A Venezia la prima retrospettiva in Italia del Doganiere Henri Rousseau. Tutte le immagini in anteprima dall’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale

Mancano pochi giorni all’inaugurazione ufficiale della poderosa mostra dedicata al più famoso Doganiere di tutti i tempi. Accompagnata dall’affascinante sottotitolo Il candore arcaico, l’esposizione di Henri Rousseau conferma la linea d’indagine curatoriale seguita dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dal suo direttore, Gabriella Belli, sul tema delle grandi mostre. A quasi tre anni di […]

Mancano pochi giorni all’inaugurazione ufficiale della poderosa mostra dedicata al più famoso Doganiere di tutti i tempi. Accompagnata dall’affascinante sottotitolo Il candore arcaico, l’esposizione di Henri Rousseau conferma la linea d’indagine curatoriale seguita dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dal suo direttore, Gabriella Belli, sul tema delle grandi mostre. A quasi tre anni di distanza dal grande focus monografico incentrato su Manet, anche stavolta il lavoro di ricerca alla base di una mostra tanto ambiziosa si rivela attentissimo: grazie alla collaborazione con un altro colosso istituzionale, Il Musée d’Orsay di Parigi, l’obiettivo della rassegna è riaccendere l’interesse verso una figura troppo a lungo emarginata dalla critica e vittima della facile etichetta naive.
Le quarantuno opere pittoriche di Rousseau intessono un dialogo sorprendentemente coerente con altri sessanta dipinti realizzati da una cerchia di insospettabili estimatori del Doganiere: gli amici artisti, i primi a collezionare i suoi capolavori. Da Picasso a Kandinskij fino a Delaunay, i grandi nomi del Novecento hanno accompagnato, e supportato, la fulminante carriera dell’artista. Una personalità enigmatica ma coerente, disposta ad assorbire i modelli del passato e a farli confluire in uno stile totalmente unico, visionario, che rifiuta la luce e l’aria e che salta a piè pari le avanguardie di inizio secolo, coniando quel “realismo virginale” evocato dalla Belli, futura ispirazione della nuova pittura europea. Non resta allora che attendere l’avvio ufficiale della mostra, previsto per il 6 marzo, e intanto godersi la fotogallery riservata a “un esempio di straordinaria sintesi”, come indicato dal direttore dei MuVe.

– Arianna Testino

 

 

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).