Appello dei geologi al Ministro Franceschini: Palazzo Canevari, con le sue collezioni stipate nei magazzini, diventi Museo Geologico Nazionale. Ma la proprietà non ci sta…

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Ufficio Geologico di Roma a largo S. Susanna, progettato da Canevari nel 1878 - foto indeciso42 - archivio personale. Con licenza GFDL via Wikipedia

Ufficio Geologico di Roma a largo S. Susanna, progettato da Canevari nel 1878 – foto indeciso42 – archivio personale. Con licenza GFDL via Wikipedia

QUANDO QUINTINO SELLA SOGNAVA A ROMA UN MUSEO DI GEOLOGIA
Sono (giustamente) arrabbiati i geologi d’Italia. Esplosi in un appello che suona come una denuncia. L’oggetto della questione è un museo; o meglio, quello che un museo avrebbe dovuto diventare, oltre i cambi di proprietà, le riconversioni e il disinteresse istituzionale.
Parliamo dell’ottocentesco Palazzo Canevari di Largo S. Susanna, a Roma, grande circa 7.000 mq, ex bene demaniale, oggi di proprietà di CDP Immobiliare Srl, società partecipata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A (quindi un po’ pubblico e un po’ – molto – privato). Un posto che Quintino Sella aveva scelto come sede del Regio ufficio geologico e in cui avrebbe voluto vedere, un giorno, i Musei di scienze della terra. Volontà disattese, naturalmente.
E come se non bastasse, secondo quanto denunciato da un’accorata lettera di Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Palazzo Canevari “tramite Cdp Immobiliare sarebbe destinato ad ospitare uffici dei suoi dipendenti”. Altro che museo.
Che fine faranno, dunque, le prestigiose collezioni conservate nei caveau? Perché la cosa più incredibile è che cataste di reperti, fossili, ritrovamenti archeologici, sono da decenni chiusi dentro appositi imballi e spostati tra depositi vari. Mai esposti, mai valorizzati. ”A Berlino c’è il Museo Geologico Nazionale e così a Londra, Parigi, San Pietroburgo”, spiega Graziano. “E Roma? La capitale d’Italia non ha un Museo geologico nazionale ma ha un patrimonio geologico fatto di reperti unici al mondo miseramente impacchettati e abbandonati nei magazzini”.

Scavi archeologici a Palazzo Canevari, Roma

Scavi archeologici a Palazzo Canevari, Roma

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI, LE COLLEZIONI E LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI
L’appello, dunque, è rivolto al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (che per altro ha appena firmato un accordo in favore dei musei scientifici italiani, al fine di agevolarne ricerca, conservazione e promozione), perché trovi una soluzione: che a Palazzo Canevari non siano ricavati uffici, ma delle sale espositive moderne, dotate di supporti didattici e tecnologici, pronte ad accogliere il patrimonio che giace, tristemente, in cantina.
A completare il quadro sono le straordinarie scoperte archeologiche, condotte della Soprintendenza proprio al di sotto dell’edificio, col contributo economico di Cassa Depositi e Prestiti: nel 2013 vennero rinvenute le possenti mura di un tempio del VI secolo a.C., in perfetto stato di conservazione, mentre la scorsa estate  sono emersi i resti di una dimora arcaica dello stesso periodo, in quella che – erroneamente – veniva ritenuta una necropoli.
Il Palazzo è stato ristrutturato da CDP Immobiliare a giugno 2015. Il Comune ha rilasciato regolari permessi per il restauro e risanamento conservativo integrale dell’immobile, con lo scopo di allocarvi gli uffici della società. Difficile, dunque, che ne venga cambiata la destinazione d’uso. Ma salvaguardare, valorizzare e ricollocare le collezioni resta un obiettivo sacrosanto: il Ministro riparta da qua.

– Helga Marsala

 

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