Lo scanner più veloce al mondo, a Venezia. Presentato alla Fondazione Cini il rivoluzionario Replica 360rv: che digitalizzeà l’intera fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte

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Presentazione Replica 360rv - circular scanner, Fondazione Cini, Venezia 2016

Presentazione Replica 360rv – circular scanner, Fondazione Cini, Venezia 2016

UNO SCANNER CHE GUARDA AL FUTURO
È un evento epocale quello che vede protagonista la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. A partire dal primo marzo 2016, il vastissimo patrimonio iconografico di cui è composta la Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte – che conta ben un milione di fotografie – conoscerà una nuova vita digitale, grazie a Replica 360rv, lo scanner più veloce al mondo. Progettato appositamente per la digitalizzazione di cospicui archivi storici, l’incredibile scanner circolare porta la firma dello studio Factum Arte di Madrid, diretto da Adam Lowe. Formato da un tavolo rotante, di due metri di diametro, l’avanzato macchinario è dotato di due fotocamere digitali, un computer e un software adatto a gestire l’acquisizione delle immagini in tempo reale, abbinando poi il fronte e il retro di ciascun documento e inserendolo in una cartella specifica. Capace di scansionare un oggetto documentale in soli quattro secondi – con una risoluzione dell’immagine di 5424 pixel per 3616 – il rivoluzionario prototipo snellirà la poderosa impresa di digitalizzazione del patrimonio iconografico della Fondazione Cini, senza escludere l’intervento umano. Due operatori affiancheranno il macchinario posizionando i materiali sullo scanner e rimuovendoli, facilitati dal movimento rotatorio del prototipo. L’intero lavoro di acquisizione dovrebbe concludersi nell’arco di tre anni al massimo, rendendo disponibile alla consultazione il preziosissimo fondo iconografico dell’istituzione veneziana.

UN MOTORE PER L’ARTE
L’avanguardistico scanner fa parte del progetto REPLICA, nato dalla collaborazione fra il Digital Humanities Laboratory dell’EPFL – École polytechnique fédérale di Losanna, diretto da Frédéric Kaplan, e la Fondazione Giorgio Cini. L’obiettivo condiviso è la creazione di un motore di ricerca – messo a punto dai membri del Digital Humanities Laboratory svizzero – Isabella di Leonardo e Benoit Seguin – che, grazie a specifici algoritmi, rileva somiglianze visive tra opere pittoriche e architettoniche. La digitalizzazione del patrimonio fotografico della Fondazione rappresenterà la linfa vitale del motore di ricerca, consentendo di affinare gli algoritmi e garantendo agli utenti, in futuro, la possibilità di studiare migliaia di immagini cogliendone inaspettati legami iconografici.

– Arianna Testino

www.cini.it

 

 

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