Nasce il Museo del Falso. A due passi da Biella

Quanti sanno che il folklore scozzese, con i suoi kilt e le sue cornamuse, è stato inventato quasi di sana pianta dallo scrittore Walter Scott per differenziarsi dagli inglesi? Quanti sanno che il culto dei Re Magi è stato fabbricato ad arte da Federico Barbarossa per i suoi scontri col papato? Ora c’è un museo costruito tutto intorno a storie del genere.

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Il castello di Verrone che ospita il Museo del Falso

Il castello di Verrone che ospita il Museo del Falso

Di bufale in giro per il mondo ce ne sono parecchie, e da secoli. A dare delle risposte ora ci pensa il Comune di Verrone di Biella con il Falseum, il Museo del Falso e dell’inganno che verrà inaugurato l’11 settembre 2015 in occasione della prima edizione del Festival del Falso e dell’inganno. Con un invito a riflettere: il mondo ha spesso contemplato l’arte attraverso copie e, oggi, è preoccupante il cumulo di falsificazioni culturali che ci impediscono di leggere l’arte, più che di vederla.
Abbiamo chiesto a Errico Buonanno, ideatore e direttore del museo, di raccontarci progetto e obiettivi. E ai curatori di darci qualche anticipazione.

Da cosa è nata l’idea?
La capacità di ingannare è una delle caratteristiche più spiccate dell’uomo ed è stata applicata nel bene e nel male, nell’arte e nella guerra, nello spettacolo e nella politica. Sui falsi si sono costruite nazioni, si sono inventate tradizioni. Conoscere la storia dell’inganno significa perciò conoscere una parte essenziale della storia dell’umanità.

Cosa si troverà al museo?
Il Museo del Falso e dell’inganno non espone oggetti contraffatti, ma propone una riflessione sul tema del falso attraverso un allestimento spettacolare e coinvolgente. Obiettivo è dunque raccontare come l’uomo, con il falso, abbia cambiato il corso della storia, apprendendone i meccanismi e allenandosi a distinguere quelli odierni.

Museo del Falso, Verrone

Museo del Falso, Verrone

Come si sostiene economicamente il progetto? Quali sono i rapporti con le istituzioni e soprattutto con gli enti locali?
Il museo è gestito da un Raggruppamento Temporaneo di Impresa che ha vinto regolare gara per l’affidamento decennale della gestione e della promozione. Cinque sono i soggetti che formano il grupo, di cui due aziende, due associazioni e una, la capofila, una cooperativa. Tutti soggetti che hanno solide esperienze nei temi della didattica museale, dell’organizzazione di eventi, della comunicazione e degli allestimenti museali. Non è previsto denaro pubblico per la gestione ordinaria del museo. Il gestore ha ottenuto solamente la copertura delle spese per le utenze per un periodo iniziale.

Nel programma del festival avete inserito un workshop dal titolo provocatorio: Con la cultura non si mangia
Proprio il Falseum potrebbe essere in grado di modificare un po’ le condizioni del panorama che ci circonda: nella sua attività ordinaria, infatti, si occuperà di reperire fondi per specifici progetti, ad esempio alcuni percorsi per il pubblico dei giovani e giovanissimi, o per specifici allestimenti come eventi temporanei che avranno luogo al Falseum, sia attraverso bandi pubblici che tramite fondazioni bancarie, a partire dalla locale Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Infine, i rapporti con le istituzioni sono solidi e di piena collaborazione: il Comune di Verrone primo e più di tutti, dal quale il gestore riceve le “chiavi di casa” ma mantenendo una cabina di regia costante, quindi con la Regione Piemonte i cui fondi sulla legge 4 (Turismo), hanno permesso il recupero del Castello e l’allestimento del Museo.

Museo del Falso, Verrone

Museo del Falso, Verrone

Massimo Venegoni, Maria Consuelo Vignarelli e Laura Gorni: voi che siete i curatori del museo, raccontateci dell’allestimento.
Il percorso del Falseum è strutturato per essere fruito a differenti livelli, a seconda del tempo a disposizione e dell’interesse ad approfondire. La parte più spettacolare è quella delle installazioni multimediali. Ci saranno postazioni sia tecnologiche che “materiche”, come librerie, cassetti, set, scenari… Ciascuno può soffermarsi quanto desidera, un minuto o un’ora per leggere e scoprire ogni dettaglio.

Ogni sala propone un tema (falso scientifico, falso fotografico..) scegliendo un particolare contenuto, una vicenda principale. Dalla Donazione di Costantino al gonnellino scozzese, dalla teste di Modigliani al mostro di Lochness, dallo sbarco sulla Luna al crollo delle Torri gemelle fino alla catena di Sant’Antonio pubblicata su Facebook. Quali sono i criteri di scelta degli allestimenti?
Quella che viene tracciata è una storia a tratti invisibile, ma non per questo inesistente. Un grande romanzo della falsificazione che, come in un gioco del telefono senza fili, porta da una truffa a un’altra, a volte con passaggi sorprendenti. Il tutto per lanciare un messaggio antico e sempre valido: siamo davvero fatti della stessa pasta dei sogni. Teniamo alta la guardia perché non diventino incubi…

Flavia Zarba

Verrone // 11 settembre 2015
MUSEO DEL FALSO E DELL’INGANNO
www.falseum.it
[email protected]

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