E fateci un ponticello! Il microscopico tratto di laguna che separa Padiglione Italia dall’area Thetys rende da anni isolata tutta una grande area espositiva

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Lo vedete questo stretto istmo, questo specchio d’acqua di pochissimi metri? Ebbene fa venire un diavolo per capello a più di un organizzatore di mostre. Si tratta di uno degli ingressi al bacino dell’Arsenale in particolare in quella zona che separa i metriquadri improvvidamente assegnati al Padiglione Italia (ed a quello cinese) con la zona dell’Arsenale Novissimo, della Thetys e, ora, della nuova e spettacolarmente ristrutturata Torre di Porta Nuova dove ha sede il Padiglione del Sudafrica. Sta di fatto che chi non voglia farsi questo tratto a nuoto e chi non voglia spendere un miliardo di euro per un taxi, si ritrova costretto ad una camminata davvero infinita per poter andare dall’altra parte e vedere mostre come Around the Clock, come la collettiva organizzata dalle accademie italiane e come l’esposizione One of a Thousand Ways to Defeat Entropy che espone un’opera del belga Hans Op de Beeck da togliere il fiato.
L’istmo acquatico è quello che vedete nella foto… Non sarebbe più facile realizzarvi magari provvisoriamente un ponticello che permetterebbe a tutti gli spazi dell’Arsenale Nuovissimo di essere enormemente più sfruttabili e meno marginali?

 

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  • Io penserei più ad un servizio di gondole-traghetto, come ci sono per attraversare il canal grande, non invado esteticamente il bacino e sono molto economiche, 50 cent soltanto.

  • Alla Biennale precedente c’era un servizio navetta con lancia completamente gratuito, mi pare strano che quest’anno non sia stato riproposto…

  • Massimiliano Tonelli

    Pare non si siano messi d’accordo sulla compartecipazione alle spese… Roba da matti.

  • a. p.

    a me, come ad altri due ragazzi che avevano chiesto precedentemente la stessa informazione, è stato risposto di prendere il vaporetto 41… cioé 6,50 euro all’andata e 6,50 al ritorno; sì, so c’è anche l’opzione biglietto giornaliero, ma in ogni caso non è a buon mercato neppure quello, così come il biglietto della Biennale. inoltre credo che l’organizzazione di mostre richieda investimenti economici, ma se nessuno ci va son soldi buttati! di fatto, è assurdo che questo spazio resti, più che isolato, abbandonato a se stesso.
    e se la prossima biennale dell’architettura proponesse un bel concorsino???

  • No che poi lo vince Calatrava e son guai.
    Piuttosto una zattera con le didascalie del Padiglione Italia.