L’art system come lo star system, nell’epoca del POP. Luca Beatrice lancia il suo ultimo libro e gioca a mischiare le carte. Damien Hirst, artista o rockstar? Cattelan, braccia rubate alla pubblicità? Ma già ai tempi di Dalì…

Salvador Dalí, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Jeff Koons, Damien Hirst, Maurizio Cattelan. Una mostra di super-star sul tema genio e sregolatezza, in chiave massmediologica? Non proprio. O meglio, non di mostre si tratta, ma di libri. Riflessioni sull’art system e sui grandi mattatori della scena contemporanea, più simili ai divi di cinema, musica e tv, […]

La cover di "POP. L’invenzione dell’artista come star", l'ultimo libro di Luca Beatrice

Salvador Dalí, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Jeff Koons, Damien Hirst, Maurizio Cattelan. Una mostra di super-star sul tema genio e sregolatezza, in chiave massmediologica? Non proprio. O meglio, non di mostre si tratta, ma di libri. Riflessioni sull’art system e sui grandi mattatori della scena contemporanea, più simili ai divi di cinema, musica e tv, che alla tradizionale figura dell’intellettuale bohemièn.
A parlarne, con la sua inconfondibile sagacia e la sua puntuta vis polemica, è uno dei critici italiani più affezionati al mondo del pop, grande conoscitore della società dello spettacolo: Luca Beatrice racconta nel suo nuovo saggio l’epopea dell’artista-rockstar, passando in rassegna alcuni straordinari casi di esplosione mediatica, con tanto di costruzione d’immagine, scalata al successo, fenomeni di divismo.
Alcuni artisti del Novecento rappresentano, in tal senso, l’emblema di una volontà d’affermazione popolare: conoscitori di raffinate strategie di comunicazione, si integrano perfettamente con il tessuto sociale, di cui riflettono, estremizzandole, istanze, caratteristiche e tendenze. Una galleria di ritratti, quella tratteggiata da Beatrice, che parte da Dalì, dandy dispotico e bizzarro, per arrivare a Cattelan, maestro degli scandali mediatici e dell’auto-promozione in chiave pubblicitaria, passando per il principe del pop e dello showbiz, Andy Warhol.
“POP. L’invenzione dell’artista come star” è edito da Rizzoli e fa il suo debutto ufficiale domani, 21 marzo. Un salto in libreria è d’obbligo. Che amiate o meno Beatrice, il tema ha implicazioni intriganti. Cosa ne sarà dell’arte e del suo posto nella società di domani? Saremo ancora sedotti dall’esercito degli artistar? Sarà ancora vincente la figura dell’artista integrato, che al bisogno di continuità sacrifica l’urgenza di rottura? E che ne sarà dell’undergound e del rapporto tra sistema e antisistema? Domande cruciali, a cui il critico torinese dà il suo contributo. Curiosi di leggere, promettiamo di riparlarne presto. E che dibattito sia. Voce ai lettori.

– Helga Marsala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.