C215 sulle tracce di Caravaggio. La denuncia di uno street artist: Palermo, città indifferente

Un noto street artist francese segue le tacce di Caravaggio e arriva fino a Palermo. Dove lascia i suoi stencil e registra un po' di riflessioni. Il ritratto di una città, vista con gli occhi di uno straniero. Denunciando l'illegalità

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Se Caravaggio vivesse nel nostro tempo? Sarebbe senz’altro uno street artist. Parola di C215, al secolo Christian Guemy, noto esponente della scena street internazionale. Appassionato del maestro seicentesco, C215 ha deciso di ripercorrerne i passi, attraverso le città in cui dipinse o transitò, seminando una rivoluzione estetica e culturale. Milano, Roma, Napoli, Siracusa, Messina, Malta e infine Palermo: Guemy ha viaggiato, armato di bombolette e mascherine, lasciando dietro di sé i suoi stencil.

C215 a Palermo

C215 a Palermo

Nel capoluogo siciliano, tra piazza Indipendenza, il mercato della Vucciria, Borgo Vecchio e piazza San Domenico, tele celeberrime hanno preso vita, tra i muri e le pieghe della città, in un tripudio grafico di rossi e neri teatrali, modulati da chiaroscuri. Dal Bacchino Malato alla Decapitazione di Giovanni Battista, daLLO Scudo con la testa di Medusa alla Passione di Maria Maddalena. L’indole turbolenta e passionale del Merisi, che lo condusse a sovvertire regole dell’arte e codici sociali, restano per lo street artist francese un modello, quasi il pretesto per una immedesimazione romantica. Immaginando lui, Caravaggio, come un artista in fuga in un’epoca durissima: allora, come ora, anni di barbarie, intolleranze, conflitti sociali. Nell’urgenza di rivolte radicali.

C215 a Palermo - foto Isla Produzioni

C215 a Palermo – foto Isla Produzioni

PALERMO, CITTÀ INDIFFERENTE. LO SHOCK DI C215
E proprio a Palermo il racconto di C215 – protagonista di un video di Isla Produzioni – prende una piega illuminante, svelando – con l’occhio dello straniero – ragioni e contraddizioni di un dark side così invisibile a chi vive il ventre di una città, ogni giorno. “A Palermo sono rimasto colpito dall’indifferenza della gente. Nessuno si è fermato per chiedermi cosa stessi facendo”, spiega. Perché se a Oslo anche dipingere un vetro rotto è motivo di ammirazione e insieme di disapprovazione, da parte di una platea sensibile all’arte ma legatissima alle regole, laggiù tutto si scioglie in un moto d’indifferenza, di passività. Smarrire il senso della meraviglia, perdendo l’attaccamento alle cose. “Qui il rapporto con la trasgressione sembra totalmente aperto. Penso che Palermo sia veramente particolare. È forse la prima volta che visito una città barocca, con un capitale architettonico di questa qualità, nella quale c’è così poco interessa della gente per questo patrimonio. È veramente uno shock”.

Vandalismi per la Cattedrale di Palermo - foto Mobilita.org

Vandalismi per la Cattedrale di Palermo – foto Mobilita.org

E uno shock sarà stato – per riprendere una recente segnalazione del sito Mobilita.org – osservare la balaustra marmorea, che circonda l’immensa cattedrale arabo-normanna, ricoperta di scritte, scarabocchi, oscenità. Un deturpazione quotidiana, compiuta sotto gli occhi ignavi di cittadini e autorità.
Così la denuncia arriva, tra stupore e malinconia, proprio da uno street artist. Uno abituato a dipingere per le strade, a seminare segni e immagini sotto i cieli metropolitani. Uno che, proprio per questo, si nutre di reazioni, di racconti, di luoghi a cui rubare ispirazioni. E a Palermo, per Guemy, la bellezza ha avuto un volto inusuale: quello dell’abbandono, della cecità, della distrazione. L’illegalità come condanna. Ogni cosa si fa invisibile: un artista che lascia un dono su un muro in pieno centro, come un vandalo che deturpa un monumento. Tutto sbiadisce e s’assomiglia, nell’indistinta persistenza della rassegnazione.

Helga Marsala

 

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  • Federico Mazza

    Buongiorno. Molto probabile che alcune di quelle persone indifferenti non gli abbiano detto nulla solo perché detestano chi ti si impone davanti con un suo (anche bel) disegno? è un atto aggressivo. Senza considerare la mancanza di rispetto per chi detesta il semplice odore di spray. Senza nulla togliere alle condivisibili parole dell’articolo sull’indifferenza penso che si debba creare al chiuso, da soli o con chi l’ha scelto e comunque in luoghi specifici per il semplice motivo che nessuno ci ha chiesto di mostrare i propri disegni (come i bambini) e che le pareti pubbliche non sono tele private. La rivoluzione la cominci questo francese.

  • Alexintosh

    Se interessati a vedere tutte le opere di C215 a Palermo, date un occhiata a questo link! http://beta.wiralist.com/list/C215-a-Palermo-streetart-dedicata-a-Caravaggio-707