In pensione con la street art. Bombolette, pennelli e gomitoli. Ecco la new wave dell’arte pubblica, reinventata dagli anziani. Outsider per davvero

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Una street art di Lisbona, gruppo LATA 65 - foto via thisiscolossal.com

Una street art di Lisbona, gruppo LATA 65 – foto via thisiscolossal.com

POTERE AGLI OVER 65. DA LISBONA LA CREW DEI NONNI STREET
Se la street art nasce, per definizione, come linguaggio nemico dei cliché, niente di strano che finisca, a un certo punto, per smantellare pure i propri. La street art come fenomeno giovane, underground, ribelle, eternamente adolescenziale? Anche, ma non solo.
La nuova frontiera internazionale non teme l’old style. E non si parla qui di vecchie glorie della graffiti culture. I “nonni”, in questo caso, sono nonni per davvero. Gente comune, avanti con l’età, che per caso, per hobby, per incoscienza o volontà, si riscopre nei panni di artista di strada.
A Lisbona è nata LATA 65 (che sta per “potere 65”), associazione non profit che si occupa di formare crew di anziani, pronti ad apprendere i segreti del mestiere: stencil, sticker, pennelli e bombolette, per un’esplosione di tag e disegni disseminati in angoli grigi di città. Ognuno seguendo il proprio estro, le proprie passioni, contro ogni preconcetto diffuso: il vecchietto brontolone, allergico ad ogni forma di creatività irregolare, è già storia passata. Quando dici essere “outsider”, nel senso di art brut ma pure di controcorrente.
L’iniziativa è subito balzata alle cronache, anche grazie al bel lavoro di comunicazione, cominciando dall’irresistibile logo, per proseguire con la linea di t-shirt e shopper, fino alla forte presenza sui social. Insomma, gli street-grandparents portoghesi sono già delle seguitissime star.

Le installazioni urbane delle artiste di Souters Stomers, Scozia

Le installazioni urbane delle artiste di Souters Stormers, Scozia

NON PIÙ SCIARPE MA ARREDI URBANI. ARTE PUBBLICA ALL’UNCINETTO
E a proposito di crew, spostandosi in Scozia, ci si imbatte in un gruppetto tutto al femminile, amazzoni creative e battagliere, che in qualche caso superano i cent’anni d’età. C’è Grace Brett, ad esempio, classe 1911, nonna di sei nipoti. Hobby particolari? Fare la maglia, incontrandosi con le amiche in un club, il Souter Stormers. Che c’entra la street art? C’entra  eccome, nella sua veste meno tradizionalista, sostituendo ad acrilici e gli spray altri materiali. Tipo ferri, gomitoli, uncinetto.
Grace e le sue compagne d’avventure metropolitane hanno infatti deciso che fare coperte, sciarpe e maglioni non era più gratificante. Bisognava passare a qualcosa di più radicale. Così, tra le città di Selkirk, Ettrickbridge e Yarrow, in Scozia, le nonne tessitrici hanno iniziato a progettare il restyling dell’arredo urbano: panchine, pali della luce, ringhiere, cabine telefoniche… Tutto cucito a maglia, con colori accesi o pastello, per una serie di deliziosi rivestimenti adornati da fiori, pupazzi, macchinine, farfalle o intricati patchwork astratti. Iniziativa interamente “illegale”, come nella migliore tradizione: l’azione parte dal basso e segue logiche indipendenti. Risultato? Sorprendente. E non tanto o non solo per l’età delle protagoniste, dotate di spirito iniziativa e d’infinito slancio, ma  proprio per la qualità dei manufatti e per l’efficacia del progetto.

Una scalinata dipinta dai Pittori Anonimi del Trullo

Una scalinata dipinta dai Pittori Anonimi del Trullo

LA GLORIOSA STORIA DEL TRULLO. PITTORI E POETI CONTRO IL DEGRADO URBANO
A Roma, nel quartiere popolare del Trullo, un gruppo di cittadini sta riscrivendo la storia del posto: da periferia povera e degradata a exemplum politico-culturale. Protestare sì, ma in modo pacifico e soprattutto costruttivo. Cambiando le cose. Qui sono nati tempo fa i Poeti del Trullo, che con la loro street poetry hanno tracciato linee d’ironia, lirismo ed intimismo fra le piazze ed i palazzi. E qui sono nati, nel 2014, anche i Pittori Anonimi del Trullo. Giovani writer? Macché. Un gruppo di pensionati, tra cui degli ex muratori, coordinati dal leader Mario D’Amico. Tutta gente over 60 che al loro quartiere ha voluto regalare un volto nuovo.
I muri delle case popolari sono così sbocciati di colori, fra monocromi accesi e geometrie armoniose, qualche volta in sinergia con i componimenti dei Poeti e con i muri di street artisti veri, uno su tutti Solo, artista attivissimo sulla scena romana, che al Trullo c’è nato, 33 anni fa.
Innesti intergenerazionali, per una vera e propria ‘presa in cura’: i Pittori del Trullo dipingono, ma al contempo ripristinano gli intonaci, puliscono, sistemano le aiuole. E intanto il piccolo nucleo originario di allarga, coinvolgendo residenti, giovani, volontari e volenterosi. A chiamarli, per degli interventi di riqualificazione creativa, sono persino certe scuole di Roma: là dove il Comune non arriva, ci pensa questo team di creativi un po’ âgé, energici come nemmeno a vent’anni.

Anežka Kašpárková

Anežka Kašpárková

ANEŽKA E LA PITTURA. FARE WALL PAINTING A NOVANT’ANNI
Andando verso l’Est Europa, fino a Louka, nel sud della Repubblica Ceca, ci si imbatte in Anežka Kašpárková, 87 anni, una vita passata a occuparsi di casa, lavoro e famiglia, per poi – in età di pensione –  scoprire la pittura e la decorazione. Sacro fuoco esploso all’improvviso e mai spento. Fino al punto da farne una missione. Anežka ha deciso di mettere al servizio del paese il suo tempo e il suo talento. Ed ecco che Louka è diventato un grande cantiere in progress, con un’immagine coordinata e uno stile omogeneo. È lei, la nonna pittrice, a decorare le pareti di bianche di casette ed edifici vari con delicati ramage floreali, usando una stessa cifra e un medesimo colore: blu oltremare, sintesi formale e finezza del segno, per dei decori che richiamano le classiche porcellane provenzali. Anche in questo caso iniziativa totalmente spontanea, accolta con gioia dalla comunità.
Così, fra street art, arte pubblica e outsider art, questo esercito di talentuosi e attempati dilettanti racconta un altro modo per vivere gli spazi comuni. E soprattutto, per essere anziani, oltre l’odiosa condizione di marginalità: protagonisti zelanti della vita cittadina, con una valanga di storie da raccontare. E soprattutto da scrivere, alla faccia dell’età.

Helga Marsala

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