La Sposa di Sale di Sigalit Landau fa impazzire il web, diventando un trend

Il progetto realizzato nel 2014 è in mostra alla Marlborough Gallery di Londra. Nel frattempo è diventato un’icona sui social, scatenando condivisioni selvagge

Sigalit Landau, Saltbride
Sigalit Landau, Saltbride

Il progetto è stato realizzato nel 2014, ma in questi giorni sta facendo impazzire il web, diventando in pochissimo tempo un trend, non solo tra gli art addict. È la Salt Bride dell’artista israeliana Sigalit Landau, un intervento pieno di pathos realizzato da questa nelle acque del Mar Morto. L’opera, in mostra ancora per pochi giorni, fino al 3 settembre, alla Marlbourogh Gallery di Londra, è frutto di un lungo processo durato ben due mesi. L’artista aveva infatti immerso nelle acque del lago che bagna Israele, Cisgiordania e Giordania, chiamato mare per l’alta componente salina (10 volte un oceano!), un abito nero dei primi del 1900. La stoffa, sulla quale i cristalli di sale hanno agito per due mesi, ha subito una vera e propria trasformazione. Diventando quasi bianca, ha assunto le fattezze di un abito da sposa – da qui il nome dell’opera -, scatenando grazie alle foto subacquee di Yotam From, che lo ritraggono mentre fluttua nel lago, una condivisione selvaggia sui social.

LA MOSTRA A LONDRA
Luogo iconico per la tradizione culturale israeliana, il Mar Morto si situa nella depressione più profonda della Terra, a 415 metri sotto il livello del mare. In mostra a Londra, 8 stampe fotografiche di grande formato che documentano la trasformazione nelle varie fasi. L’indumento scelto dalla Landau è un abito tradizione della filosofia chassidica, un movimento di massa ebraico basato sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso nato in Polonia nel XVIII secolo ed è una replica del costume indossato dal personaggio femminile Leah nella rappresentazione canonica Yddish, il Dybbuk. Sigalit Landau, che ha realizzato molte opere sul Mar Morto, ha scritto nel suo statement: “Nel corso degli anni, ho imparato moltissimo da questo strano posto. E ancora oggi la sua magia ci attende: offrendo nuove idee, esperimenti e consapevolezze. È come un incontro con un diverso sistema temporale, una logica differente, un altro pianeta. È come la neve, come lo zucchero, l’abbraccio della morte; lacrime solide. Come un bianco arrendersi al fuoco e all’acqua combinati“.

Santa Nastro

http://www.marlboroughlondon.com/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.