Nuovi distretti milanesi?

Quattro gallerie milanesi decidono assieme inaugurazioni e finissage delle loro mostre (e fondono le loro mailing list!). Da Pae White a Simon Fujiwara, da Neil Beloufa alla collettiva Minimal Optical. E i rispettivi spazi che hanno aperto le porte durante il MiArt. Per nuovi (?) percorsi di visita in un ambito di alleanza: Kaufmann Repetto, Giò Marconi, Conduits e Zero…

Pae White - A piece of the almost grey sky... - veduta della mostra presso la Galleria Kaufmann Repetto, Milano 2011

L’8 aprile 2011 il MiArt ha aperto i battenti al pubblico e quattro gallerie milanesi han deciso di inaugurare insieme, anche se in tre aree diverse della città. Interessante anche il fatto che abbiano scelto di comunicare opening e finissage fondendo le loro mailing list, sebbene le scelte allestitive ed espositive non convergano in alcun modo. Rispettando così il programma e dunque l’identità di ogni singolo spazio.

Pae White - A piece of the almost grey sky... - veduta della mostra presso la Galleria Kaufmann Repetto, Milano 2011

In zona Moscova, nelle sale della Galleria Kaufmann Repetto, l’americana Pae White (Pasadena, California, 1963), artista già proposta alcuni anni fa nella sede di via dell’Orso, torna a sospendere gli spazi con i suoi colorati mobile. L’artista, con A piece of the almost grey sky…, svolge la propria capacità di mistificare le forme utilizzando le pareti e la loro aria in mezzo come supporti scelti. Superfici da dividere fra arazzi fumanti e riquadri di argilla incisa.

Neïl Beloufa - Changes of administrations - veduta della mostra presso la Galleria Zero..., Milano 2011

A Porta Venezia, invece, negli spazi industriali della Zero…, Neïl Beloufa (Parigi, 1985), con Changes of administrations, installa un video-set, tra green screen, frammenti di pannelli di compensato e oggetti presi direttamente dal quotidiano. Strutture e metafore tese a svelare i meccanismi della finzione. Gli spazi della galleria impongono un percorso stretto perché segmentati da pannelli e frammenti di lastre che suddividono la visione dei lavori come schegge di un caleidoscopio.

Simon Fujiwara - Phallusies (An Arabian Mistery) - veduta della mostra presso la Galleria Giò Marconi, Milano 2011

Nella stessa via, ma a qualche numero civico di distanza, Giò Marconi propone la personale del giovane Simon Fujiwara (Londra, 1982; vive a Berlino e Londra). Negli spazi posti alla destra dell’ingresso, l’artista mette in scena Phalluseis (Un Mistero Arabo), una personale dai toni epici e canzonatori assieme. Le sale restituiscono ai visitatori la ricostruzione topografica di una vicenda: la scoperta archeologica di un fallo di pietra, tra le fondamenta di un museo in costruzione nel deserto arabo. Fatto divenuto tabù a causa della religione islamica.
Infine, in zona Isola, di tutt’altro carattere, Conduits di Gea Politi completa i vertici del quadrilatero presentando una collettiva visionaria dal titolo Minimal Optical.

Ginevra Bria

fino al 21 maggio 2011
Pae White – A piece of the almost grey sky…
www.kaufmannrepetto.it

fino al 21 maggio 2011
Simon Fujiwara – Phallusies (An Arabian Mistery)
www.giomarconi.it

fino al 14 maggio 2011
Neïl Beloufa – Changes of administrations
www.galleriazero.it

fino al 21 maggio 2011
Minimal Optical
www.theconduits.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Haber

    Si alleano per fare cosa oltre a concordare l’orario di opening? Vogliono avere potere contrattuale con le fiere? Con le riviste per la pubblicità? Con le fiere straniere? Cosa?

  • Liudmilla

    Vogliono pagare meno con le fiere, secondo me.

  • jones

    Non vendendo hanno pensato bene di allearsi per vemdere allo stesso collezionuista 2 al preezzo di 1??!!

  • caro jones vendessi tu come nendono marconi e zero….

  • Gionni

    Se non vendono loro, allora non vende nessuno in Italia…

  • marta jones

    Forse una vera indagine sui bilanci di queste ‘realta’ economiche’ potrebbe rilvelare risvolti inaspettati….ma tanto nessuno si rivelera’ mai, quindi continuiamo ad illuderci che siano realta’ ‘portanti’ dell’economia!! Io preferisco continuare a vivere prodotti reali, non illusori….

  • cara marta jones tu ti illudi… vendono vendono….

  • Barile

    Non capisco, è ovvio che vendano. Poiché hanno artisti di qualità, anche di elevata qualità, i collezionisti non possono non rivolgersi alle due gallerie citate da aldo.
    Le ‘gallerie’ di arte contemporanea sono queste (aggiungiamo De Carlo, ovviamente, ed altre due o tre, e abbiamo chiuso il cerchio delle migliori gallerie italiane). Dove dovrebbero acquistare, di grazia, Marta Jones? Mai stata ad Art Basel?

  • Niko

    Non è semplicemente unire quindi allargare ad ampio raggio la comunicazione ? Il vendere ( quiz) – a parte canali personali e internazionali…(!?)-senza una una comunicazione efficace …e le scelte no?

  • Pingback: Neïl Beloufa. Il mondo in una stanza | Artribune()