Scritta da Ellen Rapoport e ambientata nella Los Angeles degli anni ’70, Minx è incentrata su Joyce (Ophelia Lovibond), una giovane attivista e femminista che unisce le forze con un editore di poco rilievo (Jake Johnson) per creare la prima rivista erotica per donne.

MINX: LA SERIE TV IN ONDA SU HBO

La serie, targata HBO, debutterà in America il 17 marzo e sarà composta da 10 episodi ognuno della durata di mezz’ora circa. All’annuncio della serie, avvenuto ormai lo scorso anno, Sarah Aubrey, Responsabile dei contenuti originali di HBO Max ha commentato: “Siamo così entusiasti di questa serie divertente, femminista e del tutto unica, e non avremmo potuto chiedere un cast o dei partner migliori di Ellen, Rachel, Feigco e Lionsgate”. E Ellen Rapoport ha aggiunto: “Sono così grata a tutti loro per aver visto il potenziale di questa storia dalla prima volta che mi sono presentata nei loro uffici con pile di riviste porno degli anni ’70. Realizzare Minx con con un cast incredibilmente talentuoso è un sogno che si avvera”.

LA STORIA RIVOLUZIONARIA DI PLAYGIRL NARRATA NELLA SERIE TV

La storia che vedremo in Minx è vera. A cavallo della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e Settanta nacque infatti Playgirl, magazine erotico destinato ad un pubblico femminile, e risposta femminista inequivocabile al Playboy di Hugh Hefner. L’idea venne a Jenny Lambert, moglie di Douglas Lambert, proprietario di un nightclub a Garden Grove che desiderava eguagliare il successo di Henfner. È forse superfluo dire che la rivista già dopo il primo numero suscitò una serie di feroci polemiche da parte di varie associazioni perbeniste per definizione. Playgirl è una rivista che senza dubbio ha sfidato gli stereotipi del tempo, ha rotto gli schemi. All’interno del giornale si potevano leggere i saggi di Gloria Steinem sul femminismo, le interviste di Maya Angelou e Joyce Carol Oats, gli approfondimenti su cancro al seno, aborto e parità di diritti, e perché no, un inserto centrale con un bel modello semi nudo. E se le premesse di Minx sono quelle del racconto di questa rivoluzione culturale – perché come tale va vista -, possiamo sperare in una gran bella serie tv!

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).