Bologna Updates: per ricordarsi che Bologna è una città d’arte di primissimo ordine c’è il programma Art City. Palazzi e musei incredibili aperti per arte

  Bologna è una città d’arte di rilevanza planetaria che però fa enorme fatica ad affermare questa sua vocazione. Forse perché ha puntato storicamente molto sull’università, forse perché è sempre stata anche una città operosa e produttiva. Ma soprattutto perché non ha una emergenza monumentale celebre nel mondo. Anche in Italia non riesce a competere […]

 

Bologna è una città d’arte di rilevanza planetaria che però fa enorme fatica ad affermare questa sua vocazione. Forse perché ha puntato storicamente molto sull’università, forse perché è sempre stata anche una città operosa e produttiva. Ma soprattutto perché non ha una emergenza monumentale celebre nel mondo. Anche in Italia non riesce a competere con le tre grandi città d’arte (Roma, Firenze, Venezia) perché manca di un picco, di un’opera o di un’architettura famosissima. Anche Milano e addirittura Torino la superano al nord perché dotate di opere, musei o architetture celebri.
Bologna no. Bologna ha “semplicemente” un livello altissimo e diffuso di patrimonio. Patrimonio quasi completamente sconosciuto e snobbato dai relativi pochi turisti che la frequentano non come sede di incontri fieristici e di business, ma come città d’arte.
Ebbene per ovviare a questo percepito penalizzante da tre anni ArteFiera promuove un’operazione che ha avuto dei momenti di rodaggio, ma che adesso sta prendendo piede e si mostra in tutta la sua strategicità: Art City. Ovvero il circuito di mostre in città che, al netto di quelle allestite nelle gallerie private e negli spazi deputati al contemporaneo, consente ai visitatori dell’art week end bolognese di entrare in musei dove mai, neppure in gita scolastica (Bologna solo raramente ne è meta), erano mai entrati. E le scoperte sono a dir poco sorprendenti.
Lo è ovviamente la PInacoteca Nazionale, dove si è forzati ad entrare se si vuole vedere la mostra curata Marco Scotini e principale evento a latere della fiera. Lo sono tutti gli spazi che ospitano la mostra diffusa di Sissi. A partire dallo straordinario Archiginnasio e poi Palazzo D’Accursio e Palazzo Poggi per tacere del Museo Archeologico.
E ancora l’Accademia, Palazzo Pepoli, il Museo Medievale, Casa Morandi.
Insomma, molto semplicemente, ArteFiera si propone grazie a questo circuito (che poi ha la sua consacrazione il sabato sera dell’art week con la notte bianca) come dispositivo di conoscenza di un patrimonio di prim’ordine ma pressoché sconosciuto.

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