Gli Oscar Mondadori cambiano aspetto. Lo studio Leftloft firma il restyling

Il noto studio di design con sede a Milano e New York ha ripensato anche la celebre statuetta, semplificata nelle forme e resa più contemporanea

Oscar Mondadori by Leftloft
Oscar Mondadori by Leftloft

Se serviva una conferma del fatto che i grandi sono sempre pronti a mettersi in discussione senza temere di perdere posizioni, anzi scommettendo sulla novità per riaffermare la propria grandezza, questa viene – nell’ambito dell’editoria – dagli Oscar Mondadori. Il più grande catalogo editoriale in Italia, e fra i più importanti al mondo, con oltre 4500 titoli, 28 collane e più di 1200 autori. Già lo scorso anno la Arnoldo Mondadori, per festeggiare i cinquant’anni degli Oscar, aveva guardato alle nuove generazioni della creatività italiana, chiedendo agli studenti dello IED, l’Istituto Europeo di Design, di reinterpretare dieci tra i libri immortali del catalogo Oscar Mondadori, ridisegnandone le copertine. Da Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez, a Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, La fattoria degli animali di Orwell, Sulla strada di Kerouac.

UN NUOVO FONT TIPOGRAFICO CHE IDENTIFICA LA PAROLA OSCAR
Ora il vento di rinnovamento assume caratteri più strutturali, visto che la casa editrice ha varato il rebranding di Oscar Mondadori, affidandosi a Leftloft, il noto studio di design con sede a Milano e New York. Uno studio relativamente giovane, ma già abituato a lavorare con partner del calibro di New York Times, Documenta Kassel, Castello Di Rivoli, Triennale Design Museum, Eni, Hangar Bicocca, Mondadori, Moleskine, Contrasto, Madre di Napoli. E della Biennale di Istanbul, per la quale curarono lo scorso anno catalogo e immagine coordinata. “Il progetto di rebranding di Leftloft offre una nuova idea di tascabile: pop e contemporaneo, trasversale ai generi e alle generazioni, prima di tutto ‘Oscar’”. Un progetto che rende le copertine e i dorsi riconoscibili a prima vista in libreria e nel panorama editoriale. Con la celebre statuetta semplificata nelle forme e resa più contemporanea, inscritta in una “O” piena e posizionata sempre in alto. Leftloft ha poi ideato un nuovo font tipografico che identifica la parola OSCAR in tutte le collane. Che ve ne pare a primo impatto?

leftloft.com
http://oscar.librimondadori.it/

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.