Alla Querini Stampalia sbarcano pure Rubbi e Kiaer. Special project, con Fondazione Furla e Art At Work

Non solo Marisa Merz. Oltre alla personale della grande artista torinese, curata da Chiara Bertola e ospitata lungo il percorso della collezione, La Fondazione Querini Stampalia dà spazio ai lavori di due emergenti, incastonati come piccoli cammei nella storica sede di Santa Maria Formosa. E lo fa grazie a un virtuoso network con altre realtà […]

Ian Kiaer, Il baciamano, 2011, foto Simona Cupoli

Non solo Marisa Merz. Oltre alla personale della grande artista torinese, curata da Chiara Bertola e ospitata lungo il percorso della collezione, La Fondazione Querini Stampalia dà spazio ai lavori di due emergenti, incastonati come piccoli cammei nella storica sede di Santa Maria Formosa. E lo fa grazie a un virtuoso network con altre realtà italiane, dal collettivo Art At Work alla Fondazione Furla. Stiamo parlando dell’inglese Ian Kiaer e di Matteo Rubbi, vincitore dell’ultima edizione del premio bolognese.
Rubbi si è installato in una intercapedine del Palazzo, suggestivo angolo al pianterreno affacciato direttamente sul canale. Qui, nell’intimità di una parentesi raccolta, ci si ferma a contemplare le tracce raccolte durante quel Viaggio In Italia condotto in alcune province del mondo, con mezzi di trasporto locali, senza un percorso e una meta stabiliti. L’appuntamento veneziano mette insieme i materiali prodotti in occasione delle prime tappe, in Sardegna e Senegal: un disco con musiche tradizionali, alcune foto, degli appunti.
È invece nella project room del primo piano che Kiaer allestisce Il baciamano. Consueto rigore poetico e minimale per un artista che ama interpretare il discorso sull’architettura, sulla letteratura, sull’estetica, attraverso citazioni sottili, forme essenziali, modulazioni monocromatiche delicatissime. Il progetto rievoca le vicende intellettuali di due illustri veneziani, Pietro Longhi, pittore settecentesco di genere, e l’indimenticabile architetto Carlo Scarpa, entrambi intimamente legati alla storia della Querini Stampalia.

– Helga Marsala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.