Prime immagini da ArtVerona. Qualche big galleries, e tanti stand con artisti italiani a prezzi accessibili

Prime impressioni – fotografiche soprattutto – dall’11esima edizione di ArtVerona. Suddivisa a grandi in linee in due padiglioni rispettivamente dedicati al Moderno e al Contemporaneo, nel primo vede una sovrabbondanza piuttosto incredibile di Turi Simeti, con le corazzate Tornabuoni e Mazzoleni a dominare per ampiezza di stand e offerta artistica. Notevole la piccola ma preziosa […]

Prime impressioni – fotografiche soprattutto – dall’11esima edizione di ArtVerona. Suddivisa a grandi in linee in due padiglioni rispettivamente dedicati al Moderno e al Contemporaneo, nel primo vede una sovrabbondanza piuttosto incredibile di Turi Simeti, con le corazzate Tornabuoni e Mazzoleni a dominare per ampiezza di stand e offerta artistica. Notevole la piccola ma preziosa area dedicata a libri rari e d’artista, dove anche qui abbiamo chi si distingue di qualche lunghezza, ovvero l’immancabile Giorgio Maffei. Quanto al contemporaneo, qualità piuttosto ondivaga, probabilmente con un eccesso di timidezza anche da parte di chi non ti aspetti.
Nel complesso è comunque una fiera dai molti stimoli e che conferma un placement preciso e intelligente, con gallerie italiane che mostrano soprattutto artisti italiani a prezzi accessibili. Se proprio dovessimo fare due nomi, Artericambi sarebbe la galleria e Luigi Presicce l’artista. Ottimo il display della Raw Zone – mentre di i6 vi parleremo più tardi, dopo l’assegnazione del premio – mentre più dibattuta la doppia area King Kong, con un accavallamento forse eccessivo. Una richiesta però è non trattabile: risolvere il problema della luce radente che impatta terribilmente sulle opere, in specie le fotografie. Ve la ricordate la situazione a MIA qualche mese fa a Milano? Ecco, qui è simile. È pur vero che però per l’edizione 2016 si parla di nuovi, nuovissimi spazi… Vi terremo informati.

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