Il Terzo Reich in mostra al Design Museum Den Bosch nei Paesi Bassi. E vengono vietati i selfie

Il museo indaga come il design, durante la dittatura nazista, sia stato utilizzato come veicolo di propaganda e come strumento per manipolare le menti della popolazione. Ai visitatori della mostra è vietato farsi selfie con le opere esposte, per impedire che “vengano interpretate nel modo sbagliato”

Design of the Third Reich, installation view. Courtesy photo Design Museum Den Bosch
Design of the Third Reich, installation view. Courtesy photo Design Museum Den Bosch

Capita spesso che, andando a visitare una mostra, all’ingresso del museo o dello spazio espositivo un cartello dica che è vietato scattare fotografie. Succede anche per la mostra attualmente in corso al Design Museum Den Bosch nei Paesi Bassi, dedicata a un tema delicato e sempre scottante. Design of the Third Reich è il titolo dell’esposizione inaugurata lo scorso 8 settembre, che racconta come, durante la dittatura nazista, il design sia stato utilizzato come veicolo di propaganda, fomentando, manipolando e insinuandosi con forza nelle menti di diversi target della popolazione. Dato l’argomento affrontato dalla mostra, il museo ha imposto ai suoi visitatori il divieto di scattarsi selfie con le opere esposte. Il motivo? “Impedire che vengano interpretate nel modo sbagliato”.

Commercial poster with zeppelin, circa 1933. (Münchner Stadtmuseum, Sammlung Reklamekunst) - Design of the Third Riech, courtesy photo Design Museum Den Bosch
Commercial poster with zeppelin, circa 1933. (Münchner Stadtmuseum, Sammlung Reklamekunst) – Design of the Third Riech, courtesy photo Design Museum Den Bosch

LA MOSTRA DESIGN OF THE THIRD REICH

“Siamo abbastanza abituati ai musei che mostrano il lato positivo della cultura. In effetti, il design viene spesso presentato come un contributo per un mondo migliore”, spiega il Design Museum Den Bosch, argomentando le ragioni che hanno portato alla progettazione della mostra e illustrandone i contenuti. “Tuttavia, il design riflette l’intero mondo, con tutti i suoi lati positivi e negativi. La mostra Design of the Third Reich mostra il design come uno strumento nelle mani delle massime forze dell’oscurità. I nazisti erano maestri nell’usare il design per raggiungere il loro obiettivo, sia per convincere che per distruggere un numero enorme di persone. Il Design Museum Den Bosch è un museo del design con un atteggiamento critico. Se vuoi sinceramente poter dire ‘mai più’, devi dedicare del tempo ad analizzare come funzionavano i processi di influenza in quel momento. Questo è ciò che fa questa mostra”. Le opere esposte sottolineano come, anche le espressioni del design, esprimessero le contraddizioni proprie del Terzo Reich: l’idealizzazione fanatica della storia e l’ossessione per il futuro, l’idea di progresso e di prosperità e le deportazioni di massa, il concetto della “purezza” della razza. Tantissime le ombre e gli scheletri, mascherati a dovere attraverso il maquillage del “design di regime”: un esempio tra tutti, il noto Maggiolino della Volkswagen, ma anche la campagna mediatica realizzata per i Giochi Olimpici del 1936, svoltisi a Berlino.

DESIGN OF THE THIRD REICH: VIETATI I SELFIE

Stando a quanto riportato dall’Agence France-Presse, la mostra avrebbe accolto finora oltre 10mila visitatori, registrando un notevole interesse di pubblico e di critica. Naturalmente non sono mancate polemiche, da parte di gruppi di sinistra e antifascisti che temono la mostra possa essere fraintesa o considerata un “santuario” del nazismo. Per queste ragioni, il Design Museum Den Bosch ha preso misure ben precise, vietando ai visitatori di scattarsi selfie con le opere in mostra. “Collochiamo ogni singolo oggetto all’interno della mostra in un contesto storico che evidenzia l’orribile conclusione del regime nazista”, ha dichiarato un portavoce del museo. “Se porti uno di questi oggetti fuori dal contesto, potrebbe essere interpretato nel modo sbagliato”. E se qualcuno dovesse comunque provare a scattarsi un selfie, “possiamo espellere le persone dal museo. Quindi, se le persone si comportano male all’interno della mostra, chiediamo loro di andare via”.

– Desirée Maida

Den Bosch // fino al 19 gennaio 2020
Design of the Third Reich
Design Museum Den Bosch
De Mortel 4
5211 HV ‘s-Hertogenbosch
www.designmuseum.nl

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.