Mobilità dolce e rigenerazione culturale. Così rinascono i borghi intorno al lago di Bolsena

Si chiama “TusciaRoute1” il progetto che, attraverso uno studiato itinerario cicloturistico, intende promuovere e valorizzare i borghi e il paesaggio della Tuscia Viterbese all’insegna di arte, natura e riscoperta delle tradizioni locali

Riqualificare un territorio attraverso interventi d’arte e piste ciclabili significa trasformare aree poco valorizzate in spazi sostenibili e vivi, unendo la mobilità dolce alla rigenerazione culturale. Questo approccio non si limita ad ampliare strade o dipingere muri, bensì ridisegna l’identità di un territorio per migliorare la qualità della vita dei residenti e attrarre visitatori. É ciò che viene proposto dal progetto Tuscia Route1. Un nuovo itinerario cicloturistico tra lago, borghi e paesaggi della Tuscia viterbese (siamo nella Regione Lazio). Una porzione di terra, storicamente l’Etruria, al confine con Toscana e Umbria. Il nuovo percorso ciclabile collega luoghi di straordinario fascino, tra boschi di castagni secolari, siti archeologici, pascoli, coltivazioni, numerosi borghi medievali coi loro scorci in pietra basaltica.

La passeggiata lungo il lago di Bolsena. Ph: Claudia Zanfi
La passeggiata lungo il lago di Bolsena. Ph: Claudia Zanfi

“Tuscia Route1” il nuovo progetto di riqualificazione dei borghi di Bolsena

Si parte da Bolsena, con il suo lago vulcanico, il più grande d’Europa, custode di una storia millenaria che affonda le radici nell’antica civiltà etrusca. Il borgo combina perfettamente storia medievale, bellezze naturali e una profonda tradizione spirituale. Bolsena è di fatto una delle tappe più spettacolari del tracciato italiano della Via Francigena, l’antico cammino di pellegrinaggio che conduceva i viandanti da Canterbury fino a Roma. Il borgo fa da snodo tra due storiche frazioni del percorso, in mezzo a boschi e uliveti. Il binomio arte e paesaggio a Bolsena è indissolubile: il borgo medievale e lo specchio d’acqua vulcanico creano una scenografia naturale che da secoli ispira pittori, scultori e installazioni contemporanee.

L’arte contemporanea e le attività radicate nel suggestivo borgo di Bolsena

Il cinquecentesco Palazzo Cozza Caposavi ha da poco inaugurato una nuova ala dedicata all’arte contemporanea, ospitando mostre d’avanguardia in dialogo con l’architettura antica. A Bolsena sono radicate attività orticulturali, floreali e vitivinicole, grazie soprattutto alla fertilità delle terre vulcaniche. Questo ha dato vita ad eventi come il Festival di Permacultura (a settembre), un grande appuntamento che unisce la rigenerazione del paesaggio e della terra, con performance di arte partecipativa e sociale. l’Infiorata del Corpus Domini che si svolge a maggio e la Festa delle Ortensie, sono celebri manifestazioni floreali che riempiono di colori le vie del centro.

Il fascino di Civita di Bagnoregio, “la città che muore”

Civita di Bagnoregio, il celebre borgo sospeso sui calanchi, definito anche “la città che muore”, con soli dieci residenti (tra cui nomi di personaggi famosi come Harry Styles, che ha recentemente acquistato una casa; lo stilista Alessandro Michele; il divulgatore Paolo Crepet), ma in grado di accogliere oltre un milione di visitatori ogni anno. Civita è uno dei borghi più fotografati e instagrammati al mondo, che ha persino ispirato il regista Hayao Miyazaki per il film Laputa – Castello nel cielo. Il borgo storico si erge su una rupe di tufo e argilla, che si erode lentamente ogni anno, costantemente minacciato dagli agenti atmosferici. Sospesa tra cielo e terra, sopra alla suggestiva Valle dei Calanchi, Civita è raggiungibile solo attraverso uno spettacolare ponte pedonale, lungo circa 400 metri e caratterizzato da una pendenza impegnativa. Oltre alla nuova ciclovia e al Sentiero dei Calanchi, qui sono promosse residenze d’artista ed è previsto un nuovo progetto di riqualificazione attraverso l’arte contemporanea, con interventi di autori internazionali, tra cui Carsten Holler.

L’arte pubblica a Làtera un piccolo centro nella Tuscia Viterbese

Làtera, un piccolo paese di circa 800 abitanti, situato nella Tuscia viterbese a breve distanza dal Lago di Bolsena. Possedimento della Santa Sede concesso poi ai Farnese, promuove un progetto di arte pubblica e identità culturale. The Art Farm è un ambizioso progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica dell’antico borgo medievale. L’iniziativa nasce per contrastare lo spopolamento e rivalorizzare il territorio attraverso una sinergia tra arte contemporanea, strumenti digitali e turismo lento. La visione a lungo termine dell’iniziativa, supportata dal Comune grazie ai fondi del PNNR Next Generation, è indirizzata a fare rivivere il borgo attraverso residenze artistiche internazionali e laboratori artigianali. Per combattere l’abbandono delle aree interne viene incentivata la nascita di nuove attività ricettive, come la formula dell’albergo diffuso, con il coinvolgimento della comunità locale.

Le opere che trasformano il borgo nei pressi del lago di Bolsena in un museo a cielo aperto

Il borgo di Làtera si è così trasformato in un museo a cielo aperto, dove artisti di fama internazionale realizzano installazioni e murales site-specific ispirati all’identità e alle storie del luogo. Tra questi Fiori di Elisa Capdevila (Barcellona), un imponente murale ispirato alla rigogliosa flora locale. Fontana di Daniele Di Girolamo, un’installazione cinetica e sonora realizzata in legno di castagno del territorio. Un fenomeno sociale interessante, scaturito dal progetto The Art Farm, è il coinvolgimento delle donne del paese che hanno formato un gruppo di lavoro e iniziato a decorare i vicoli con coloratissimi mandala fatti all’uncinetto, creando un ponte unico tra artigianato tradizionale e arte pubblica. Il percorso artistico si integra perfettamente con itinerari naturalistici e storici, come il Cammino dei Briganti, il Giro delle Sette Chiese e le visite didattiche al Museo della Terra di Làtera.

“Tuscia Route1”: un progetto per promuovere il territorio con un turismo intelligente

Il progetto Tuscia Route1nasce dalla volontà̀ di questi Comuni di recuperare e valorizzare l’antica via di collegamento parallela alla Cassia, trasformandola in un itinerario dedicato alla mobilità sostenibile, al turismo lento e alla scoperta del territorio. La creazione di un percorso ciclabile sicuro, separato dal traffico, dotato di aree di sosta, è un valore per tutta la regione. Attrarre flussi turistici interessati a temi culturali ed ecologici, con benefici per alberghi, ristoranti e ciclo-officine locali, incentiva l’uso della bicicletta, favorisce una maggiore connessione con la natura e con il paesaggio circostante.

Claudia Zanfi

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Claudia Zanfi

Claudia Zanfi

Claudia Zanfi, promotrice culturale e appassionata di giardini, collabora con istituzioni pubbliche e private su progetti dedicati ad arte, società, paesaggio. Nel 2001 fonda il programma internazionale GREEN ISLAND per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane.…

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