Eugenio Carmi, il tempo e gli appunti. A Milano

Museo del Novecento, Milano – fino al 28 febbraio 2016. La mostra dedicata all’artista genovese è stata pensata nell’ambito del ciclo di approfondimenti “Focus”, dedicando la sala a piano terra alla produzione compresa tra il 1957 e il 1963. A partire dall’opera “Appunti”, donata al museo nel 2014.

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Eugenio Carmi – Appunti sul nostro tempo – veduta della mostra presso il Museo del Novecento, Milano 2015

Eugenio Carmi – Appunti sul nostro tempo – veduta della mostra presso il Museo del Novecento, Milano 2015

EUGENIO CARMI, L’ARTISTA SCIENZIATO
Il Museo del Novecento di Milano festeggia il suo quinto anniversario con una preziosa rassegna intitolata a Eugenio Carmi (Genova, 1920), l’artista con la passione per l’industria, allievo di Felice Casorati. L’esposizione si schiude severa e perfettamente allestita, nella cosiddetta Saletta Focus, che si raggiunge dopo aver attraversato gli spazi espositivi a piano terra, affacciati su piazza Diaz, bianchissimi e vuoti, forse per la prima volta dal 6 dicembre 2010.
Il focus sulle opere di Carmi donate all’istituzione milanese, invece, si apre alla vista come un templio dalle pareti scure, che evidenzia con rigore la prevalenza di opere su carta: disegni, prove litografiche, collage e dipinti. Sperimentazioni in gran parte inedite e realizzate dall’artista tra il 1957 e il 1963, frutto di una ricerca densa, materica, che si confronta con la scienza e con l’industria. Carmi è laureato in chimica e, negli anni della sua formazione, ha interagito con uno dei colossi della siderurgia del tempo, l’Italsider, sia come dipendente sia come direttore artistico.

LA CHIMICA DEL COLLAGE
Nella serie di Appunti, Carmi sovraccarica lo spessore dei supporti, alimentati con frammenti di carte diverse, producendo un collage che imbeve e definisce ogni rituale pittorico. Tra i diversi formati esposti, sono di particolare interesse, per forza espressiva e per integrità gestuale, i primi collage del 1957-58, marchiati dall’ellisse, come forma gestuale ricorrente; lavori che sono stati utilizzati da Carmi per comporre il Manifesto della XI Triennale di Milano (1957).
Nelle opere su carta in bianco e nero, invece, Carmi determina lo spazio pittorico attraverso un’anarchia del segno. Fattore che costituisce l’inizio di una reale, voluta perdita di orientamento. Una dimenticanza irruente, contro qualsiasi bilanciamento della densità simbolica.

Eugenio Carmi – Appunti sul nostro tempo – veduta della mostra presso il Museo del Novecento, Milano 2015

Eugenio Carmi – Appunti sul nostro tempo – veduta della mostra presso il Museo del Novecento, Milano 2015

UNA FOTOGRAFIA IN MOVIMENTO
Così come Carmi ha lavorato sul frammento quale elemento compositivo del collage, anche la fotografia presente in mostra si offre a una lettura poliedrica, ritraendo alcuni scorci di Boccadasse, il borgo marinaro genovese incastonato nella roccia. In questa serie fotografica, esposta a parete all’interno di una sola cornice, il tratto di Carmi trova un nuovo movimento, ipostatizzato dall’istantaneità, regalando prospettive che nuovamente sovrappongono elementi architettonici a fattori quotidiani. Come se, al pari dei lavori su carta, anche gli scatti fossero in cerca di nuovi versanti, di nuovi spessori.

Ginevra Bria

Milano // fino al 28 febbraio 2016
Eugenio Carmi – Appunti sul nostro tempo. Opere storiche 1957-1963
a cura di Davide Colombo
MUSEO DEL NOVECENTO
Piazza del Duomo
02 88444061
[email protected]
www.museodelnovecento.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50524/eugenio-carmi-appunti-sul-nostro-tempo/

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