La galleria messicana kurimanzutto inaugura una sede a New York durante la Frieze art week

Una delle gallerie messicane più importanti ed attive sul piano internazionale, che per anni non ha avuto una sede fissa, inaugura uno spazio nell’Upper East Side durante Frieze New York…

Abraham cruzvillegas - Autoreconstrucción - kurimanzutto New York
Abraham cruzvillegas - Autoreconstrucción - kurimanzutto New York

È uno dei progetti curatoriali più interessanti degli ultimi venti anni. Nato come galleria mobile fondata da José Kuri e Mónica Manzutto ed una trentina di artisti per promuovere l’arte contemporanea messicana, kurimanzutto è ormai una realtà assolutamente da establishment ed è pronta ad avere la sua consacrazione internazionale durante l’art week legata alla prossima Frieze New York, che aprirà al pubblico il 3 maggio.

KURIMANZUTTO

José Kuri e Monica Manzutto
José Kuri e Monica Manzutto

Inaugurata nel 1999 a Città del Messico da due art dealer, in un periodo in cui in Messico c’era ancora poca attenzione per l’arte contemporanea, kurimanzutto, che inizialmente non aveva neanche uno spazio fisico, è oggi una delle realtà culturali più importanti del paese. La sua fortuna è stata quella di raccogliere intorno a sé una trentina di artisti messicani, tra cui Gabriel Orozco (Xalapa, 1962) che, ai tempi, era già da una decina d’anni sulla scena dell’arte internazionale, ed ha notevolmente contribuito con la sua fama al salto di qualità. Il fatto di non avere uno spazio e, quindi, di essere una realtà nomade al cento per cento sul territorio, era dovuto all’inizio alla mancanza di fondi ma ben presto è diventata una chiara scelta curatoriale.

LA SCELTA DEGLI SPAZI

Evitare il più possibile il modello del white cube, tipico delle gallerie internazionali, per occupare spazi disparati in tutto il tessuto urbano di Città del Messico è sempre stato un principio alla base della galleria. La prima mostra, intitolata Economía de Mercado, è stata allestita per solo 24 ore in un mercato coperto di Città del Messico. Una mostra piccola ma che includeva una generazione di artisti che presto sarebbe esplosa sulla scena internazionale: Abraham Cruzvillegas, Damián Ortega, Daniel Guzmán, Gabriel Kuri, Minerva Cuevas, Fernando Ortega, Jonathan Hernández. Ha partecipato alla prima mostra anche l’artista di origini thailandesi Rirkrit Tiravanija. Da quel momento in poi le esposizioni di kurimanzutto sono state ospitate dai luoghi più disparati: supermercati, aeroporti, appartamenti privati. Negli anni il gruppo è cresciuto notevolmente e comprende artisti internazionali come Adrián Villar Rojas, Gabriel Sierra, Leonor Antunes, Danh Vō, Apichatpong Weerasethakul, Nairy Baghramian, Roman Ondake Haegue Yang. La galleria vera e propria, intesa come spazio fisico fisso, è stata aperta “solo” nel 2008.

LO SPAZIO A NEW YORK

kurimanzutto New York non è altro che un’estensione della galleria di Città del Messico. Invariata la mission legata alla promozione degli artisti, in particolare messicani, che rappresentano ancora il nucleo più cospicuo per la galleria, in tutto il Nord America. Il nuovo spazio, che sarà inaugurato il prossimo 3 maggio, durante la settimana di Frieze New York, è situato nell’Upper East Side. In attesa dell’apertura ufficiale kurimanzutto New York presenta, dal 2 aprile al 12 maggio 2018, un’installazione di Abraham Cruzvillegas (Città del Messico, 1968) che nasce dal progetto Autoconstrucción, realizzato in collaborazione con gli abitanti dei quartieri a rischio delle grandi metropoli come favelas e baraccopoli. L’opera ruota intorno ad una serie di oggetti, trovati per caso nei posti più disparati e riciclati dalle comunità locali, che sospesi in tutto lo spazio espositivo.

– Mariacristina Ferraioli

kurimanzutto New York
22 East 65th Street, New York

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.