Dieci idee per la cultura a Milano. Per il contemporaneo, Boeri consegna le chiavi ad Obrist e Bonami

I termini della collaborazione non sono ancora chiari, ma i nomi forti ci sono: Hans Ulrich Obrist e Francesco Bonami per l’arte contemporanea, Giovanni Agosti per l’arte classica, rinascimentale e moderna. E siccome una politica – anche culturale – è fatta da uomini, e dalle strutture che hanno a disposizione per lavorare, il passo avanti è notevole. Di […]

I termini della collaborazione non sono ancora chiari, ma i nomi forti ci sono: Hans Ulrich ObristFrancesco Bonami per l’arte contemporanea, Giovanni Agosti per l’arte classica, rinascimentale e moderna. E siccome una politica – anche culturale – è fatta da uomini, e dalle strutture che hanno a disposizione per lavorare, il passo avanti è notevole. Di questo si parlava ieri, nella piccola SalaWeill Weiss di Castello Sforzesco; questo a sei mesi dalle elezioni l’assessore alla Cultura di Milano, Stefano Boeri, voleva annunciare ai tanti che gremivano la sala-biblioteca: una politica culturale per Milano, finalmente affrontata con sistematicità.
Due ore di presentazione per enunciare fatti e visioni per i mondi dell’arte, del cinema, della moda, del design e delle culture. Dieci idee per la cultura a Milano – questo il titolo -, i primi dieci progetti per la rigenerazione culturale della città. Come premessa, ha voluto ricordare che il suo primo intento è quello di avvicinare i soggetti che operano nella sfera pubblica agli ambiti del privato, cercando di eliminare qualsiasi rigida suddivisione di ruoli e di piani. Ribadendo che la dimensione di spazi e di risorse deve incontrare quella di eventi e iniziative, come forze portavoce di domanda e offerta che indagano le rispettive disponibilità. “Milano è una città che abbonda di risorse politiche e culturali – ha sottolineato l’Assessore -. Le sue attività devono diventare un modello di domanda culturale diffusa, autorizzata e legittimata dalla società che la abita e che ne condivide le iniziative. Ma dare visibilità ai servizi significa anche conferire, ad ogni singolo evento, una reputazione, delineando una tracciabilità dell’identità culturale meneghina.

Dopo questi brevi accenni di poetica, si passa a temi e progetti delicati, partendo dai luoghi destinati a valorizzare la cultura come maggiore eccellenza della città. Perchè bisogna valorizzarne la geografia. Dei nomi abbiamo accennato: sull’arte classica, rinascimentale e moderna, i progetti con Giovanni Agosti prevedono già iniziative che coinvolgeranno il Bramantino, Leonardo e Medardo Rosso.
Le strutture. Se la Rotonda della Besana deve diventare il grande polo di accrescimento e apprendimento per bambini e ragazzi, il Museo del Novecento, Brera, Palazzo Reale, il PAC e persino le Gallerie d’Italia sono destinate ad ospitare quelle grandi mostre deputate a posizionare Milano sull’avanguardia, su standard di centri di richiamo internazionale come Londra e Berlino. Boeri si spende poi a favore delle biblioteche rionali, che avranno il compito di far migrare le collezioni della città verso la periferia, instaurando una nuova rete di energie culturali diffuse. Palazzo Dugnani ed il Cinema Orchidea daranno nuova luce al Cinema, mentre l’Ansaldo, dopo la “cura” Chipperfield, diventerà un nuovo polo che riunirà diverse discipline a favore dell’integrazione dei diversi popoli e delle minoranze residenti a Milano. Il Palazzo delle Scintille, grazie alle idee di Fabio Novembre, catalizzerà il mondo della moda, mentre design e architettura verranno potenziate rispettivamente nei luoghi deputati al FuoriSalone e negli spazi della Triennale. Una Milano che sembra possa tornare a splendere. Ad essere la città dei consolati e dell’integrazione, la città dell’editoria e della musica. Una città dal carattere accessibile che, secondo Boeri, può diffondere la propria cultura per arrivare all’Expo 2015 come ad un passaggio in vista di nuova rigenerazione.
Il tempo dirà se le scelte (e le persone) sono adeguate, certo è che la sensazione, almeno questa volta, è di un ragionamento sistemico e integrato. Milano ha bisogno di questa cosa più che di ogni altra.

– Ginevra Bria

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.