Oscar razzisti. Spike Lee rifiuta il Premio alla Carriera e boicotta la cerimonia, sulle barricate anche Cheryl Boone Isaacs, Chris Rock e Michael Moore

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Spike Lee

Spike Lee

Avrebbe ricevuto un Premio Oscar alla Carriera: ma Spike Lee ma ha fatto sapere che quest’anno non sarà presente alla cerimonia del 28 febbraio a Los Angeles. Per due anni di seguito i membri dell’Academy non hanno incluso nemmeno un nero tra le venti candidature delle categorie attori, per non parlare di tutte le altre. Il regista di Fa la cosa giusta dice, citando Martin Luther King, “c’è un momento nella vita in cui bisogna prendere una posizione, anche se non è sicura, né popolare, né politica, e bisogna farlo perché lo detta la coscienza”. Ha anche aggiunto che l’origine del problema è ben più radicato e si trova negli uffici esecutivi degli Studi di Hollywood e delle tv.
Ogni anno dopo le nomination Lee viene contattato da qualche media che vuole la sua opinione sulla mancanza di afro-americani tra i nominati, incluso quest’anno. Gli piacerebbe che una volta ai bianchi nominati e ai capi degli studios fosse chiesto come si sentono loro, di fronte ad un altro ballottaggio completamente bianco. Anche il presidente degli Academy Awards, Cheryl Boone Isaacs, ha preso parte alla discussione in corso. Ha dichiarato di sentirsi dispiaciuta e frustrata dalla “mancanza di diversità” nella selezione e si è impegnata a prendere provvedimenti in questo senso, riconsiderando la composizione dei membri del collegio nelle prossime settimane. Chris Rock, che è l’host dell’anno, dopo aver sottoscritto l’hashtag #OscarSoWhite, ha twittato, accanto al link dell’ultima pubblicità per il telecast, lo slogan sarcastico “Oscar, La SCOMMESSA bianca”. Al coro del malcontento si è aggiunto anche il documentarista Michael Moore.

Federica Polidoro

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