L’esperienza di Signals London in una mostra firmata kurimanzutto e Thomas Dane Gallery a Londra

Si svolge fino al 21 luglio la mostra che ripercorre la storia della galleria sperimentale di David Medalla, Gustav Metzger e Marcello Salvadori. Ne abbiamo parlato con José Kuri che ha ideato il progetto.

Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery
Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery

“Essere in grado di re-immaginare alcuni aspetti chiave dell’esperienza di Signals è stato il nostro sogno per molto tempo. Siamo grati alla Thomas Dane Gallery per aver abbracciato questa idea e per averci ospitato a Londra in un momento così importante. Non vedo l’ora di ospitare Thomas Dane e Francois Chantala in Messico l’anno prossimo, dove sono sicuro che il pubblico riconoscerà e abbraccerà la loro visione “. A parlare con Artribune è José Kuri, fondatore di kurimanzutto, galleria nata nel 1999 a Città del Messico grazie all’impegno di Mónica Manzutto, dello stesso Kuri (la fusione dei nomi dà vita al brand) e da un gruppo di 13 artisti, tra i quali Gabriel Orozco. E che fino al 21 luglio porta un proprio progetto curatoriale a Londra, negli spazi della galleria di Thomas Dane, con cui collabora da tempo. Nome stranoto ormai in Italia, Dane si è distinto nell’ultimo anno per l’apertura di un nuovo spazio a Napoli, un evento pietra miliare per l’arte italiana, che Artribune ha raccontato ampiamente.

Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery
Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery

LA COLLABORAZIONE

Un gallerista instancabile Dane, che ora, senza bisogno di cornici progettuali nate dall’alto come per esempio la degnissima fiera Condo, si lancia in un progetto di collaborazione con una galleria lontana chilometri a livello geografico, ma molto poco se parliamo di obiettivi e sentimenti. Kurimanzutto, che ha da pochissimo inaugurato la sede a New York, non lesina negli spostamenti e lascia presagire, stando a quello che racconta il fondatore José, un prossimo sbarco di Dane & soci in Messico nel 2019. Il progetto che i due presentano invece a Londra è Signals: If You Like I Shall Grow, raccontando l’esperienza della rinomata galleria Signals London negli anni tra il 1964 e il 1966, avamposto (anche) dell’arte Latinoamericana a Londra. Fondata dagli artisti David Medalla, Gustav Metzger e Marcello Salvadori, è stata grande fonte di ispirazione per kurimanzutto.  Celebrata a livello internazionale per la serie di mostre personali che ha ospitato, con artisti del rango di Lygia Clark, Jesus Rafael Soto e Mira Schendel, Signals London ha anche organizzato importanti collettive, pensate come strumento per creare connessioni estetiche e relazionali tra le avanguardie internazionali che attraversavano in quel periodo il mondo dell’arte, a livello globale.

Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery
Signals London, courtesy kurimanzutto e Thomas Dane Gallery

GALLERIE CHE PARLANO DI GALLERIE

Gallerie che riflettono sulle storie dell’arte. Omaggi per indagare la propria storia e riflettere sul formato, oggi oggetto di grande discussione critica, della galleria. Ma servono queste storie eroiche per costruire un presente e un futuro, ed ecco, che l’accoppiata britannico messicana, serve al pubblico una ampia selezione di artisti (dalla Clarck a Gianni Colombo, da Takis a Fred Bazler, da Antonio Calderara a Brian Stones) ed opere per raccontare il progetto concepito da Kuri nel 2016 e curato da Isobel Whitelegg, studiosa di questa esperienza. Artista (e fratello di José Kuri), Gabriel Kuri ha commentato: “Ho incontrato David Medalla a Londra nel 1994 e sono rimasto estremamente colpito dal suo approccio anarchico e organico, diretto e preciso, in merito alla creazione artistica” Signals, che nacque come derivazione del Centre for Advanced Creative Study  si trovava nel West End: oltre alle mostre, questo avamposto d’arte Latino Americana, connessione con l’altro lato del mondo, produceva l’influentissimo Signals Newsbullettin (che il progetto di kurimanzutto in qualche modo riproduce).

LA STORIA DELL’ARTE

Grazie a Signals artisti come Soto e Camargo hanno avuto l’opportunità di creare mostre su larga scala e sperimentare, misurandosi con città come Londra e Parigi, cosa che ancora non avevano potuto fare. I primi due Pilot Shows, piccole mostre tenutesi a Cornwall Gardens, prima ancora del trasferimento a Wigmore Street, erano frequentati da quasi 7000 persone, secondo i registri tenuti da Medalla. Signals incapsulò l’atmosfera all’avanguardia a Londra in quel periodo. Il carattere dello spazio era cosmopolita, sperimentale e interdisciplinare. Queste qualità non sono mai state riconosciute dalla storia dell’arte britannica. Di fatto, l’intera letteratura storica e la produzione espositiva si sono occupate di costruire una immagine nazionale dell’arte britannica spostata ad una visione tradizionalista e borghese della pratica”, scriveva Guy Brett, più o meno, in Exploding Galaxies. The Art of David Medalla (1995). Fino ad ora, possiamo dire. Ecco le immagini di questa bella e importante mostra.

Santa Nastro

Londra// Fino al 21 luglio 2018
Signals London: if you like I shall grow
Kurimanzutto & Thomas Dane Gallery
3 & 11 duke street st. james’s London
www.thomasdanegallery.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.