Lo studio SANAA disegna a Tokyo il museo di Hokusai, il più famoso artista giapponese di sempre

Un nuovo edificio di quattro piani nel quartiere Sumida, dove il creatore della celebre “Grande onda” è nato e vissuto. Dagli stessi progettisti del Louvre a Lens e del New Museum di New York

Sumida Hokusai Museum
Sumida Hokusai Museum

Fu lui, in particolare con le xilografie ukiyo-e esposte nel padiglione del Giappone all’Esposizione Mondiale di Parigi del 1867, a porre le basi per la nascita e la diffusione in Europa del Giapponismo. Non si contano i grandi artisti influenzati dalla sua opera, da van Gogh a Degas, a Henri Rivière, ma anche creativi trasversali come Émile Gallé o il compositore Claude Debussy, che a lui si ispirò per il suo poema sinfonico La Mer. Eppure, benché tanto influente sul piano internazionale, nei suoi 90 anni di carriera Katsushika Hokusai (1760-1849) non lasciò praticamente mai la città di Tokyo, anzi proprio il quartiere di Sumida dove era nato. E Sumida ora ricambia l’attaccamento del creatore della celebre Grande onda, di cui in questo periodo si parla molto in Italia per la mostra che fino al 29 gennaio 2017 lo vede protagonista – assieme a Hiroshige e Utamaroa Palazzo Reale di Milano, dedicandogli un museo monografico pronto per essere inaugurato il prossimo 22 novembre.

RICOSTRUITO ANCHE L’ATELIER DEL MAESTRO
Un trionfo nipponico, reso ancor più eclatante dalla scelta del progettista del nascente Sumida Hokusai Museum: quello giapponesissimo Studio SANAA (Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, Pritzker Prize nel 2010), celebre per i suoi importanti progetti museali, da quello per il New Museum a New York al Louvre di Lens, fino alla The River – Grace Farms Foundation, nel Connecticut. Il museo – sul quale scarseggiano i dettagli, tenuti riservati fino all’opening – avrà una struttura espositiva connessa ad un percorso conoscitivo delle tecniche usate dall’artista, del quale ripercorrerà anche la movimentata biografia. I visitatori potranno vedere anche l’atelier del maestro ricostruito in piena regola, sulla base di un dipinto del suo apprendista Iitsu Tsuyuki.

UNA ZONA RICCA DI CULTURA
Il nuovo edificio, strutturato su 4 piani, sorge all’interno del Parco Midori-Cho, a Tokyo, luogo di particolare importanza per l’arte di Hokusai in quanto un tempo qui sorgeva un palazzo appartenente ad un signore feudale committente dell’artista. Una zona comunque molto dinamica a livello culturale, che ospita già l’Edo-Tokyo Museum e il Ryōgoku Kokugikan, il celeberrimo palazzetto del sumo; ma anche il quartier generale di Asahi, con la scultura urbana della Asahi Flame disegnata da Philippe Starck, tra i più riconoscibili segni moderni nel paesaggio urbano della città.
Nella gallery, immagini del museo…

– Massimo Mattioli

http://hokusai-museum.jp/

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.