L’ultima volta che abbiamo parlato di David Cronenberg non sembrava se la stesse passando troppo bene, ma adesso – a un anno di distanza dal commovente cortometraggio realizzato in collaborazione con la figlia Caitlin – possiamo finalmente confermare che il visionario regista canadese non solo è ancora vivo, ma gode addirittura di ottima salute. Ebbene sì, dopo un’assenza dal grande schermo di circa otto anni, Cronenberg è ritornato con un nuovo film che non deluderà le aspettative dei suoi fan più affezionati. O almeno così pare.

DI COSA PARLA IL NUOVO FILM DI CRONENBERG

Intitolata Crimes of the future, l’ultima fatica dell’iconico cineasta vedrà l’attore Viggo Mortensen (già protagonista dei precedenti La promessa dell’assassino, A history of violence e A dangerous method) vestire i panni di Saul Tenser: un artista performativo che, come una sorta di Stelarc del domani, lavora principalmente apportando sensazionali modifiche sia al proprio corpo che ai rispettivi organi interni. Concepiti in un futuro in cui gli interventi estremi sono all’ordine del giorno, i curiosi spettacoli dell’eccentrico performer desteranno presto le attenzioni di una caparbia investigatrice (intepretata da Kristen Stewart) intenta a fare luce su di un misterioso progetto dedicato a una nuova fase evolutiva del genere umano. A supportare le scelte e le sperimentazioni di Saul Tenser sarà la sua “partner in crime” Caprice (Léa Seydoux).

RITORNO AL FUTURO

Dalle prime immagini del trailer pare proprio che Cronenberg sia tornato alle sue origini presentando un prodotto che si distacca dagli ultimi thriller di matrice psicologica per abbracciare nuovamente un sottogenere a lui molto più congegnale come il cosiddetto body horror. L’attesissimo riavvicinamento a quello stile inconfondibile che lo ha reso celebre in tutto il mondo lo si evince anche dal titolo stesso della pellicola: non è infatti la prima volta che Cronenberg utilizza questo nome per una propria opera, poiché nell’identico modo è intitolato anche il secondo lungometraggio della sua incredibile carriera. Nonostante questo particolare caso di omonimia, il “nuovo” Crimes of the future condividerà solo alcune suggestioni con il film del 1970, prendendo così le distanze da un ipotetico sequel. Date le tematiche trattate si potrebbe forse ipotizzare che ci troveremo davanti al capitolo conclusivo di una trilogia ideale che include i capolavori Videodrome ed eXistenZ, rispettivamente, del 1983 e del 1999. Girato in Grecia lo scorso anno, il film concorre attualmente per l’ambita Palma d’Oro del Festival di Cannes.

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AutoreDavid Cronenberg
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.