Arte in vacanza. Vincent van Gogh e Glenn Brown ad Arles

Alla Fondation Vincent van Gogh opere provenienti dalle collezioni del Museo Van Gogh di Amsterdam e del Kröller-Müller Museum di Otterlo. A confronto con quelle del pittore britannico

Van Gogh in Provence, Modernizing Tradition, Fondation Vincent van Gogh, Arles
Van Gogh in Provence, Modernizing Tradition, Fondation Vincent van Gogh, Arles

Che vi piaccia o meno, che lo riteniate portatore di valori artistici universali o di stilemi basici e quindi popolari, non potrete comunque negare che Vincent van Gogh resista stabilmente e inossidabilmente ai piani alti dell’immaginario creativo collettivo. Anche nelle scorse settimane vi davamo conto di una serie di iniziative che riguardano il genio del Post-Impressionismo: dalla mostra On the Verge of Insanity: Van Gogh and His Illness, allestita nel Van Gogh Museum di Amsterdam, con circa 60 dipinti e alcuni documenti utili ad una ricostruzione del quadro clinico del pittore, al simposio che a metà settembre cercherà di chiarire ulteriormente gli aspetti medici, al libro Van Gogh’s Ear di Bernadette Murphy, che getta nuova luce sul tragico episodio del taglio dell’orecchio.

SETTE ANNI DI ATTIVITÀ DEL GRANDE ARTISTA
Ma anche chi, in questi ultimi scampoli di estate, scegliesse la Provenza, avrebbe modo di pagare pegno al proprio personale vangoghismo: grazie alla mostra Van Gogh in Provence: Modernizing Tradition, che alla Fondation Vincent van Gogh di Arles riunisce 31 dipinti – di cui 29 mai esposti prima ad Arles – provenienti dalle collezioni del Museo Van Gogh di Amsterdam e del Kröller-Müller Museum di Otterlo. Curata da Sjraar van Heugten, l’esposizione offre un panorama di sette anni di attività, che si concludono con il soggiorno dell’artista in Provenza. Si tratta della terza retrospettiva dedicata all’artista presso la Fondazione a lui intitolata, e conferma l’impegno dell’istituzione nel presentare il lavoro e il pensiero dell’artista nell’interazione con la produzione artistica contemporanea: in questo caso con una concomitante mostra personale del pittore britannico Glenn Brown. Ne vedete una selezione di immagini nella nostra fotogallery…

www.fondation-vincentvangogh-arles.org

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.