Allerta degli scienziati sull’inquinamento nei musei e nelle gallerie: dalla formaldeide di Damien Hirst alle radiazioni degli schermi digitali, tutti i rischi per la salute degli appassionati d’arte

Il primo incriminato? Damien Hirst, con le sue opere imbalsamate conservate sotto formaldeide. La sostanza tossica trasuderebbe dal sigillante rendendo gli spazi – nel caso in esame quelli della Tate Modern di Londra – pericolosamente cancerogeni. Pronti i portavoce del Museo e dell’artista con disclaimer sugli eventuali rischi per la salute. Il problema tuttavia non […]


Il primo incriminato? Damien Hirst, con le sue opere imbalsamate conservate sotto formaldeide. La sostanza tossica trasuderebbe dal sigillante rendendo gli spazi – nel caso in esame quelli della Tate Modern di Londra – pericolosamente cancerogeni. Pronti i portavoce del Museo e dell’artista con disclaimer sugli eventuali rischi per la salute. Il problema tuttavia non coinvolgerebbe solo il celebre artista inglese: ci sarebbe un generale pericolo gallerie tossiche, e l’allerta arriva da uno studio di scienziati del Politecnico di Milano pubblicato sul Journal of the Royal Society of Chemistry che ha trovato i livelli di tossicità dell’aria di musei e gallerie troppo alti.
Anche le radiazioni provenienti da installazioni video, le vernici tossiche, i materiali sintetici alterati chimicamente e quelli facilmente infiammabili sono al centro della polemica. Si suppone che gli appassionati d’arte non cederanno agli allarmismi: già in passato, per esempio, decretarono il successo planetario della spianata di semi di girasole in porcellana riversati da Ai Weiwei, nella Turbine Hall, sempre alla Tate Modern, benché le polveri di piombo fossero dichiarate altamente velenose per l’apparato respiratorio. Ci manca solo che sui biglietti dei musei, come sui pacchetti di sigarette, compaia la scritta “Nuoce gravemente alla salute”, accompagnata da un inquietante teschio. Magari quello tempestato di diamanti firmato proprio Damien Hirst…

Federica Polidoro

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.

1 COMMENT

  1. Ma molte opere di arte contemporanea non sono solo tossiche per la salute fisica, ma anche per l’altra…

Comments are closed.