I mosaici da vedere nelle chiese di Ravenna

Famosa in tutto il mondo per i suoi antichi e preziosi mosaici, Ravenna è una delle città d’arte più importanti d’Italia. Otto sono i monumenti ravennati inclusi nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Ecco una guida alle chiese da vedere in città

Dopo aver visto i tesori delle chiese di Milano, Firenze, Napoli, e Matera, non potevamo non passare per Ravenna, conosciuta in tutto il mondo per il ricco e scintillante patrimonio culturale custodito nelle sue chiese, mausolei e battisteri.

Valentina Muzi

1. BASILICA DI SAN VITALE

Basilica di San Vitale, Ravenna. I mosaici

Tra le chiese da vedere a Ravenna c’è la famosa Basilica di San Vitale, le cui pareti sono arricchite da raffinate decorazioni e splendidi mosaici. La Basilica di San Vitale fu commissionata sotto il dominio dei Goti, tra il 525-526 d.C., dall’arcivescovo Ecclesio, aiutato dal banchiere Giuliano Argentario. I lavori continuarono per quasi vent’anni, fin quando non venne consacrata dal vescovo Massimiano nel 547 d.C., durante il regno del celebre imperatore Giustiniano, dedicandola a San Vitale martire. Secondo la leggenda, il sito in cui sorse la grande Basilica era lo stesso in cui venne trovato un sacello con le spoglie del Santo martire, ovvero nell’odierno centro storico di Ravenna che oggi comprende un complesso più ampio chiamato il “complesso San Vitale”, riunendo la basilica, il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo Nazionale. Dal punto di vista architettonico, ci troviamo davanti a un impianto planimetrico centrale che la differenzia totalmente dagli altri edifici religiosi, elevandosi su due corpi prismatici di mattoni, uno più alto e l’altro più basso. L’abside poligonale è arricchita da una decorazione a mosaico raffinata nella quale sono incorniciati gli ieratici imperatori Teodora e Giustiniano e il vescovo Massimiano. L’aura imperiale è conferita dai mosaici che animano le pareti con i giochi di luce provenienti dalle finestre, dove sono raffigurati i personaggi delle storie dell’Antico e del Nuovo Testamento. Ma per ammirare bellezze e particolarità non bisogna stare solo con il naso all’insù, perché passeggiando si potrà incontrare un labirinto di marmo incastonato nel pavimento, tutto da scoprire.

Via Argentario 22
https://www.ravennamosaici.it/basilica-di-san-vitale/

2. MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Incola, Soffitto del Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna. Fonte Wikipedia

Alle spalle della maestosa Basilica di San Vitale si può ammirare il Mausoleo di Galla Placidia, uno degli edifici religiosi da vedere a Ravenna perché uno dei più antichi della città, assieme a quello di Teodorico e la tomba di Dante, ed entrato nella prestigiosa lista del Patrimonio dell’UNESCO. Il Mausoleo venne commissionato nella prima metà del V secolo d.C. dall’imperatrice Galla Placidia, figlia di Teodosio, sorella dell’imperatore Onorio, nonché imperatrice reggente per conto del figlio – ancora troppo giovane – Valentiniano III. Lo scopo doveva essere quello di “ultima dimora” ma non si realizzò mai, perché l’imperatrice morì a Roma e lì venne seppellita. A ogni modo, dall’esterno la struttura è molto sobria, ma la magnificenza si sprigiona al suo interno. Una volta varcata la soglia, il pubblico si trova in una pianta a croce latina di piccole dimensioni con una altrettanto piccola cupola dove si apre un “cielo stellato” sempre brillante e sereno. Le decorazioni vertono sulla tematica della vittoria della vita eterna sulla morte, e sono realizzate secondo la tradizione artistica ellenistica, romana e quella cristiana. Personalità religiose, esseri dell’Apocalisse, il Cristo Buon Pastore assieme alle sue pecore, cerbiatti, elementi floreali e geometrici creano un turbinio nel quale il pubblico rimane impigliato tra scampoli di luce e brillanti superfici.

Via San Vitale 17
https://www.ravennamosaici.it/mausoleo-di-galla-placidia/

3. BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

Basilica di Sant’Apollinare in Classis. Foto di Luigi Tazzari

Uno degli otto monumenti del Patrimonio UNESCO è la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, la più grande basilica paleocristiana conosciuta. Dal nome si evince che il complesso religioso fosse stato costruito proprio per accogliere le spoglie di Apollinare, il Santo patrono della città, e nello specifico in un’ex area cimiteriale che tra la fine del II e l’inizio del III secolo probabilmente ospitava la sua sepoltura. Anche per questa Basilica ci fu l’aiuto economico del banchiere Giuliano Argentario, e fu consacrata sotto l’arcivescovado di Massimiano, ovvero nel 549 d.C. Purtroppo, nel corso della storia, la chiesa subì diverse spoliazioni, ma ancora oggi il complesso preserva e restituisce la bellezza della struttura originale e i mosaici policromi custoditi al suo interno, nei quali è rappresentato il fondatore e il primo vescovo della chiesa di Ravenna, Apollinare, che emerge dalle nuvole con la presenza di Dio e di Cristo con le lettere apocalittiche dell’Alpha e dell’Omega, ovvero l’Inizio e la Fine di tutto. Ogni elemento, quindi, ha un significato ben preciso, come ad esempio i dodici agnelli bianchi che simboleggiano gli Apostoli.

Via Romea Sud 224
https://www.musei.emiliaromagna.beniculturali.it/musei/sant-apollinare-in-classe/

4. BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

Ravenna, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, 2016. Photo Username.Ruge CC BY-SA 4.0 via Wikipedia

Non lontano dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna si trova la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Patrimonio UNESCO dal 1996. Venne costruita intorno alla fine del V secolo e gli inizi del VI d.C. per volere del re goto Teodorico e “in nome di Gesù Cristo, Nostro Signore” – come recita l’iscrizione riportata da Andrea Agnello nel suo Liber Pontificalis dedicato alle chiese locali ‒, proprio a fianco del proprio palazzo. Sebbene all’inizio fu intitolata al Salvatore e dedita al culto ariano, successivamente venne consacrata al culto ortodosso e intitolata a San Martino. Successivamente, nel IX secolo d.C., le reliquie di Sant’Apollinare vennero trasferite qui dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, assegnandole l’appellativo di “Nuovo”. Ma il tesoro più prezioso è posto all’interno, dove si dispiega il più antico ciclo mosaicale giunto sino ai giorni nostri, consentendo a tutti di ammirare le evoluzioni e trasformazioni intervenute nella tecnica artistica dal periodo di Teodorico fino a quello bizantino.

Via Roma 52
https://www.ravennamosaici.it/basilica-di-santapollinare-nuovo/

5. BATTISTERO NEONIANO O DEGLI ORTODOSSI

Ravenna, Battistero Neoniano, 2008. Photo Testus CC BY SA 3.0 via Wikipedia

Su Piazza del Duomo si staglia uno dei monumenti religiosi da vedere a Ravenna, il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi). Le sue decorazioni interne erano talmente suggestive che Carl Gustav Jung ne rimase particolarmente colpito. Il Battistero venne costruito intorno al V secolo d.C., parallelamente all’incoronamento di Ravenna a capitale dell’Impero Romano d’Occidente, e tra tutti gli altri edifici sorti all’epoca in Antiochia, Efeso, Costantinopoli, Treviri, Milano, Aquileia e Roma, è quello che meglio si è conservato nel tempo. Contraddistinto da una decorazione ricca e luminosa a mosaico, guida chiunque si trovi al suo cospetto dalle ombre alla luce, proprio come nel rito del battesimo. A tal proposito, tutta la cupola e i suoi innumerevoli elementi decorativi devono essere letti dall’esterno all’interno, trovando il culmine del suo compimento nel clipeo. San Paolo, San Pietro, i dodici Apostoli animano il programma iconografico, assieme al Cristo e a San Giovanni Battista che rappresentano la più antica scena battesimale di sempre. Infine, al suo interno si può ammirare anche una vasca ottagonale – come la pianta del Battistero – ricostruita nel Cinquecento ma che ancora conserva dei frammenti originali del V secolo.

Piazza Duomo
https://www.ravennamosaici.it/battistero-neoniano/

6. CAPPELLA ARCIVESCOVILE O DI SANT’ANDREA

Ravenna, Cappella Arcivescovile

La Cappella Arcivescovile o di Sant’Andrea si trova al primo piano del Museo Arcivescovile della città, unico monumento ortodosso ancora visibile dal V secolo d.C. Successivamente, con la conquista di Ravenna da parte dei bizantini, la cappella fu dedicata a Sant’Andrea, le cui reliquie giunsero da Costantinopoli alla metà del VI secolo. Tutto l’impianto decorativo è iconograficamente improntano alla celebrazione del Salvatore, a cui l’intero edificio è dedicato. Infine, anche l’iscrizione in latino nel vestibolo che cita “O la luce è nata qui o, fatta prigioniera, qui regna libera”, con molta probabilità si riferisce alla luce ortodossa.

Piazza Arcivescovado
https://www.ravennamosaici.it/cappella-di-santandrea-e-museo-arcivescovile/

7. MAUSOLEO DI TEODORICO

Mausoleo di Teodorico, Ravenna. Archivio fotografico Comune di Ravenna

Tra i monumenti religiosi più iconici da vedere a Ravenna c’è il Mausoleo di Teodorico, la più celebre costruzione funeraria realizzata dagli Ostrogoti e inserita all’interno della prestigiosa lista del patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’edificio mescola in maniera equilibrata tutte le diverse influenze stilistiche, passando da quelle orientali a quelle tipicamente romane. Realizzata interamente con blocchi di pietra d’Aurisina, la struttura è ricoperta da una grande cupola monolitica dalle sorprendenti metrature, con dodici anse nelle quali sono iscritti i nomi degli Apostoli e degli Evangelisti. Le spoglie di Teodorico furono rimosse con l’arrivo di Giustiniano, e più precisamente con l’emanazione dell’omonimo editto del 561 d.C., secondo il quale il mausoleo doveva essere trasformato in oratorio e consacrato al culto ortodosso, come il restante regno.

Via delle Industrie 14
https://musei.emiliaromagna.beniculturali.it/musei/mausoleo-di-teodorico

8. BATTISTERO DEGLI ARIANI

Ravenna, Cupola del Battistero degli Ariani, 2013. Photo Incola CC BY SA 3.0 via Wikipedia

Uno degli otto monumenti Patrimonio UNESCO di Ravenna è il Battistero degli Ariani, fatto costruire probabilmente alla fine del V secolo d.C., ovvero quando l’arianesimo era il culto della corte gota. Ovviamente, con l’arrivo di Giustiniano il monumento venne riconsacrato al culto ortodosso, diventando un oratorio dedicato alla Santa Vergine, per poi passare all’Ordine dei monaci benedettini che lo consegnarono al clero secolare, nel XIII secolo. Infine, dopo una serie di vicissitudini, il Battistero divenne di proprietà dello Stato nel 1914, e furono avviati una serie di lavori di restauro tanto per la struttura quanto per i magnifici mosaici della cupola. I suoi tasselli scintillanti giungono a noi senza aver perso la bellezza originale con la rappresentazione del Battesimo di Cristo, iconografia che abbiamo già incontrato nel Battistero Neoniano ma reinterpretata in maniera differente. Questo mosaico, molto probabilmente, risale all’epoca di Teodorico, mentre gli apostoli sembrano quasi del tutto rimaneggiati a metà del VI secolo.

Vicolo degli Ariani
https://www.musei.emiliaromagna.beniculturali.it/musei/battistero-degli-ariani

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.