Lo studio di Modigliani in realtà virtuale. Succede alla Tate Modern di Londra

Gli studi d’artista sono luoghi affascinanti e pieni di segreti. Spesso nella storia sono stati riprodotti, fotografati e raccontati. La Tate Modern di Londra ha usato la realtà virtuale per ricostruire quello di Amedeo Modigliani.

The Ochre Atelier for Modigliani at Tate Modern on HTC Vive (Courtesy of Preloaded)
The Ochre Atelier for Modigliani at Tate Modern on HTC Vive (Courtesy of Preloaded)

In occasione della grande mostra dedicata ad Amedeo Modigliani (1884-1920), la Tate Modern di Londra ha deciso di avviare una collaborazione con HTC Vive per offrire ai visitatori un’esperienza in realtà virtuale. The Ochre Atelier, questo il titolo del progetto, invita all’esplorazione diretta a 360 gradi dell’ultimo studio parigino dell’artista livornese, ricostruito interamente in grafica tridimensionale e fruibile indossando uno dei nove visori posizionati al centro della mostra. Si tratta della prima volta che la Tate sceglie di utilizzare questa tecnologia all’interno di un’esposizione tradizionale e The Ochre Atelier è il frutto di cinque mesi di ricerche sul luogo da riprodurre: l’edificio, gli interni e gli oggetti sono stati studiati meticolosamente, con l’obiettivo di offrire un’esperienza storicamente attendibile oltre che suggestiva. Per raggiungere questo risultato, il museo inglese ha scelto di affidare la realizzazione tecnica allo studio Preloaded, pluripremiata realtà nel campo dei videogiochi e della realtà virtuale.

The Ochre Atelier for Modigliani at Tate Modern on HTC Vive (Courtesy of Preloaded)
The Ochre Atelier for Modigliani at Tate Modern on HTC Vive (Courtesy of Preloaded)

UNA RICOSTRUZIONE METICOLOSA

Seduti in una postazione e dotati di appositi visori, i visitatori della mostra possono esplorare gli oggetti mentre ascoltano una voce narrante che racconta la vita e il lavoro di Modigliani utilizzando le testimonianze di amici, persone a lui vicine e storici dell’arte che hanno approfondito la sua ricerca. Ognuno degli oltre 60 oggetti presenti è stato modellato con estrema cura: dal pacchetto di sigarette ai pennelli, dalle finestre ai dipinti. Infine, anche due opere sono presenti in versione virtuale: Jeanne Hébuterne e Autoritratto, entrambe del 1919. “Siamo entusiasti di questa collaborazione perché ci permette di offrire ai nostri visitatori un nuovo genere di esperienza”, ha commentato Frances Morris, direttrice della Tate Modern, “cerchiamo sempre di allargare le frontiere creative e pensiamo che questa sia una fantastica opportunità per guidare il pubblico verso una comprensione più profonda di questo artista così amato, aiutati dalle nuove tecnologie”.

Per visitare questo atelier virtuale è necessario dotarsi di un’apposita prenotazione che viene distribuita gratuitamente a tutti i visitatori all’entrata della mostra una volta acquistato il normale biglietto. HTC ha inoltre in programma di pubblicare una versione “casalinga” del progetto sull’app store Viveport entro il mese di dicembre, in modo che tutti i possessori di un visore Vive possano godere dell’esperienza anche senza recarsi a Londra.
La retrospettiva della Tate Modern, curata da Nancy Ireson, Simonetta Fratelli ed Emma Lewis,  sarà aperta fino al 2 aprile 2018 e si configura come la più vasta mostra dedicata ad Amedeo Modigliani mai realizzata in Gran Bretagna: un centinaio di opere  che comprendono dipinti e sculture e coprono tutto l’arco della carriera dell’artista, raccontando la sua breve ma folgorante parabola.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.