L’arte? Sta in un una “botte di ferro”. Quella con cui Elisa Sighicelli vince la prima edizione del premio “Artisti per Frescobaldi”. L’assegnazione a Milano: e già si parla di una prossima collezione…

Non usa, prudentemente, la parola museo: ma il concetto, in fondo, è chiaro. Nella preview che anticipa, al Palazzo delle Stelline Milano, l’assegnazione della prima edizione del premio “Artisti per Frescobaldi”, l’ideatrice del progetto, Tiziana Frescobaldi, anticipa che le tre opere finaliste di questa edizione sono il primo tassello per la costituzione di un corpus […]

Elisa Sighicelli - Senza titolo (una botte di ferro), 2012

Non usa, prudentemente, la parola museo: ma il concetto, in fondo, è chiaro. Nella preview che anticipa, al Palazzo delle Stelline Milano, l’assegnazione della prima edizione del premio “Artisti per Frescobaldi”, l’ideatrice del progetto, Tiziana Frescobaldi, anticipa che le tre opere finaliste di questa edizione sono il primo tassello per la costituzione di un corpus ben più organico. Da conservare e, naturalmente, mostrare in uno spazio appropriato. Il contemporaneo, insomma, sta in una botte di ferro: e Senza titolo (una botte di ferro) è il titolo dell’opera che ha conquistato la prima edizione del premio. La firma è quella di Elisa Sighicelli (Torino, 1968), che si è letteralmente immersa in una cisterna per fotografare gli eterei riverberi violacei che il processo di vinificazione imprime sul metallo. Un vortice cromatico che ha conquistato per la propria immediatezza e capacità evocativa, superando la concorrenza di lavori che hanno puntato su costruzioni più concettuali.
In finale anche la mappa con cui Giovanni Ozzola ha sintetizzato la geografia dei poderi Frescobaldi e la posizione degli astri che scorrono su quelle terre; al cielo, ma in maniera decisamente diversa ha guardato l’altra finalista, Rä di Martino: la sua veduta di Castelgiocondo, cuore dell’azienda Frescobaldi, è ironicamente inquietata dall’apparizione di sfuggenti dischi volanti. Voto unanime quello espresso dalla giuria, composta da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani; Angela Tecce, direttrice di Castel Sant’Elmo; Franziska Nori, direttrice della Strozzina e Marina Pugliese, direttrice del Museo del Novecento.
Ai finalisti ora il compito di trarre, da ciascuna opera, il lay-out per le etichette che accompagneranno una prossima edizione limitata in cinquecento bottiglie; le loro opere saranno al seguito dei vini Frescobaldi in più eventi di comunicazione in giro per il mondo. Prima di rientrare a casa, in Toscana. Ed attendere di entrare nel futuro “non-museo”…

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.

1 COMMENT

  1. Meno male, Ra Di Martino aveva copiato in maniera imbarazzante Matteo Basilé…strano che Pratesi non se ne sia accorto.

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