A Milano il primo NYX Hotel europeo, con dentro opere di 13 street artist italiani

Nasce a Milano il primo lifestyle hotel europeo della Leonardo Hotels, che contamina gli spazi interni con opere d’arte. Da Etnik a Joys, coinvolti 13 street artist italiani

Milano conferma il trend di città sempre più internazionale e diventa sede del debutto in Europa della nuova catena alberghiera NYX: un concept hotel quattro stelle con focus su arte e design che si avvale, ogni volta, dell’opera di artisti locali. L’ultimo nato della famiglia Leonardo Hotels, filiale europea della israeliana Fattal Hotels, per la sua struttura di Milano si è rivolta alla galleria Question Mark che, con la curatrice della collezione Dubi Shiff e delle opere d’arte per I NYX Iris Barak, ha coinvolto 13 street artist italiani per dipingere murales fra corridoi e spazi comuni dell’hotel. I nomi? Andrea Casciu, Corn 79, Etnik, Joys, Jair Martinez, Moneyless, Neve, Orion, Peeta, Seacreative, Skan, Urbansolid e Yama11. In attesa dell’inaugurazione del NYX Milan a fine febbraio in un edificio di 12 piani nei pressi della Stazione Centrale, ecco qualche foto delle opere già realizzate…

Claudia Giraud

NYX Milan
Piazza IV Novembre 3, 20124 Milano
https://www.nyx-hotels.com/

CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • Alberto Esse

    la street art sembra sempre più avviata ad una triste fine tra i muri delle gallerie e ad abbellire le barriere antiterrorismo e le stanze di un hotel israeliano. Da arte di conflitto ad arte di scofitti.

  • daniele nicolosi

    Non è la prima struttura turistica che accoglie lavori di street art: già nel 2008 byblos art hotel dedicava un intero spazio all interno della grande collezione fatta da meritevoli artisti, trasformando così gli interventi di Sonda, Pus, Ivan e co. In opere d arte e non mere decorazioni come in questo caso. Purtroppo gli ennesimi ‘curatori’ della street art sono di troppo tra l opera e la celebrazione della stessa. E un dialogo tra artista e pubblico(casuale) che non deve essere mediato da sedicenti esperti.
    Il rischio e elimanare ricerca artistica volutamente portata avanti da decenni ( vedi il caso della mostra di bologna della street art rubata dai muri di Roversi-Monaco e Cristian omodeo). E perché no, il dividendo di un meritato guadagno a degli artisti che hanno fatto di questa pratica uno stile di vita, fatto non solo di messaggio ma anche di scelte stilistiche ben precise.
    Entrando nel progetto lo trovo scarno di grandi nomi e di contenuto del concept stesso ( un piano per i graffiti 3d e uno per quelli 2d :( ). Peccato per gli ospiti dell hotel che avranno un approccio dozzinale di questa espressione artistica.
    Forse è proporzionato alle stelle dell hotel. Byblos infatti ne ha 5 superior.

    Ad Alberto Esse rispondo di declinare ogni suo ragionamento al periodo storico, andando a capire che esiste un aspetto di vendibilita delle proprie idee per poterne sostenerne altre autoprodotte e divincolate da committenza. Ricordiamoci che jr di Parigi in passato affiggeva interventi sul muro di Gasa e oggi realizza interventi al louvre e al pantheon. Blu di bologna ha fatto murales nei centri sociali come alla tate di Londra o al moca di Los Angeles.
    Ricordiamoci che la coerenza e qualcosa da declinare e non e valovele ad ogno condizione. Soprattutto in questo periodo storico dopo il post modernismo più sfrenato non può esistere solo l aspetto di contestazione …( ragionamento complesso e troppo lungo per questo post).
    Nello specifico di questo progetto,che trovo interessante in partenza, vedo poca onestà intellettuale e autoriale.
    Avrebbe fatto onore ai committenti e ai sedicenti curatori voltarsi indietro e magari coinvolgere chi prima di loro si era già accupato di progetti uguali.
    Ennesimo tentativo sprecato!