Arte e poesia. Un viaggio in cento luoghi d’Italia

Un inedito itinerario nel nostro Paese tracciato da un poeta e uno storico dell’arte che combinano versi e immagini. Cento luoghi fisici, simbolici, mentali richiamano cento testi poetici di ogni tempo e origine. Per esprimere il paesaggio, l’arte, la gente d’Italia in una sorta di guida lontana da ogni cliché.

Maki Galimberti, Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano), 2020 ©Maki Galimberti
Maki Galimberti, Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano), 2020 ©Maki Galimberti

Cento luoghi di-versi. Un viaggio in Italia è uno “strano libro“, come lo definisce Tomaso Montanari nella sua presentazione, “in cui opere e versi si tallonano in un inseguimento vertiginoso”. Ma forse il termine ‘opere’ è restrittivo. È più opportuno riferirsi alle immagini di cento luoghi che si incrociano con cento poesie. Le pagine del testo sono state ideate e realizzate dallo storico dell’arte Montanari, appunto, e dal poeta Franco Marcoaldi. Per quanto l’esperto sia fondamentale per conoscere i dipinti e raccontarne la storia, non sempre riesce a stabilire un vero e proprio contatto con il lettore, a suscitare un sentimento che gli accenda l’anima. La soluzione si potrebbe trovare nella poesia, l’unica in grado di perforare il nucleo incandescente della singola interiorità.

Pinturicchio, Pio II giunge ad Ancona, dal ciclo Storie della vita di Enea Silvio Piccolomini, 1502 08. Duomo di Siena. Photo Ghigo Roli Archivi Alinari, Firenze
Pinturicchio, Pio II giunge ad Ancona, dal ciclo Storie della vita di Enea Silvio Piccolomini, 1502 08. Duomo di Siena. Photo Ghigo Roli Archivi Alinari, Firenze

LA BELLEZZA ITALIANA

La genesi del testo, dalle conclamate motivazioni etiche e civili, è dettata dall’angosciante periodo pandemico, dal forzato silenzio metafisico delle piazze e dei musei. Prigionieri nelle nostre case, possiamo rileggere, riscoprire il Paese. Lessema che Montanari preferisce al più impegnativo, se non ambiguo, concetto di nazione. Se vogliamo definirci una nazione non lo dobbiamo al sangue o alla razza ma alla bellezza ‒ immeritata ‒ dell’Italia, come la definisce Paolo Volponi. Bellezza sancita dalla Costituzione, che all’articolo 9 recita: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico”. E a questo principio fondamentale si riallaccia Franco Marcoaldi nel poemetto inserito nel libro là dove scrive: “Albero o quadro, bassorilievo / o colle, torrente o capitello / medesima la cura e la premura / che dovremmo avere / per custodire tutto il bello / che abbiamo ereditato”. E più avanti: “Chi non sa apprezzare un albero / non può apprezzare un quadro”.

Nicolas de Staël, Sicilia, 1953. Collezione privata. Photo © Christie’s Images – Bridgeman Images
Nicolas de Staël, Sicilia, 1953. Collezione privata. Photo © Christie’s Images – Bridgeman Images

IMMAGINI E PAROLE

Il percorso tracciato nel libro prescinde da qualsivoglia ordine, sia esso geografico, tipologico o storico. Gli autori lasciano a chi legge la possibilità di crearsene uno tutto proprio, dove a prevalere siano la conoscenza e l’amore per il territorio. Anche se a legare le immagini alle poesie, ad associare, suggerire, sussurrare, o talvolta a sparigliare le carte, c’è sempre una concisa didascalia in prosa. Sono brevissime stringhe testuali che sollecitano inedite letture tra riferimento iconico e richiamo in versi.
Vorremmo citare “Mare aulico, mare operaio”. Da un lato l’imponente struttura compositiva, i dettagli enfatizzati delle figure e del paesaggio del Pinturicchio in Pio II giunge ad Ancona. E dall’altro Ancona di Carlo Levi con “il grigio mare che tu zappi e semini / contadino lucano, / l’azzurra terra delle tue fatiche / marinaio d’Ancona…”.
E ancora: Sincronie. La Sicilia, il suo cuore di Leonardo Sciascia. Qualcuno si potrebbe stupire nello scoprire questo lato inconsueto dello scrittore di Racalmuto. Ma anche nei versi riesce a equilibrare la ricchezza delle immagini con il rigore della scrittura. Versi incisivi, essenziali per catturare l’anima dell’isola: la luce “strozzata dalle nuvole, che geme / sui prati stenti, sui greti aspri, / nell’occhio melmoso delle fonti”. Come incisiva, essenziale, densa, terrosa è la materia pittorica nella Sicilia di Nicolas de Staël.

‒ Fausto Politino

Franco Marcoaldi, Tomaso Montanari ‒ Cento luoghi di-versi. Un viaggio in Italia
Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2020
Pagg. 240, € 19,90
ISBN 9788812008711
www.treccani.it

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Fausto Politino
Laureato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Sartre. Abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Ha scritto articoli d’arte per il blog Artesplorando. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.