Lo Strillone: Gregotti e l’architettura prodotto mercantile sul Corriere della Sera. E poi fontana del Bernini, Dante nel mirino dell’Isis. Ottavio Mazzonis

“Secondo i risultati del XVII rapporto Almalaurea 2015 sullo stato di occupazione dei laureati in Italia, i dottori in Architettura, insieme con i colleghi di Giurisprudenza mostrano la più elevata quota di nuovi professionisti in cerca di lavoro. A cinque anni dalla laurea, lo stipendio medio di un architetto non raggiunge i 1.200 euro mensili”. […]

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Secondo i risultati del XVII rapporto Almalaurea 2015 sullo stato di occupazione dei laureati in Italia, i dottori in Architettura, insieme con i colleghi di Giurisprudenza mostrano la più elevata quota di nuovi professionisti in cerca di lavoro. A cinque anni dalla laurea, lo stipendio medio di un architetto non raggiunge i 1.200 euro mensili”. Parte da qui l’affondo firmato sul Corriere della Sera da Vittorio Gregotti, sullo stato di salute dell’architettura in Italia e a Milano: “La città soffre di grattacielismo”. “Negli ultimi cinquant’anni la produzione edilizia ha superato di gran lunga quella dei precedenti duemila, e gli affari hanno largamente superato i motivi culturali e di interesse collettivo della loro pratica artistica. Così l’architettura è diventata solo un prodotto mercantile (ed ha anche moltiplicato la sua complessità tecnica e burocratica) e lo studio di architettura è diventato una ‘società di servizio’, come è definita nei nostri anni anche dall’Unione Europea”.

Sfregio nella fontana del Bernini. La Repubblica segnala un nuovo caso di vandalismo a Roma: “in piazza Navona cinque turisti americani, chi in costume chi in bikini, ma tutti allegramente ubriachi, vengono immortalati di fronte ad allibiti e impotenti operatori dell’Ama mentre si fanno il bagno nella fontana dei Quattro Fiumi del Bernini”. La tomba di Dante nel mirino dell’Isis. Il Messaggero torna sulle minacce possibili per l’Italia: “Il monumento dedicato al Poeta compare in una lista di obiettivi sensibili stilata dagli analisti del Viminale e opportunamente divulgata alle questure e prefetture di tutta Italia perché drizzino le antenne”. Il cenacolo culturale di un grande collezionista: La Stampa racconta le opere della raccolta privata di Ottavio Mazzonis, in esposizione fino al 30 agosto a Torino, alla Fondazione Accorsi-Ometto.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

1 COMMENT

  1. Perfettamente d’accordo con Gregotti. Negli ultimi trent’anni si è costruito troppo e male e non solo in Italia. Si è costruito soprattutto senza motivazioni e interessi collettivi realmente funzionali alle dinamiche sociali e culturali per perseguire e assecondare solo interessi economici-imprenditoriali e politici. Il risultato è sotto i nostri occhi ; periferie urbane e altre realtà senza anima, decadimento e omologazione generale, identità locali sfregiate per interessi di pochi.

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