London Updates: l’installazione biodinamica di Philippe Parreno alla Turbine Hall della Tate Modern

Colture di microorganismi attivano il bio-reattore che anima l’ultimo lavoro dell’artista francese. L’intervento alla Tate apre di fatto la settimana di Frieze

Philippe Parreno, Anywhen, 2016. Veduta dell'installazione, Turbine Hall, Tate Modern, Londra. Courtesy Tate
Philippe Parreno, Anywhen, 2016. Veduta dell'installazione, Turbine Hall, Tate Modern, Londra. Courtesy Tate

Apre al pubblico alla Tate Modern Anywhen, la nuova installazione sponsorizzata Hyundai a firma di Philippe Parreno, primo grande evento che segna la settimana del contemporaneo a Londra, in attesa di Frieze (la fiera va in scena dal 6 al 9 ottobre). Sotto la volta della Turbine Hall, collegamento tra la Boiler House e la nuova Switch House (l’ala inaugurata solo lo scorso mese di giugno), l’artista francese reinterpreta l’architettura riprogettata da Herzog & de Meuron, proponendo un’installazione monumentale e multimediale. A cura di Andrea Lissoni, il progetto è visitabile fino al 2 aprile. Due ampi tappeti, posizionati all’ingresso e nel cuore della sala, invitano a fruire di uno spazio cinematografico in divenire: dal soffitto calano, come dalla volta di un teatro, pannelli acustici, speaker e un proiettore, mentre diverse luci a ritmo alternato alterano le condizioni luminose dell’ambiente. Segue un film, in cui il bisbiglio di una voce femminile, quella dell’attrice e ventriloqua Nina Conti, introduce primi piani di creature marine, i cui suoni riecheggiano nello spazio. Il tutto circondati da palloncini a forma di pesce, fluttuanti in diversi angoli della sala.

LO ZAMPINO DI SEHGAL
Collaborazione multidisciplinare con Liam Gillick, Tino Sehgal e Isabel Lewis per l’installazione luminosa, e con Nicolas Becker e Cengiz Hartlap per l’installazione sonora, Anywhen coinvolge inoltre esseri del regno animale e vegetale. Un laboratorio, visibile dai visitatori attraverso un vetro, collega infatti dei microorganismi a diversi sensori, posizionati sul soffitto e lungo l’ambiente, attraverso un bio-reattore. Reagendo ai cambiamenti di umidità e luce nello spazio, tali organismi attivano i sensori, influenzando in tal modo i movimenti degli elementi mobili dell’installazione.

LA LINEA GREEN DELLA TATE
Il progetto segue Empty Lot dell’artista messicano Abraham Cruzvillegas, in cui una piattaforma ospitava dei box colmi di terra, provenienti da diverse aree di Londra, coltivati per favorire la fertilità di organismi vegetali. Con Parreno, la Turbine Hall si conferma come spazio dedicato all’arte e alla natura, binomio sempre più presente nella ricerca artistica contemporanea. Tra mecenatismi scomodi, come quello della società petrolifera BP, terminato con la Tate dopo ventisei anni a seguito di proteste, il marzo scorso, il progetto di Parreno conferma un’attenzione crescente da parte del mondo dell’arte. Tanto per i visitatori quanto per le aziende, un interesse difficile da ignorare.

TUTTE LE MAXI INSTALLAZIONI
Anywhen si inserisce in modo organico all’interno della programmazione della Tate Modern, come erede del maxi-progetto sponsorizzato da Unilever che, dall’apertura del museo nel 2000 e fino al 2012, ha visto la Turbine Hall animarsi, una volta l’anno – in genere dal mese di settembre/ottobre fino a marzo/aprile – con una grande installazione site-specific di un personaggio di punta della scena internazionale (in rigoroso ordine di apparizione abbiamo avuto Louise Bourgeois, Juan Muñoz, Anish Kapoor, Olafur Eliasson, Bruce Nauman, Rachel Whiteread, Carsten Höller, Doris Salcedo, Dominique Gonzalez-Foerster, Miroslaw Balka, Ai Weiwei, Tacita Dean e Tino Sehgal). Un progetto che, esauritosi il rapporto con Unilever, ha avuto un anno di pausa prima di accogliere nel 2014 l’installazione di Richard Tuttle e avviare con l’anno successivo il rapporto con lo sponsor Hyundai, che ha portato appunto agli interventi di Cruzvillegas e ora Parreno.

– Elio Ticca

4 ottobre 2016 – 2 aprile 2017
Philippe Parreno – Anywhen
Tate Modern – Turbine Halle
Londra, Bankside
http://www.tate.org.uk/

 

 

 

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Elio Ticca
Nato a Nuoro nel 1988, si laurea allo IUAV di Venezia in arti visive e dello spettacolo. È in partenza per il Regno Unito per approfondire i propri studi in storia dell'arte alla University of Leeds, attratto dalle connessioni fra l'arte di ogni tempo, i gender studies, gli studi warburghiani, le scienze umane e le discipline umanistiche contemporanee. Cerca un proprio Gesamtkunstwerk personale sulla tela, attraverso l'obiettivo della videocamera, con un violino, attardandosi nella città nel tentativo di lasciarla. Spinto dalla passione verso (vecchie) nuove forme estetiche, necessarie allo sviluppo umano, collabora con Artribune dal 2013.

3 COMMENTS

  1. Uno che fa svolazzare alcune acciughe e utilizza come altri centinaia di artisti l’ inutilità di registrazioni sensoriale per produrre in un incredibile spazio una claustrofobica stanza di proiezione sarebbe un grande artista???? e quanto hanno speso per sta bagginata?

  2. Alcuni palloncini a forma di pesce che svolazzano, un documentario simil naturista e un tappetto su cui rilassarsi… siamo proprio alla frutta!

  3. […] TATE PIGLIATUTTO: MILLBANK E SOUTHWARK È del cinque dicembre l’annuncio della vincitrice del Turner Prize 2016, Helen Marten. Alla Tate Britain è possibile visitare le quattro installazioni dei finalisti – oltre alla vincitrice, Michael Dean, Anthea Hamilton, Josephine Pryde – fino all’inizio di gennaio; di martedì, il pubblico può scegliere il prezzo del biglietto. Sempre nel museo di Millbank troviamo il britannico Paul Nash, pittore noto per i suoi paesaggi inglesi stravolti dai conflitti mondiali. Alla Tate Modern proseguono le temporanee su Robert Rauschenberg e Wifredo Lam, oltre a The Radical Eye, parte della collezione fotografica di Elton John, e Anywhen, scenografica installazione in movimento nella Turbine Hall, firmata Philippe Parreno. […]

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