di tutelare i propri interessi “attaccando” la concorrenza per rivalutare i propri pittori e ribadisco PITTORI, altri decisamente ricchi di prevenzione e di totale ignoranza sia cognitiva che mercantile. Personalmente trovo l’opera di Paola Epifani molto interessante degna di un’ARTISTA e ribadisco ARTISTA destinata a successi ancora più eclatanti. Chi asserisce dopo aver acquistato un’opera di Rabarama che riguardi la quadreria o la scultura, di aver acquistato un bidone è persona in malafede oppure soggetto che non ha la disponibilità economica per possedere un “pezzo” della stessa. La biografia dell’artista naturalizzata padovana è già abbastanza ricca da far invidia ai numerosi “crostaroli” proposti a cifre assurde da altri galleristi cui non faccio menzione per carità di patria. Ultima annotazione che da sola merita rispetto…rivalutazione di ARTEPRICE dell’artista RABARAMA negli ultimi 10 anni +1176%. Dedicato a chi argomenta di arte ma di essa conosce solo il proprio orticello.

  • Andrea

    Scusate se torno ancora sull’argomento, ma visto che la discussione continua, credo sia utile fornire a tutti dei dati oggettivi ed evitare di entrare in polemiche basate su considerazioni solamente personali.

    Un dato è sicuramente quello riportato da Walter nel post precedente (rivalutazione di ARTEPRICE dell’artista RABARAMA negli ultimi 10 anni +1176% – dato verificabile accedendo al sito http://www.artprice.com).

    Altro dato oggettivo è che collezionisti di rilevanza mondiale credono nell’arte di Rabarama: l’esempio più eclatante, rivelato alla fine del 2012, è quello di Guy Laliberté (per chi non lo conoscesse, è il proprietario del Cirque du Soleil http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Lalibert%C3%A9) che ha commissionato all’artista una serie di sculture anche monumentali) site-specific per un’isola da lui acquistata nella polinesia francese.

    Inoltre nel marzo 2013 a Las Vegas vi sarà uno spettacolo del Cirque du Soleil ispirato all’arte di Rabarama e con alla fine la messa all’asta di una sua scultura a scopi di beneficienza.

    Queste novità confermano in maniera oggettiva il successo che Rabarama sta riscuotendo a livello internazionali e la fiducia che hanno nella sua arte i maggiori collezionisti nonché l’entrata del suo “stile” nell’immaginario collettivo.

    Poi ovviamente ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni a livello d’arte, ma i fatti sono questi.

  • Cholo

    CHI VIVE D’INVIDIA MUORE DI RABBIA! Paolè 6 la N1

  • 4ep

    che noia, ma che noia

  • Andrea

    Estate Rabarama: l’Artista Ritorna in Toscana con le sue Opere Monumentali
    Da Pisa a Forte dei Marmi a Lucca, inizia il 14 Giugno (ore 18.00) con la presentazione in anteprima di nuove sculture monumentali in marmo all’aeroporto internazionale di Pisa, un intenso periodo di esposizioni di Rabarama (http://www.rabarama.com) in Toscana, dopo il grande successo del 2011 a Firenze.
    L’iniziativa “Volarearte” è stata la prima manifestazione ufficialmente organizzata dalla Fondazione Henraux, costituitasi nel 2011 e di cui fanno parte l’Henraux spa di Querceta, azienda leader nel settore lapideo fondata nel 1821, la Provincia di Lucca, i Comuni di Seravezza, Stazzema e Forte dei Marmi. Un’iniziativa di alto livello culturale, realizzata in collaborazione con Società Aereoporto Toscano (SAT), e che in linea con le finalità statutarie volte alla valorizzazione e allo sviluppo del marmo apuo‐versiliese, della sua lunga tradizione di arte e di mestiere, presenta al pubblico internazionale, in arrivo e in partenza tutti i giorni nell’aeroporto pisano, una serie di sculture presentate secondo un progetto site-specific con cadenza biennale e realizzate appositamente nell’atelier della ditta Henraux a Querceta.
    Nel 2013 prende vita la seconda edizione dell’evento “Volarearte”, che vedrà protagonista l’artista Rabarama, con un nuovo progetto dislocato in tre luoghi differenti ma tutti strettamente e culturalmente connessi tra loro: la città di Pisa, la città di Forte dei Marmi e la città di Lucca.
    Il 14 giugno, presso L’aeroporto di Pisa, verranno esposte ed inaugurate cinque sculture, di cui due in bronzo e tre in marmo appositamente studiate dall’artista per il sito espositivo dei giardini di entrata dell’aeroporto e prodotte dalla Henraux S.p.A. in collaborazione con lo Studio di Scultura Massimo Galleni di Pietrasanta. Le opere in marmo rappresentano la realtà produttiva delle cave sul Monte Altissimo, la montagna di Michelangelo, già coltivate dai Medici e note in tutto il mondo per i loro marmi arabescati e per i pregiatissimi statuari.

  • Cholo

    FANTASTICA RABARAMA

  • Feda Calì

    Leggo:
    vale non vale…; chi dice, chi contraddice…; è una meteora, non è una meteora…; il mercato di qua, il mercato di la…; multipli, non multipli…;
    Chiedo:
    avete mai guardato una sua statua da vicino? Toccata, accarezzata, assaporata con gli occhi quasi socchiusi come per riconoscere una sensazione?
    Ogni opera d’arte non risponde alla domanda “Quanto vale?”, “Come sarà il suo futuro sul mercato d’arte di domani?” “E’ un buon investimento?” ma bensì “Quale emozione mi da?” oppure “Cosa mi comunica?”
    Bene chiarito questo chiedo:
    Quante opere ha creato in totale Rabarama?
    Quante di queste sono rimaste invendute?
    Quante menti rispondono “so chi è” all’udire il nome -“Rabarama”-
    Le parole sono zero i fatti contano.

  • Franco Zamarco

    ogni persona ha il diritto di pensare di essere un artista, al di la del fatto che un ” sistema ” lo riconosca…

    https://sites.google.com/site/zamiart/

  • federica

    Non saprei quasi da dove iniziare… devo dire che questo articolo mi ha fatto davvero rimanere male perchè, al di là dell’opinione soggetiva al riguardo, non si può mettere in dubbio che dal punto di vista oggettivo Rabarama sia una artista, che si esprime secondo la propria sensibilità e attraverso le sue opere punta a suscitare delle emozioni nel pubblico. Ognuno ovviamante tende a percepire emozioni diverse, e può darsi che qualcuno possa trovare il suo stile sgradevole nonostante l’indubbia armonia delle figure, ed il significato dell’opera… ma questo, ripeto, è un giudizio soggettivo che in articolo per una testata giornalistica, non dovrebbe trapelare (almeno, questo è ciò che so, mi scuso se sono nel torto). Inoltre credo che l’opera di Steward Johnson ” Awakening” che qui viene ritenuta “immonda scultura” sia stata davvero maltrattata… ci vedo dei rimandi all’antichità, alle leggende norrene… non capisco come una persona competente come l’autore dell’articolo non sia riuscito a “sentire” l’opera.