Non sparate sul pittore. Parla Francesco Bonami

Ci siamo fatti raccontare l’investimento di UBS sulla Gam di Milano direttamente dai piani alti della banca. Siamo andati a vedere la mostra e vi abbiamo comunicato le nostre impressioni. Ora la parola passa a Francesco Bonami, che della stessa mostra è il curatore.

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Nella nostra epoca, invasa da reality show e da una costante informazione istantanea, la pittura non ha subito l’influenza dell’era digitale, è rimasta al contrario un elemento unico, che ci consente di mantenere un ritmo umano e una relazione naturale con il tempo: non importa infatti quanto sia veloce il gesto creativo, ancora oggi la pittura rimane un processo lento.
La UBS Art Collection riflette questo ritmo lento attraverso un significativo nucleo di opere di altissima qualità, create da artisti di grande rilievo dagli Anni Sessanta ad oggi.
Lo scorso anno abbiamo esplorato la produzione su carta nella prima esposizione italiana di opere dalla UBS Art Collection. Quest’anno con Don’t shoot the painter abbiamo voluto svolgere una sorta di inchiesta sul ruolo della pittura nell’arte contemporanea.
Pur avendo selezionato anche alcune immagini fotografiche, è stato l’approccio del pittore il vero ispiratore di questa mostra che si terrà durante Expo 2015 – durante un periodo quindi molto intenso per la città di Milano.
Il piano terra della Gam accoglie le opere della UBS Art Collection ricreando un’esperienza molto particolare per i visitatori, che hanno quasi la sensazione di entrare in una quadreria di dipinti. L’allestimento riflette l’eredità storica del museo, luogo in cui i dipinti acquistano un significato particolare nel momento in cui vengono posti in dialogo con altri dipinti. Pur rispettando la natura individuale di ciascuna opera, la mostra è stata concepita come una composizione musicale in cui i quadri rivestono il ruolo delle note.

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I dipinti hanno una relazione del tutto particolare con lo spazio, specialmente con lo spazio simbolico rappresentato dalla tela. I dipinti sono idee, pensieri, gesti, visioni e sogni sospesi nella mente dell’artista che atterrano poi sulla superficie della tela o su quella di un altro supporto. In questo caso abbiamo immaginato i quadri come fossero ancora sospesi – non nella mente dell’artista, ma piuttosto nello spazio museale.
Le pareti delle sale espositive sono coperte da fotografie che riproducono le sale della Gam come erano e come sono quando ospitano la collezione permanente del museo. Le sale rappresentano la storia del museo, a cui la UBS Art Collection aggiunge un nuovo livello storico. Le opere della UBS Art Collection raccontano infatti un’altra storia: la storia di una collezione che ha reagito al suo tempo, lo ha rispecchiato e ha agito attraverso di esso, mostrando in questo modo al visitatore come una banca può e dovrebbe interpretare lo Zeitgeist della sua epoca in qualità di collezionista.

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Il titolo della mostra, Don’t shoot the painter, si focalizza sul ruolo della pittura nella storia dell’arte moderna e contemporanea, storia che ha visto anche momenti di confusione e incertezza. Come nel saloon di un film western, anche nella storia dell’arte ogni tanto capita che esploda il caos. Idee e concezioni diverse e opposte si scontrano ed entrano in conflitto tra loro, rendendo difficile decifrare il significato degli elementi in gioco. Proprio in questi momenti la pittura acquisisce il ruolo che nei film western è proprio del pianista quando cerca di riportare l’ordine nel corso di una rissa: come il pianista, la pittura richiama l’attenzione delle persone verso un punto specifico, un punto simbolico che può essere facilmente riconosciuto e compreso da tutti. Dopotutto un dipinto è sempre un dipinto e di fronte a una tela, non importa chi ne sia l’autore, sappiamo di trovarci di fronte allo “spazio-archetipo” dell’opera d’arte. E questo è il primo punto fermo su cui poter poi sviluppare ulteriori livelli di significato.
Entrando alla Gam e incontrando la UBS Art Collection sappiamo immediatamente dove ci troviamo: siamo dentro un museo e siamo al centro di una collezione. Dato questo punto di partenza, siamo pronti per scoprire i molteplici significati e le diverse emozioni espresse attraverso ciascuna opera d’arte.
Allestire una mostra durante Expo significa sottolineare il significato intrinseco di “expo”: esibizione, esposizione. Quale miglior modo di esporre qualcosa dunque, se non attraverso quelle “finestre di conoscenza” in cui si trasformano i dipinti una volta appesi alle pareti? E allora non sparate al pittore, ascoltate la sua musica!

Francesco Bonami

Milano // fino al 4 ottobre 2015
Don’t shoot the painter. Dipinti dalla UBS Art Collection
a cura di Francesco Bonami
GAM – VILLA REALE
Via Palestro 16
02 88445947
[email protected]
www.gam-milano.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45767/dont-shoot-the-painter/

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